energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Peretola: un progetto troppo intelligente per l’attuale governo Opinion leader

Firenze – L’atmosfera tragicomica che si è creata con l’insediamento del nuovo Governo nazionale non poteva che coinvolgere il progetto di adeguamento del Vespucci. Seguendo il criterio che le riforme utili vanno eliminate e i progetti intelligenti bloccati, non poteva che accadere. Un paio di inconsapevoli ministri hanno quindi affermato con atteggiamento serioso che “questo aeroporto non s’ha da fare…”.

Ovviamente, non sapendo spiegare perché, si sono limitati a giustificare questa scelta con frasi fatte, di senso comune. Queste dichiarazioni hanno ridato fiato ai detrattori regionali e locali dell’aeroporto, storicamente collocati fra i politici pisani e nelle aree più tradizionaliste della sinistra (Rifondazione, CGIL).

A questo punto val la pena chiedersi cosa tenga insieme questo composito schieramento di oppositori ad un progetto (lo dimostreremo fra poco, ma è compito facile) che crea solo vantaggi e non ha controindicazioni. Sinteticamente, le posizioni degli oppositori sono il cocktail di alcuni ingredienti: la malafede, l’ignoranza, il campanilismo e l’avversione al nuovo, che si mescolano in quantità diverse a seconda dei casi.

L’ostilità al progetto da parte dei ministri gialloverdi deriva dai primi due elementi (malafede e ignoranza); tutte le recentissime scelte di politica economica derivano infatti dal desiderio di distruggere le recenti scelte riformiste di buon senso  (pensioni, ad es.), nonostante gli avvertimenti sui rischi da parte di autorità indipendenti come BCE, Banca d’Italia e altre.

Quindi, nel nostro caso, non importa conoscere i particolari del progetto, né importa se l’investimento produca consistenti effetti positivi per la collettività; è sufficiente identificarlo come “Progetto nemico” , magari per rinviarlo sine die con pretesti ridicoli (tipo…”ci vuole una analisi costi benefici…” non sapendo ovviamente che è già stata fatta da istituti indipendenti).

Nel caso dei politici locali di 5stelle e Lega, invece, si attenua la componente ignoranza e cresce il campanilismo. I reduci dei tifosi dell’aeroporto di Pisa hanno ripreso le armi dopo anni in cui la saggia decisione della Regione di costituire una sola Azienda aeroportuale li aveva messi in pensione. La sindaca di Cascina, dopo essere diventata un riferimento intellettuale del Governo nazionale, ha rispolverato quindi l’idea (è un po’ esagerato definirla tale, in realtà) di Pisa come unico aeroporto regionale, una scemenza assoluta.

Arriviamo infine ai compagni post-comunisti della Piana fiorentina, fatta di politici locali, comitati, sindacati. Qui il cocktail è costituito da avversione al nuovo e da ignoranza, per l’area movimentista, mentre di campanilismo e malafede per i politici locali che dopo aver consentito in venti anni la cementificazione dei loro territori con opere di interesse esclusivamente privato (supermercati, shopping center, multisale, centri benessere….), ora per raccattare qualche voto si riscoprono ipocritamente ambientalisti in difesa di un ipotetico Parco che negli stessi venti anni non hanno mai voluto realizzare e che non sarebbe certamente compromesso dalla nuova pista (che, fra l’altro, è un’opera pubblica, al contrario di quelle favorite da loro).

Di tutti gli ingredienti del cocktail che ho richiamato, quello che oggi più infastidisce è l’ignoranza. Non tanto in sé, quanto per lo sdoganamento che se ne è fatto di recente. Perché l’ignoranza è tollerata, perché no, ma il nuovo clima politico promosso dai 5stelle ne ha fatto quasi un merito. Prima ci si vergognava di essere ignoranti, ora ci si vanta di esserlo, perché così “si è vicini alla ggente..”. Ci sono degli argomenti, come questo, in cui la distanza fra chi “se ne intende” e chi “ ne parla” dovrebbe essere rispettata. Invece una scemenza, fra le tante che si sentono dire a questo proposito, sembra meno tale se urlata o pronunciata con un aria seriosa …alla “Salvini”.

Ma perché il Masterplan del Vespucci è un progetto sostanzialmente inattaccabile se si valuta con elementi oggettivi? Proviamo a sintetizzarne le ragioni. I benefici sono elevati e le problematiche paventate sostanzialmente inesistenti.

I benefici: Nel medio-lungo periodo un aeroporto per affari di buon livello è un polo di sviluppo determinante per l’economia dell’intera area metropolitana e un attrattore di nuove imprese a livello internazionale. Quindi, se i posti di lavoro nuovi creati in aeroporto sono stimati in quasi mille  e quelli indiretti in circa duemila, l’effetto occupazionale sarà ancora maggiore quando nuove imprese cresceranno in un area di 30/40 chilometri.

Un beneficio immediato l’avremo poi con l’abbattimento dell’impatto acustico verso via Pratese, che diventerà irrilevante, con impatti assenti sia per Prato che per Campi, mentre Sesto avrà addirittura un beneficio rispetto ad ora.

Il risparmio di tempo per imprese e passeggeri sarà enorme (valutato in 20 milioni di euro annui) e questo perché, mentre i turisti continueranno a usare Pisa, gli utenti business (che già ora sono gli utilizzatori principali) troveranno qui una risposta più efficace alle loro esigenze. Saranno poi eliminati del tutto i dirottamenti per vento avverso che fanno perdere tempo a circa 60mila passeggeri all’anno.

Le obiezioni sono sostanzialmente infondate: la prima, tanto storica quanto sciocca, è che Pisa sarebbe sufficiente. Nessun aeroporto al mondo dista 80 chilometri dalla città che deve servire. La distanza media in Italia è 10 chilometri e il record di distanza appartiene ad una megalopoli come Tokyo dove l’aeroporto dista circa 30 chilometri dalla periferia della città. La controprova ce la offre Bologna. Esisteva già un aeroporto militare a 80 chilometri (Forlì) ma si è creato uno scalo efficiente nei pressi della città, lasciando a Rimini e Forlì il traffico turistico.

Proprio su Bologna convergerebbe il traffico business se non si facesse la nuova pista, ma sarebbe una penalizzazione notevole per il nostro sistema produttivo. Specializzando ulteriormente la vocazione business per Firenze, i due aeroporti toscani cresceranno insieme, come è avvenuto negli ultimi anni, senza farsi concorrenza. Collegare poi le due città con una linea ad alta velocità, come ha proposto qualcuno in questi giorni, costerebbe circa 3 miliardi di euro (dieci volte il Masterplan) con impatto ambientale rilevante e richiederebbe decine di anni.

In termini urbanistici, infine, la creazione del Parco della Piana non è ostacolata dalla nuova pista, anzi la dismissione della pista attuale la agevola. L’uso del suolo è molto minore di quello che si è sperperato finora in supermercati e, infine, le opere di compensazione previste superano le altre obiezioni (assetto idrogeologico, tutela delle aree umide).

Il Masterplan, quindi, è inattaccabile sul piano tecnico e della logica, e solo un governo scellerato potrà danneggiare gli interessi dei toscani ostacolandolo in nome di una ideologia puerile. E non si può, infine, non leggere con tristezza il patetico comunicato della CGIL regionale che, per “dire qualcosa di sinistra”, si schiera contro, da un lato ignorando che questa è una delle poche carte che abbiamo per creare molti e qualificati posti di lavoro, dall’altro sacrificando questo obbiettivo sull’altare di generici richiami al Parco (che non ha bisogno di tutela ma di azioni positive), del blocco di ipotetiche invasioni turistiche e -infine- di tutela dell’Osmannoro (dove ora passano gli aerei e domani non passerebbero più). Se anche il sindacato ha scoperto la decrescita felice siamo proprio rovinati!

Print Friendly, PDF & Email

Translate »