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Piazza De André a Carrara. Don Gallo benedice, gli anarchici un po’ meno Cultura

Che Carrara non fosse un posto come gli altri, ai toscani è cosa ben nota. Dialetto diverso, provincia a sé stante (in via di eliminazione) e orizzonti politici differenti rispetto alla “rossa” Toscana. Certo, a Carrara sarà pur improbabile che vinca una coalizione di centro-destra, ma storicamente in città hanno sempre contato, e per certi versi contano tutt'oggi, gli anarchici. Ed è altrettanto noto che, malgrado certe somiglianze dottrinarie, ben altra cosa sono gli “anarchici” rispetto ai “comunisti”.
Una piazza per Faber – Un gruppo di cittadini carraresi, fra i quali il titolare del bar Fourdiporta e alcuni suoi clienti, hanno lanciato nelle scorse settimane l'iniziativa “Una piazza per Faber”, con l'apertura di un gruppo Facebook per raccogliere prime informali adesioni al progetto. «Un progetto nato per caso –  riferiranno i diretti interessati alla stampa locale – come la più classica delle chiacchiere da bar fra me e un altro cittadino. Ci siamo chiesti, come mai Carrara non ha un ricordo di De André, mentre sono tantissime le città che ne hanno uno e con lui hanno avuto molto meno a che fare?». De André e Carrara – È proprio grazie al suo radicamento libertario che la città di Carrara ha maturato negli anni un rapporto particolare con il cantautore genovese Fabrizio De André. Le affinità ideali tra il Faberpensiero e l'anarchismo lo hanno portato più volte a frequentare gli ambienti carraresi legati alla Federazione Anarchica Italiana, dove ha sviluppato amicizie e rapporti affettivi con alcuni cittadini.

Reinhold Kohl il “fotografo di Faber” – Uno di questi legami che nel tempo si è mantenuto e solidificato è stato quello con il fotografo e musicista Reinhold Kohl. I due hanno condiviso tournée, trasferte e viaggi di piacere assieme. Kohl, che è stato reporter per l'edizione locale de Il Tirreno, ha raccolto alcuni scatti del cantautore nel libro “Fabrizio De André…In volo per il mondo”. Don Andrea Gallo e Signora libertà, signorina anarchia – Lanciata l'idea, il gruppo di carraresi si è prodigato nella realizzazione di un primo dibattito pubblico, svoltosi il 10 febbraio presso il Ridotto del Teatro Animosi di Carrara. Il titolo dell'incontro, alquanto evocativo, era “Signora libertà, signorina anarchia”, suggerito da uno degli ospiti invitati a parlare, il celebre sacerdote Don Andrea Gallo, di posizioni notoriamente radicali rispetto alle linee classiche del clero. Dell'altro invitato, il fotografo Reinhold Kohl, abbiamo già accennato.

Don Gallo e De André – Don Andrea Gallo è stato un grande amico di Fabrizio De André. Ma, soprattutto, ne è stato un appassionato ascoltatore, tanto che è arrivato a definire il testo di “Smisurata preghiera” (“Ricorda Signore questi servi disobbedienti / alle leggi del branco / non dimenticare il loro volto / che dopo tanto sbandare / è appena giusto che la fortuna li aiuti) la «sintesi del Vangelo di Gesù Cristo». In molte manifestazioni pubbliche è stato invitato ad esprimerne il ricordo e il giorno del suo funerale ha letto alla folla un'accorata lettera a firma sua e della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova per salutare il cantautore. “De André per Battisti” – Dopo i primi responsi della stampa locale, con servizi di lancio su Il Tirreno, La Nazione e Antenna3, e quota 250 membri raggiunti sulla pagina Facebook, il gruppo si è concentrato sulla comunicazione dell'evento. Andrea Fusani ha dichiarato che il luogo principe per una piazza a De André sarebbe stata piazza Cesare Battisti, che sorge proprio di fronte al suo locale ed è un luogo simbolo dell'anarchismo carrarese. «Piazza Battisti – ha spiegato il titolare del Fuordiporta – non ha un nome riconosciuto dai cittadini. Se si va a chiedere in giro quale sia, la gente è difficile che lo sappia. L'opportunità di una piazza così centrale che potrebbe cambiar nome in maniera pressoché indolore ed assumerne uno così significativo ci è sembrata interessante». La contestazione anarchica – Tutto era ormai pronto per il dibattito con Don Gallo, quando il giorno seguente l'uscita delle notizie sulla stampa locale, a poche ore dall'incontro, sullo stesso gruppo Facebook di Una piazza per Faber è apparso un messaggio firmato dalla sigla “Individualità anarchiche e libertarie di Carrara”. Nel testo, inviato dalla anarchica Raffaella Ruberti, si legge che  «pur condividendo e apprezzando l'idea di intitolare una piazza a Fabrizio De Andrè, hanno deciso di non partecipare all'iniziativa di giovedì 9 febbraio a lui dedicata, considerando la presenza di Don Gallo tanto inappropriata quanto provocatoria». In pratica, le Individualità anarchiche hanno contestato a Don Gallo il fatto di aver «già speculato in abbondanza sulla figura di Fabrizio operando subdolamente nella nostra zona, e non solo, per infiltrarsi tra i libertari e promuovere la propria immagine nonché pubblicizzare le proprie pubblicazioni». Un'accusa non da poco per il prete col sigaro in bocca, che già l'anno dopo la morte di De André fu contestato a Carrara da gruppi anarchici carraresi, perché anche all'epoca non gradito. E poi c'è la tonaca. Perché “quando muoio non voglio preti” di anarchica canzone e quindi, lucro o non lucro, Don Gallo a certi anarchici non piacerà mai.

