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Pianeta Galileo: Marie Curie, il coraggio di una scienziata Innovazione

La vita di Marya Salomee Sklodowska Curie, unica donna ad avere ricevuto due premi Nobel, per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911, è la storia di una scienziata di genio che ha lottato con spirito di abnegazione per l’affermazione delle sue idee nonostante le avversità culturali, politiche, accademiche del suo tempo.
Come ha ricordato il docente dell’ateneo fiorentino Luigi Dei in occasione di una lezione-incontro dedicata ai ragazzi delle scuole superiori nell’ambito di Pianeta Galileo, la vicenda esistenziale della Curie rappresenta per tutti noi un esempio di tenacia, coraggio, amore per la ricerca, risultato di passione e senso della sfida allo stesso tempo. Sfida nei confronti dell’establishment accademico del suo tempo, ma, soprattutto, sfida nei confronti della società di allora che marginalizzava il contributo culturale delle donne. Donne che alla fine dell’Ottocento, inizi del Novecento, erano considerate vere e proprie ‘cose’ di proprietà del maschio, prive di qualsiasi individualità, considerate capaci a malapena di pensare.
La Curie, nel 1891, a 24 anni lascia Varsavia, città natale, per Parigi. Viaggio in treno, ha ricordato Dei, in quarta classe. Ammessa alla Sorbona, dove allora si contavano 23 donne su 2000 studenti, nonostante le ristrettezze economiche, riuscirà ad ottenere nel 93 e nel 94, prima donna nella storia, la Licence en Science e la Licence en Mathematique.
L’anno 1895 è l’anno del matrimonio con il celebre scienziato Pierre Curie. Viaggio di nozze in bicicletta. La cosa può sembrare comica o stravagante oggi ma allora aveva un significato fondamentale. La bicicletta, infatti, tra le nuove invenzioni come il cinema, il tram, la metropolitana, la fotografia, il telefono, rappresentò per molte giovani donne un importante strumento di emancipazione. Era un mezzo di locomozione nuovo, democratico. Forse per qualche ragazza ha significato usufruire di scampoli di libertà prima impensabili, ha affermato Dei.
Il settore di ricerca dei Curie era la misurazione della conducibilità elettrica dell’aria prodotta da minerali più attivi dell’uranio. Studi pionieristici e impegnativi da un punto di vista fisico. Il lavoro era infatti certosino, misurazioni su misurazioni, calcoli, utilizzo di vari materiali anche usuranti. Sforzi che, però, verranno ripagati presto. Nella Curie stava maturando l’idea che le proprietà elettriche dell’aria da lei studiate fossero, in realtà, proprietà atomiche della materia. I Curie, infatti, avevano scoperto un nuovo elemento chimico: isoleranno una sostanza 990 volte più attiva dell’uranio, il radio. Scoperta presentata successivamente al congresso internazionale di Fisica del 1900. 
Il 1903 è l’anno del Nobel per la scoperta della radioattività. Sarà la prima donna nella storia a ricevere il prestigioso riconoscimento. Il 1906, invece, è l’anno della scomparsa del marito in un incidente stradale. Morirà investito da un carro. La Curie succede dunque al marito alla Sorbona. Il 5 Novembre 1906, per la prima volta, una donna tiene una lezione all’Università.
Le ricerche sulla radioattività continuano nonostante le difficoltà e il dolore per la perdita del marito. Il 1911 è l’anno del secondo Nobel ricevuto personalmente a Stoccolma, accompagnata dalla sorella e dalla figlia, per le sue ricerche sulla radioattività, ritenuta adesso una proprietà atomica della materia. Le ricerche della Curie fornivano, inoltre, un nuovo metodo sperimentale per la scoperta di nuovi elementi. Le sue ricerche continueranno fino all’anno della sua morte, nel 1934, a causa della persistente esposizione alle radiazioni.
La Curie, ha concluso Dei, ben rappresenta la figura di una scienziata che unisce la straordinaria intelligenza della persona di genio con la destrezza e l’ingegno tipici dello scienziato-artigiano che fabbrica nel proprio laboratorio gli strumenti del suo lavoro. La sua abnegazione, il coraggio, la perseveranza, lo spirito di avventura costituiscono un importante esempio per tutti noi, uno stimolo a far proprio quello che la Curie stessa scriveva da studentessa: “mai lasciarti abbattere dalle persone e dagli eventi”.
 

nella foto: Maria Curie durante una sua visita negli Stati Uniti

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