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Piazza de’ Ciompi, al Mercato delle Pulci “Non si sa niente” Cronaca

Firenze –  Dopo quasi dieci anni di tira e molla, il Comune ha finalmente deciso lo spostamento temporaneo del Mercato delle Pulci di Piazza dei Ciompi. La delibera firmata Bettarini, approvata dalla giunta a inizio gennaio, trasferisce i 29 banchi storici nella vicina Piazza Annigoni. Una soluzione – questa – già ventilata da anni, più volte scartata e infine ripescata, che ha fatto della vicenda del rifacimento di una piccola piazza una sorta di barzelletta al servizio di un’ironia tutt’altro che dolce.

Dieci anni, infatti, sono passati dalla prima denuncia (firmata Arpat) sul pessimo stato delle tettoie in eternit degli stand, a cui presto si sommò la necessità del rifacimento della pavimentazione. Dieci anni di petizioni, di lamentele dei residenti, di lavori di comitati più o meno spontanei, di “bandi” – quasi – aperti alla cittadinanza per la ricerca dell’idea giusta, di iniziative unilaterali, nate dall’entusiasmo e presto naufragate nel tedio dell’attesa. Dieci anni di promesse, silenzi e tentennamenti, durante i quali gli storici commercianti hanno finito per rappresentare il ruotino di scorta di una macchina che neanche sapevano dove stesse andando, un pò come la certezza del loro lavoro. Non che adesso, a delibera firmata, il vento che tira in Piazza dei Ciompi sia un vento di poppa. Tutt’altro. Sembra piuttosto un groppo in lento avvicinamento, intanto perchè  – tra botteghe chiuse e saldi forzati – attraversare Le Pulci oggi è uno spettacolo a dir poco desolante, poi (e soprattutto) perchè a farla da padrone è lo spaesamento dei negozianti stessi, il cui umore pare mutuare l’incertezza del destino della loro merce.

Sullo sfondo, come un unico schizzo di vernice su una mano di malta data alla meno peggio, riecheggia un’unica frase: “Non sappiamo niente”. Niente del quando, del come e del quanto. “Ci hanno fatto passare un Natale terribile, di attese e di perdite”. C’è chi ha sbaraccato tutto durante le feste e oggi lascia alle spalle un mese di inattività e chi va avanti e apre ogni giorno tra scatoloni fatti e scatoloni da fare, mentre tutti – proprio tutti – hanno fatto propria la filosofia dello “staremo a vedere”, un navigare a vista senza sestante che rende l’atmosfera buona per la novella dello stento.

“È un’angoscia. Abbiamo i magazzini pieni e stiamo svendendo. Nessuno ci ha detto quando ci trasferiremo in Piazza Annigoni, né come. Tanto meno sappiamo quanto a lungo resteremo lì”. Si va per ipotesi: “Prima ci hanno detto che sarebbe stato un trasferimento definitivo, poi che la piazza non avrebbe retto al peso della struttura di metallo che ci avrebbe dovuti ospitare e che quindi restavamo in Piazza dei Ciompi. Poi è arrivata la notizia dello spostamento temporaneo nel Giardino del Gratta, ma dove li mettilì – 29 banchi? Ora di nuovo Piazza Annigoni. Non sappiamo davvero niente. Forse metteremo sù dei gazebo. L’unica cosa che sappiamo è che pagheremo tutto di tasca nostra tranne la bonifica dell’eternit”.

La musica non cambia parlando dei tempi dei lavori. “Prima di tutto bisogna vedere se torneremo in Piazza dei Ciompi. Secondo noi non è detto”. Se davvero sono queste le informazioni ad uso dei diretti interessati, non è difficile comprendere il senso di sfiducia a fronte di una palese disaffezione del Palazzo verso una realtà così peculiare del quartiere 1. Del resto, il mercato di San Lorenzo è praticamente un ricordo e le Pulci non godono certo dell’allure dei “bouquinistes” del Lungosenna parigino, patrimonio dell’umanità. “Non sappiamo cosa vorranno fare della Piazza quando sarà terminata, non conosciamo i progetti. Non sappiamo neanche quando sarà terminata, mentre è certo che le nostre concessioni scadranno a gennaio del 2017. Le promesse sono per un rinnovo automatico, ma con la Bolkestein di mezzo ci saranno sicuramente dei bandi”. Un anno o più per rifare una piazza come quella dei Ciompi? A sentire Bettarini – che ha dichiarato: “Adesso avanti tutta con i lavori per un’opera molto attesa dai cittadini” – pare impossibile che si vada tanto per le lunghe. Certo è che se per un’opera tanto attesa dai cittadini ci sono voluti 10 anni per spostare i 29 banchi delle Pulci, tutto può succedere.

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