Signora libertà, signorina anarchia – Il giorno seguente, con la cronaca de La Nazione locale che riportava in prima pagina la protesta anarchica, si è svolto il dibattito. Tanti i presenti, che hanno riempito il ridotto degli Animosi in ogni ordine di posto. Anche nell'anticamera della sala pur di partecipare e pur di ascoltare Don Gallo, che dopo aver confessato di avere «un quinto Vangelo, quello secondo De André», ha “benedetto” l'iniziativa di Una piazza per Faber con un entusiasta «Era ora!» e respingendo le critiche degli anarchici al mittente: «meno male che loro ci sono con la loro voglia di non stare lì a dire sempre sì. Sempre a combattere per la loro libertà. Ma allora dico, devi essere coerente: se combatti per la libertà devi anche lasciare che io, da uomo libero, possa ricordare un amico. Ti preoccupi se sono prete? Vedi quanta carriera ho fatto per le mie idee?» La raccolta firme e la proposta alla Giunta – Nessun rappresentante ufficiale delle istituzioni è stato avvistato nella sala del Ridotto degli Animosi, anche se alcuni testimoni dicono di aver visto il sindaco Zubbani nei dintorni del teatro poco dopo il termine dell'iniziativa. Il fotografo Reinhold Kohl ha però lanciato la sua proposta di cercare di forzare i tempi per il cambio del nome al 6 aprile prossimo. «So che è difficile e che sarà dura con la campagna elettorale che arriva – ha riferito dal tavolo il fotoreporter – ma il 6 aprile di quest'anno cade il trentennale del concerto che organizzai per Fabrizio a Carrara, i cui proventi furono destinati alla stampa anarchica. Si potrebbe fare davvero qualcosa di più di una semplice inaugurazione».

Anche Kohl si è poi espresso in maniera negativa rispetto alla posizione assunta dalle Individualità anarchiche e ha dato il via, al termine dell'iniziativa, ad una simbolica raccolta firme che saranno allegate alla richiesta formale da inviare alla Giunta comunale. Questa presenterà l'ipotesi in Consiglio e allora si potrà sapere se davvero Carrara avrà la sua piazza intitolata a Fabrizio De André. Uno “storico” anarchico con Don Gallo – Alla fine dell'iniziativa ha preso parola uno storico anarchico carrarese, Alfredo Mazzucchelli, figlio di Ugo che eresse il monumento a Gaetano Bresci regicida di Umberto I. Mazzucchelli, industriale del marmo, ha preso le difese di Don Gallo, ricordando che «la prima cosa che deve avere un anarchico è la tolleranza. Questo era il principio di De André. Senza tolleranza si va incontro alla dittatura anarchica». Commenti e contro-commenti proseguono ancora sulla pagina Facebook di Una piazza per Faber, mentre la raccolta firme continua. Chissà lassù, se esiste un lassù, cosa starà pensando Fabrizio De André.

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