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Pesca e acquacoltura: dal piano provinciale 344mila euro per sostenerle Economia

Nella ripartizione dei 344mila euro, la Provincia di Grosseto ha destinato quasi 143mila euro all’acquacoltura; 81mila euro vanno all’adeguamento delle banchine; 24mila all’igiene e  tracciabilità del pescato; circa 38mila euro al pescaturismo; i 24mila euro sono destinati alla realizzazione di un centro per l’accrescimento di anguille per il ripopolamento di acque interne; e 6mila e 600 per l’acquisto di attrezzature per la pesca in acque dolci e lagunari. Infine 27mila e 600 euro sono destinate alla formazione. E la Provincia, specifica la nota dell'ente, invita tutti gli operatori pubblici e privati a partecipare ai bandi perché l’esaurimento delle risorse è il presupposto per poter accedere ad ulteriori finanziamenti.
Il piano è il frutto della concertazione con le rappresentanze della pesca e dell’acquacoltura, e quindi – ha dichiarato il presidnete della Provincia di Grosseto Leonardo Marras – crediamo che la ripartizione delle risorse operata sia funzionale alle richieste che ci sono pervenute dal comparto". Marras ha avvertito che qualora si verificassero avanzi su alcune voci di spesa, la provincia procederà a rimodulazioni finanziarie.

“Quest’anno – ha spiegato il presidente della Provincia, Leonardo Marras –  la dotazione finanziaria complessiva è pari a 344mila euro. Pur trattandosi di poche risorse il dato positivo è che sono facilmente spendibili, perché destinate ad interventi non strutturali, sia nel settore dell’acquacoltura, per l’acquisto di attrezzature e macchinari, sia in quello della pesca. La Provincia di Grosseto entro la fine dell’estate provvederà alla pubblicazione dei bandi, che sono rivolti ai soggetti pubblici e privati. Ovviamente  questo piano non esaurisce le misure a favore del settore, che ha fortemente bisogno di interventi strutturali. In questo senso la Provincia, è da qualche tempo impegnata anche nella promozione di una strategia di sviluppo integrata tra le province della costa (Gac) per attrarre sui territori le risorse del Fondo europeo per la Pesca messe a bando dalla Regione Toscana”.
“Come è emerso dal Tavolo Blu e dagli incontri con i Comuni – ha dichiara Leonardo Marras– uno degli interventi più urgenti  nel settore della pesca è l’ammodernamento delle banchine dei porti, che al momento sono carenti di servizi. Su questa voce, dopo l’acquacoltura, abbiamo concentrato la maggior parte delle risorse che potranno essere impiegate per dotare i porti di spazi per la vendita diretta del pescato; piccole strutture per la produzione di ghiaccio, magazzini per il ricovero degli attrezzi, servizi elettrici e idrici, servizi per lo smaltimento dei rifiuti; sistemi di illuminazione per facilitare le fasi di sbarco, stoccaggio, lavorazione e commercializzazione del pesce. Interessante anche la misura destinata al pescaturismo per l’adeguamento delle imbarcazioni a questa attività, che prevede nell’imbarco  giornaliero di turisti che vogliono condividere con gli operatori la giornata di pesca”.

I numeri della pesca e dell’acquacoltura
La costa grossetana si estende per circa 208 km, con 10 porti approdi per la pesca professionale. Il numero di unità da pesca, rispetto al 2006, si è ridotto a 131. Oltre un terzo delle imbarcazioni ha stazza lorda superiore a 20 tonnellate, per la pesca industriale ed impiega mediamente oltre 3 unità di personale. Le rimanenti imbarcazioni sono rappresentative della piccola pesca artigianale ed occupano 1-2 addetti per ogni unità.
Il fatturato globale stimato si aggira intorno ai 18 milioni di euro compresi i servizi connessi e in comune con la piscicoltura.
La filiera della produzione ittica provinciale impiega 12 imprese di acquacoltura  fra impianti a terra, a mare e strutture di trasformazione. Nel complesso sono circa 150 gli addetti, oltre a tecnici e figure professionali fortemente specializzate. Il fatturato complessivo è stimato intorno ai 20 milioni di euro ed ottime potenzialità in termini di indotto, sono espresse dal prolungamento della filiera alle fasi di trasformazione.

Foto www.agroserv.info

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