energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Pianeta Galileo al via nel segno della chimica Cultura

I saluti di apertura dei Rettori e dei rappresentanti delle tre università toscane Firenze, Pisa e Siena, di Daniela Lastri dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Toscana, della referente per la direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, hanno ribadito l’importanza di una manifestazione ormai diventata un appuntamento stabile per tutta la cittadinanza. Pianeta Galileo, infatti, mette in connessione il mondo della ricerca con il mondo della scuola, favorisce il dialogo tra culture storicamente considerate e percepite diverse come quella umanistica e quella scientifica e aspira a una diffusione di una più ampia cultura scientifica e filosofica tra i cittadini di oggi e di domani.
Non poteva che essere un chimico di fama mondiale come Salvatore Califano ad aprire le danze della manifestazione. Il 2011, infatti, è stato proclamato dall’ONU anno internazionale della chimica, un giusto riconoscimento a una disciplina fondamentale che ha contribuito alla comprensione di molti fenomeni biologici e che vanta numerose applicazioni industriali.
L’importanza della chimica è nota a tutti sul piano dei risultati della ricerca. La chimica, però, condivide con la fisica l’adesione a principi (leggi fisiche) che governano la struttura e il moto degli atomi, la formazione delle molecole e delle loro interazioni, considerati i principi strutturali della vita.
Califano, introdotto dal collega e docente dell’ateneo fiorentino Vincenzo Schettino, ha ripercorso le principali tappe storico, filosofiche e scientifiche che hanno condotto i ricercatori alla scoperta dell’atomo e alla comprensione dei fenomeni fisici descritti dalla meccanica quantistica.
La storia dell’atomo comincia nel mondo greco dove la filosofia era strettamente connessa al pensiero matematico e i principali contributi filosofici si confrontavano con concetti fondamentali come quelli di infinito potenziale, etere, materia scomponibile infinitamente. È interessante osservare come il concetto di infinito aristotelico, inteso come un infinito composto da altri infiniti, abbia ostacolato lo sviluppo e l’accettazione dell’idea di componenti non ulteriormente divisibili della materia. Idea, questa, che ha avuto una storia travagliata, fino a quando l’impostazione aristotelica non fu messa in discussione a più riprese nella storia del pensiero scientifico. Basti ricordare Giordano Bruno e Newton che hanno dato apporti fondamentali per lo sviluppo della fisica moderna, oppure Cartesio, il quale, pur avendo dato profondi contributi nel campo della matematica, non poteva credere nell’esistenza dell’atomo, poiché il suo sistema filosofico non contemplava l’esistenza del vuoto. Come dire, la realtà spesso può scontrarsi con le nostre impalcature concettuali: sta a noi abbandonare le vecchie strade e cercarne di nuove.
La scienza è un’impresa collettiva e le idee devono affermarsi per essere accettate. Tale processo può essere terribilmente lungo, costare vite umane, portare a revisioni di intere teorie, richiedere lo sforzo necessario per cambiare punti di vista, ammettere i propri errori. Anche la storia della fisica-chimica non ha fatto eccezione, tanto che scienziati illustri, tra cui Lavoisier, ha ricordato Califano, non hanno mai creduto nell’esistenza dell’atomo.
Per mezzo del lavoro di menti geniali come Dalton, Cannizzaro, Avogadro, Kelvin, Thomson, Mayer, Rutherford, Bohr, Planck, ricordandone alcuni tra i principali citati, si arriverà a dare sostanza matematica a idee che hanno descritto con grande precisione fenomeni complessi come l’elettricità, la natura dell’atomo, della luce, fino a stimolare lo sviluppo di ricerche nel campo della meccanica quantistica. La ricerca dei costituenti della materia, inoltre, ha visto la formalizzazione di idee riguardanti il riconoscimento di una struttura interna degli atomi, lo studio dei nuclei, fino all’indagine dei componenti subatomici.
Sembra incredibile, infine, che la teoria dei gruppi e l’algebra lineare, campi della matematica pura, siano diventati strumenti indispensabili per la comprensione dei fenomeni quantistici. Nessuno avrebbe potuto immaginare che per capire il mondo subatomico, la struttura più profonda della materia, occorresse servirsi di strumenti concettuali come l’algebra astratta, rivelatasi fondamentale quanto computer, telescopi, laser o altre tecnologie.
La lezione di Califano ha incarnato perfettamente lo spirito di Pianeta Galileo: la passione nella ricerca e l’amore per la conoscenza possono e devono essere comunicati, divulgati, valorizzati soprattutto tra i giovani.
Se osserviamo i numeri della manifestazione, scopriamo una  costante crescita di presenze e di eventi: la scommessa sembra essere più che riuscita.
Per il programma dettagliato dell’iniziativa www.consiglio.regione.toscana.it
 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »