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Periferia, Grandi (Sunia): “Attenzione alle zone d’ombra” Cronaca

Firenze – Solo due giorni fa l’assessore Funaro col sindaco Nardella hanno tagliato il nastro a nuove (e molto belle) abitazioni popolari situate in via Toscanini. “Il sindaco ha parlato della necessità di ricominciare dalle periferie – ricorda Laura Grandi, segretaria provinciale del Sunia – un principio che ha tutto il nostro appoggio. Ma bisogna fare attenzione, perché si rischia di non accorgersi delle sacche oscure che il territorio nasconde”. Insomma per farla breve, attenzione a girare la testa: dietro l’angolo, proprio là dove si sono accese le luci della ribalta, ecco che il degrado la fa da padrone. “E per degrado – continua Grandi – non intendo solo quello fisico, fatto di stabili cadenti o in condizioni igieniche disastrose, ma anche del degrado che pervade l’atmosfera stessa di questi anfratti del territorio, quello che si innesta in un comune sentire che porta i segnali dell’abitudine all’illegalità”.

Una situazione che emerge qualora qualcuno si prenda la briga di andare a guardare non solo in certi tratti di via Baracca, ma anche, “svoltato l’angolo”, nelle zone baracca 2 ascensorelimitrofe in certe strade che si possono anche definire, oramai, di “semiperiferia”. Fra le Piagge, insomma, e piazza Puccini, la città si distende portando esempi contestuali di nuova linfa vitale e di segnali che qualcosa è rimasto indietro.

Un’esperienza che diventa tangibile, ad esempio entrando in via Bardazzi. Qui vi sono immobili semifatiscenti, che offrono sul mercato appartamenti che difficilmente l’Asl potrebbe certificare come abitabili. Ebbene, questi locali, spesso in subaffitto, vengono locati con canoni che arrivano anche a 800 (ottocento) euro.

 

 

 

“Intendiamoci bene – spiega Grandi – si tratta di contratti che viaggiano sul limite: apparentemente regolari, spesso contengono una serie di clausole vessatorie che li laura grandi fotorendono veramente gravosi per l’inquilino”. Il rischio, continua Grandi, è che questo tipo di degrado, che rimane nascosto in accordi falsamente regolari, venga “legalizzato” proprio da questi contratti. Una “legalizzazione” di fatto che attecchisce sulla mancanza di controlli, sull’acquiescenza nei confronti di grossi proprietari (che affittano e subaffittano, con spirali che nei passaggi si avvitano sempre verso il basso per gli inquilini) e che conducono alla generale idea che “tanto nessuno fa niente”. E così cresce e si sviluppa una cultura basata sull’illegalità “di sostanza”.


“Insomma
– conclude Grandi – bisogna essere chiari: ripartire dalle periferie non significa solo consegnare case, belle quanto si vuole. E’ giusto ed encomiabile farlo, ma la lotta al degrado è profonda e passa anche da altri canali”. Ad esempio, nel dimostrare che chi affitta tuguri per centinaia di euro ai cittadini non è detto “che la passi sempre liscia”.

baracca 1 particolare

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