energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pergola, prima nazionale: uno Zio Vanja nell’Italia in crisi Spettacoli

Firenze – Una versione dello Zio Vanja di Anton Čechov reinterpretata nella realtà e nella sensibilità dell’Italia di oggi è quella che va in scena in prima nazionale da stasera 26 gennaio fino al 4 febbraio al Teatro della Pegola.  Non è infatti la vecchia piantagione piena di debiti l’ambientazione di uno dei drammi più importanti dello scrittore russo, ma un teatro di provincia in uno dei luoghi più colpiti dai recenti terremoti, molto simile a quello dell’Aquila.

All’esordio in una grande impegnativa regia Vinicio Marchioni ha scelto di puntare molto in alto, andando a reinterpretare un grande classico del teatro di tradizione: del resto, ha detto scherzando ai giornalisti, se deve cadere preferisce farlo “da 400 metri di altezza”.

Coadiuvato nell’adattamento – attualizzazione da Letizia Russo, Marchioni ha lavorato per quattro anni al testo e all’allestimento “leggendo tutto il leggibile su  Čechov ” fino alla realizzazione dello spettacolo che segue perfettamente “ la linea del nuovo teatro nazionale”, come ha detto il direttore della Pergola Marco Giorgetti nel presentarlo, “nel segno dell’innovazione”.

“Il testo di Čechov – così Marchioni – parla di me, di questo paese, di questo teatro che portiamo avanti con fatica, lo zio Vanja diventa l’amministratore di un teatro che fa fatica in un mondo che lo circonda fatto di macerie”.  Così le macerie diventano la metafora della crisi di valori e di motivazioni del Paese e nel prendere atto di una realtà che appare sempre più fallimentare, ritrovare lo scatto giusto per superarla.

Marchioni assicura che si è attenuto a una “cura filologica”: nulla del testo originale “è stato tradito” e l’unico ostacolo narrativo incontrato che riguarda il personaggio di Astrov  è stato superato senza stravolgere l’azione drammatica. “Se un adattamento significa fare a brandelli l’originale e il finale e l’incipit devono essere traditi, allora non siamo d’accordo soprattutto se si vanno a toccare capolavori assoluti”, ha aggiunto a chi gli chiedeva se il suo spettacolo rappresenta un’altra tappa sull’obiettivo di molti registi anche operistici di riavvicinare il pubblico alla storia del teatro, dimostrandone l’attualità dei valori. .

Tuttavia la questione dell’attualizzazione dei testi teatrali resta aperta. Non può essere affrontata con condanne o entusiasmi generalizzati, ma occorre giudicare caso per caso, verificando l’impatto degli adattamenti sull’unità artistica dell’opera coinvolta, sul rispetto del messaggio profondo che l’autore vuole trasmettere agli spettatori.

Dunque alla prima nazionale di “Uno Zio Vanja” si potrà misurare se le idee del regista interprete sono corrette. Con lui altro sei attori che hanno aderito al progetto: Francesco Montanari, Milena Mancini, Lorenzo Gioielli, Nina Torresi, Andrea Caimmi, Alessandra Costanzo, Nina Raia. Le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Milena Mancini e Concetta Iannelli, le musiche di Pino Marino. Una produzione Khora Teatro con Fondazione Teatro della Toscana.

 

Foto: Vinicio Marchioni al centro con Francesco Montanari e Milena Mancini 

 

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »