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Peretola, sindacati all’attacco di Risto Società

Firenze – Tre licenziamenti ritenuti illegittimi, accordi non rispettati anche per quanto riguarda la riqualificazione del personale, demansionamento di personale che vantava 18 anni di servizio e che si è visto assumere con contratto di apprendistato a 18 mesi. Insomma una vera e propria strage, secondo la Cgil.

Tutto ciò accade all’aeroporto di Peretola, e il soggetto sotto attacco dei sindacati  si chiama Risto. “L’azienda  ha la concessione per la ristorazione dell’Aeroporto di Firenze ed è di proprietà della famiglia Spagnoli – informa la Cgil – una famiglia di imprenditori toscani che  è subentrata ad Autogrill che,  a sua volta aveva presso il posto di Villa Viviani. Perché raccontiamo tutto questo? Semplicemente per dire che nel passaggio da Villa Viviani ad Autogrill ha funzionato la clausola sociale e dunque il personale passò ai subentranti, nel passaggio da Autogrill a Risto la cosa è stata tutt’altro che semplice. Per arrivare ad un accordo, sottoscritto al tavolo di crisi della Provincia di Firenze, che garantisse l’occupazione e la riqualificazione del personale ci vollero ben 22 giorni di sciopero delle maestranze”.

Fin qui, tutto bene. Tranne che, secondo il sindacato, “l’accordo è stato ripetutamente violato”. Ed ecco i punti secondo quanto si legge nella nota sindacale: “1) Non sono stati effettuati ad oggi i corsi di lingua per l’acquisizione di certificazioni internazionali quali il PET (Preliminary English Test) e il FCE (First Certificate English), certificazioni ritenute strategiche oltre che necessarie alla riqualificazione del personale proveniente da Autogrill. 2)I Lavoratori che vantavano anzianità di servizio da un minimo di 8 ad un massimo di 18 anni sono stati assunti con un contratto di apprendistato a 18 mesi“. Ma non è tutto, incalza il sindacato, che elenca tre casi di licenziamento ritenuti illegittimi: il primo ha riguardato “il delegato sindacale con 18 anni di servizio in aeroporto e 60 anni di età per aver inviato un sms nel quale criticava la condotta aziendale (insomma faceva il suo mestiere)”; il secondo, “una lavoratrice con 13 anni di servizio colpevole di essersi ammalata”; il terzo, “un lavoratore con 10 anni di servizio, categoria protetta, licenziato per ragioni disciplinari”.

Casi che ad oggi son affidati ai legali, ma, dice il sindacato, alla luce di tutto ciò, “forse sarebbe il caso di parlarne con l’azienda”. Tranne che, riporta la nota, l’azienda “non vuole dialogare con il sindacato, nega le assemblee e non riconosce i delegati sindacali”.

Un atteggiamento, quello della Risto, che provocherà, preannuncia la Filcams CGIL Firenze, una mobilitazione che verrà messa in atto dai primi di settembre e che prevede  presidi e volantinaggi, “scioperando se necessario”, oltre alla decisione da parte del sindacato di chiedere l’apertura del tavolo di crisi della Città Metropolitana. Inoltre, la Cgil si “mobiliterà e si attiverà con il Consiglio comunale di Firenze e dei comuni della piana fiorentina”.

Infine, il sindacato coglie l’occasione per rivolgere “una domanda al neo presidente dottor Marco Carrai, ci piacerebbe sapere se ritiene questo racconto di un accordo non rispettato e di licenziamenti che quasi certamente la magistratura riconoscerà illegittimi, compatibile lo sviluppo dello scalo fiorentino che dovrebbe creare 2.000 nuovi posti lavoro su sua previsione”. 

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