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Pergola: Poli, Vukotic e Prati sono le “Sorelle Materassi” Spettacoli

Firenze – Un dramma familiare a tinte ironiche. Da martedì 14 a venerdì 24 febbraio arriva al Teatro della Pergola Sorelle Materassi il capolavoro di Aldo Palazzeschi del 1934 adattato per la scena da Ugo Chiti, con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati, regia di Geppy Gleijeses.

L’opera, attraverso le vicende di Teresa, Carolina e Giselda Materassi, rappresenta tutti i temi cari a Palazzeschi: la parodia dello stile di vita e della visione del mondo borghese, il fascino per il nonsense e i giochi di parole, il gusto per l’irrisione dei formalismi.

Tra pathos e divertimento, grottesco e compassione, Sorelle Materassi mostra come l’ingenuità caricaturale e la repressione dei moti d’animo delle protagoniste siano causa della loro rovina: il nipote Remo, privo di scrupoli morali, sfrutta le debolezze caratteriali delle zie, fino a portarle a un dissesto finanziario.

In scena con Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati ci sono Gabriele Anagni, Sandra Garuglieri, Gian Luca Mandarini, Roberta Lucca.

Giovedì 16 febbraio, ore 18, alla Pergola, Lucia Poli, Milena Vukotic, Marilù Prati e la compagnia incontrano il pubblico. Coordina Riccardo Ventrella. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

Sorelle Materassi sarà poi al Teatro Era di Pontedera sabato 25 e domenica 26 febbraio. 

La trama 

Ambientato nei primi anni del XX secolo nel sobborgo di Firenze Coverciano (dove si pensa che Boccaccio abbia scritto il Decameron), Sorelle Materassi narra la vicenda di quattro donne che vivono una vita tranquilla e isolata. Tre di loro sono sorelle: le prime due sono nubili, la terza è stata respinta dal marito e per questo è tornata a vivere con le sorelle. Teresa (Lucia Poli) e Carolina (Milena Vukotic) sono abilissime sarte e ricamatrici, e vivono cucendo corredi da sposa e biancheria di lusso, grazie a una vita di rinunce, nel culto ossessivo del lavoro, hanno acquisito una posizione di prestigio presso la buona società fiorentina. Giselda (Marilù Prati) è la sorella minore. La fedele domestica Niobe che tranquillamente invecchia insieme alle padrone è interpretata da Sandra Garuglieri.

Teresa Materassi è il “capo” della famiglia, autoritaria e dura, anche se nasconde tenerezze represse e fragilità nascoste. È un personaggio solo apparentemente monolitico, quando invece è ricco di sfumature. Dal canto suo, Carolina Materassi è introversa, in un ambiente in cui tutti nascondono i sentimenti lei si esprime con grande affetto e amore nei riguardi del nipote che è il loro unico erede. Giselda è delusa dalla vita, tende all’isolamento e si lascia tormentare da un rabbioso risentimento. L’attualità di Palazzeschi è l’avere centrato, sotto la scorza della commedia, l’eterno tema della solitudine e del bisogno di affetto degli anziani.

Non hanno vizi né svaghi. Il loro divertimento sta nel parlottare, sussurrare, rimembrare, mentre lavorano di ago e filo su un pezzo di stoffa che trasformeranno in capolavoro. Una dose di popolaresco ottimismo e di serena saggezza è introdotta dalla fantesca Niobe. Questo equilibrio familiare viene sconvolto dall’arrivo di Remo, interpretato da Gabriele Anagni, il figlio di una quarta sorella morta ad Ancona: bello, spiritoso e pieno di vita, attira subito le attenzioni e le cure delle donne, i cui sentimenti parevano addormentati.

Un interno borghese con vista su un giardino è il piano inclinato che porterà le Materassi alla disfatta economica in nome dell’amore più abbagliato che si possa immaginare. E c’è un motivo: il giovane Remo approfitta dell’affetto e delle cure delle zie più anziane per soddisfare tutti i suoi capricci, spendendo più di quanto loro guadagnino. Giselda è l’unica a rendersi conto della situazione, ma i suoi avvertimenti rimangono inascoltati. Inutilmente tenta, con il suo solito malumore, di aprire gli occhi alle altre, ma non c’è verso. Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere.

Per soddisfare le richieste di Remo, Teresa e Carolina spendono tutti i loro risparmi e si indebitano al punto di dover vendere la casa e i terreni ereditati dal padre. Il quadro dell’asfittica vita provinciale delle Materassi diventa il terreno su cui si esercita il gusto irridente di Palazzeschi, che mette in ridicolo, con tocco leggero, sia il vuoto etico del giovane ‘superuomo’ Remo sia la cieca devozione al dovere di Teresa e Carolina.

Le sorelle si amano, ma anche litigano fra di loro, specialmente Giselda che è la più giovane e che ha scelto la libertà. Sorelle Materassi è una commedia di donne, dove comunque, nonostante tutte le amarezze, la solitudine, le conflittualità irrisolte, si arriva a un finale sereno.

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