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Pescatori toscani, gasolio e Unione Europea ci mettono in mutande Cronaca

 

In mutande. Così si sentono i pescatori toscani che oggi 30 gennaio hanno incontrato l’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori. E, fra aumento della nafta per i pescherecci e le nuove regole comunitarie, viene il dubbio che non sia solo un’espressione colorita.
Aggiungedo poi la diminuzine del pescato, la frittata è fatta. Anzi, nemmeno quella: per una frittura di paranza di quelle della tradizione (stessa cosa per il cacciucco), con la nuova regola di dover mettere ogni tipo di pesce in una sola cassetta, chi vuole mettere insieme tutto il pesce necessario di cassette ne deve comprare almeno 5, quando prima ne bastava una sola.
E’ solo una delle regole europee di cui i pescatori toscani lamentano il peso: fra le altre, l’obbligo di pescare nel Mediterraneo con la stessa maglia di rete con cui si pesca per le coste oceaniche, o i limiti sulla taglia delle catture. Non solo: che dire delle infrazioni formali, tipo una bandierina strappata o un modulo mal riempito e delle sanzioni che le accompagnano? Senza contare un altro balzello riguardante il “blue box” vale a dire il sistema di controllo satellitare per le navi da pesca sostanzialmente in mano a solo due aziende abilitate a gestire la tecnologia necessaria (due azinede in tutta Italia) che porta alla fata le creazione di un ferreo oligopolio. Costo? Circa mille euro l’anno per peschereccio.
Ma l’impatto maggiore sul pescato (l’80%, dicono i pescatori) rimane addebitabile al costo del gasolio. Un punto su cui l’assessore si è impegnato a un confronto il più possibile urgente con distributori e petrolieri, con un occhio alla recente liberalizzazione degli impianti di distribuzione.
Quanto al resto del cahièr de doleances presentato dai pescatori, Salvadori ha precisato che “tutti i paradossi che vorrete fornirci verranno segnalati al Ministero”.
Per quanto riguarda infine l’oligopolio di fatto in cui si muove il “blue box” l’assessore ha lanciato un’interessante apertura: ''Come Regione siamo disponibili – ha detto – a finanziare un progetto di livello toscano capace di spezzare un oligopolio che per i pescatori comporta costi elevati''. 
 

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