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Piano faunistico-venatorio: al via le osservazioni dei cittadini Ambiente, Cronaca

I cittadini che hanno  a cuore la gestione della fauna selvatica e il prelievo venatorio,  con particolare riguardo ai suoi effetti complessivi sull'ambiente e le sue risorse, possono inviare le proprie osservazioni, fornendo indicazioni concrete prima dell'elaborazione defintiva del testo del Piano. L’intento del Piano, spiega la nota della Provincia, è quello di impostare una gestione faunistico venatoria che consolidi negli anni avvenire le popolazioni selvatiche e che ricostituisca sul territorio aree finalizzate a tale scopo, nel rispetto degli equilibri ambientali. Nella stesura, infatti, la Provincia ha fatto riferimento alle buone pratiche riconosciute sulla tutela e la conservazione della fauna, in compatibilità con le produzioni agricole e forestali.
E' possibile inviare le osservazioni entro martedì 17 luglio, all’indirizzo:  Servizio Conservazione della Natura, via Trieste 5, Grosseto. La proposta di Piano Faunistico Venatorio e l’avvio di procedura di V.A.S. sono consultabili sul sito web della Provincia di Grosseto, nella sezione dell’Albo Pretorio.

Le linee guida con cui è stato redatto il Piano Faunistico Venatorio sono  fondamentalmente due: da una parte la tutela dell’ambiente e dall’altra la gestione delle popolazioni selvatiche di interesse venatorio. In questo ambito assume particolare rilievo la gestione degli ungulati, nello specifico del cinghiale, di vitale importanza sia per gli agricoltori che per i cacciatori. Si è ritenuto necessario rivedere completamente le aree in cui la presenza di questo animale è tollerata, in un’ottica che vede le zone boschive come quelle idonee, mentre nelle altre aree prevede di attuare tutte le azioni necessarie per contenerne al massimo l’impatto sull’ambiente. L’obiettivo della tutela ambientale viene perseguito grazie agli istituti che preservano specifiche peculiarità botaniche e faunistiche, attraverso la difesa delle specie che hanno particolari problemi di conservazione, come la lepre e il capriolo italici, il gatto selvatico e l’occhione. Una delle priorità considerate è il massimo rispetto per gli endemismi, in particolare, è fondamentale che le unità territoriali di gestione di queste specie non vengano frazionate, ma valutate nel loro insieme considerando le necessità di conservazione delle popolazioni residenti.

 

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