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PerformIA, i nuovi orizzonti dell’intelligenza artificiale Breaking news, Innovazione

Firenze – Passato e futuro possono trarre valore e conoscenza l’uno dall’altro. Le nuove tecnologie aprono infatti le porte al futuro ma danno anche un prezioso contributo nella valorizzazione del nostro passato e delle nostre eccellenze. Si è tenuta a Le Murate di Firenze la prima edizione del festival “PerformIA”, dedicato all’intelligenza artificiale.

Tre giorni in cui si sono intercalati percorsi tra tecnologia, arte e cultura, definendo anche diversi campi di applicazione dell’intelligenza artificiale, prime fra tutti proprio la cultura, insieme alla moda e all’agricoltura.

Oltre ai dibattiti e agli incontri che hanno portato sul palco esperienze, potenzialità e studi riguardo l’applicazione dell’intelligenza artificiale, si sono avvicendate performance artistiche che hanno spaziato dal teatro alla musica e hanno fatto registrare un sold out di presenze.

“Abbiamo cercato di combinare in questo festival informazione, formazione e scambio culturale sul tema delle nuove tecnologie e nello specifico dell’impiego dell’intelligenza artificiale. Siamo di fronte ad una accelerazione sul fronte digitale – spiega Paolo Attanasio, CEO di Polaris Engineering – che sta cambiando il modo di fare impresa, per cui servono risposte alle diverse esigenze. In una società in continuo mutamento, la capacità di sapersi innovare diventa uno dei keyfactor indispensabili per tutte le PMI e non solo. Grazie all’applicazione di AI nei propri modelli, ciascuna azienda oggi è potenzialmente in grado di acquisire lo spettro di skills digitali favorevole ad una produzione consapevole, tracciabile e sostenibile. Ottimizzazione di tempi, costi e risorse diventa un’automazione fondamentale, capace non solo di creare nuovo valore al business, ma di incentivare anche la produttività dei dipendenti che acquisiscono nuove competenze e nuove modalità di lavoro, delegando alle macchine buona parte delle operazioni più ripetitive.  Il festival è stato poi anche un modo di far capire quale ruolo possa interpretare l’intelligenza artificiale nel campo dell’arte e della cultura, sempre più pervase da un approccio scientifico, di cui Firenze come grande città d’arte può rendersi protagonista. Il nostro intento è adesso quello di replicare l’anno prossimo con un evento ancor più strutturato”.

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