energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Piazza della Vittoria e ultimi pini, l’associazione fa il punto Breaking news, Dibattito politico

Riceviamo e pubblichiamo da Deanna Sardi, vicepresidente dell’Associazione Piazza della Vittoria:

Il 28 giugno si è concluso un presidio in Piazza della Vittoria iniziato il 3 giugno, in seguito al provvedimento della Direzione Ambiente del 25 febbraio 2019: RIMOZIONE ALBERI NEL QUARTIERE 5 – VP – Piazza della Vittoria_2019, che prevedeva l’abbattimento di sei pini considerati pericolosi.

Provvedimento che fino ad oggi non ha avuto attuazione  per vari motivi.

A maggio , c’erano già i cartelli di divieto di sosta, propedeutici agli abbattimenti,  che furono subito rimossi perché fu fatto osservare che, durante la campagna elettorale per il rinnovo del comune, eventuali problemi di ordine pubblico erano da evitare.

A nome dell’Associazione Piazza della Vittoria il 13 maggio ho presentato alcune richieste alla Direzione Ambiente, sollecitandone l’attenzione, fra le quali  una Richiesta di Autorizzazione per effettuare una ulteriore verifica sui 6 pini da tagliare. Veri fica che mi è stata negata. 

Sempre a maggio ho  inviato una diffida alla Direzione Ambiente  al taglio dei 6 pini in periodo di nidificazione.

Adesso non sappiamo se il Comune intenda tagliare i sei pini oltre il periodo di nidificazione , proseguendo nella modalità di taglio a piccoli lotti, o anche di un solo pino una tantum , già in atto nella Piazza da circa 20 anni e passata quasi sempre inosservata, oppure intenda tagliare tutti insieme i 42 pini, visto che il Provvedimento dirigenziale del 30 maggio 2019 ha già affidato i lavori di “riqualificazione di Piazza della Vittoria” alla Ditta Boscaglia e Granchi, con “procedura negoziata” e “con il criterio del prezzo più basso”.

A tal proposito si osservi che, in base al  verbale di aggiudicazione della gara  ( tutto da documenti scaricabili in rete civica) il vero interesse  dell’amministrazione non sono le alberature, bensì le opere inerenti alla complessa pavimentazione dello spazio interno alla Piazza, con costo preventivato di € 143.706,10.

A  condividere la nostra esperienza  di opposizione civile a decisioni che seguono altre logiche rispetto al benessere degli abitanti di Vittoria /Romito, venerdì 28 in Piazza con noi c’erano diversi esponenti del movimento Friday For Future. 

Secondo noi il punto da focalizzare è senz’altro il seguente.

 Alcuni documenti ufficiali inviatimi dalla Direzione Ambiente del Comune di Firenze hanno confermano la mia (e quella di altri cittadini) posizione di “strenua”difesa nei riguardi dei sei pini dichiarati in classe D e perciò da abbattere immediatamente.

Gli ultimi documenti di cui sopra riguardano il recepimento di  VTA effettuate nel marzo 2018 dal un agronomo incaricato dal comune che ha posto i sei pini in classe B, cioè come perfettamente sani. Si ricorderà che la decisione di tagliare i sei pini perché pericolosi,  si basa su una relazione che pone i sei pini in classe D. Tale relazione, frutto di VTA e prove di trazione effettuate a giugno 2018, redatta da un altro agronomo incaricato, questa volta non dal comune, bensì da un vivaista portatore di interesse, stabilisce per gli stessi soggetti arborei  una propensione al cedimento elevata (classe D ). 

Tutto ciò sembra  abbastanza anomalo e il discorso deve essere  approfondito. Le piante  non deperiscono e muoiono in base alla cronologia animale, tanto meno nel corso dei  soli tre mesi che intercorrono fra le valutazioni dell’agronomo incaricato dal comune e quelle dell’agronomo incaricato dal vivaista. Si tratta piuttosto di uno scorrimento di classe da bassa propensione al cedimento ad alta propensione come è successo per gli alberi di molti viali della città. Sembra una modalità messa in atto dal Comune, con il consenso di alcuni agronomi, per far accettare ai cittadini l’abbattimento di intere alberate.

Per quale motivo si decide, infatti, di far rivalutare a giugno, mediante Interventi integrativi urgenti, alcune alberature che solo tre mesi prima erano classificate in B, se non per far tacere i cittadini che avevano protestato vigorosamente contro i tagli indiscriminati, che avevano presentato, attraverso professionisti qualificati , un progetto alternativo con il mantenimento dei pini presenti e l’integrazione dei pini mancanti, che avevano anche chiesto in Commissione Ambiente prove di verifica su tutti gli alberi prima di procedere agli abbattimenti?

 Ci chiediamo inoltre quali siano i criteri adottati  negli Interventi integrativi urgenti  per scegliere i pini da rivalutare, visto che il collega precedente non aveva segnalato differenze fra i sei pini, poi declassati in classe D e gli altri 23 tuttora in classe B.

In  merito alle prove di trazione di cui sopra, altri hanno osservato, più esperti di me, che nelle prove di trazione è stata  applicata una  forza di  vento che nella Piazza, essendo chiusa dai 4 lati, non si verificherà mai;  che le prove di trazione non sono complete in quanto ci sono le prove all’epigeo, ma mancano quelle all’apogeo; che non c’è concordia fra gli esperti sulla assoluta validità scientifica delle prove di trazione in genere e che comunque i parametri possono essere tarati per ottenere il risultato voluto.
Infine nonostante la severità con cui dette  prove sono state eseguite, nella tabella riassuntiva si   assegna ai sei pini una aspettativa di vita maggiore di 5 anni e minore di 15 e una vitalità discreta. Uno solo dei 6 pini è piegato di 40 gradi , ma il baricentro cade sulle radici e credo che ci siano sistemi di reimpianto in loco.

Alla domanda che giustamente ci si pone su quale sia il motivo dell’abbattimento di tutti  i 42 pini rimasti,  Il Direttore della direzione Ambiente Mirko Leonardi, ha dato una risposta che aumenta ancora di più le nostre perplessità e la volontà di impedire la  desertificazione della Piazza. Ha risposto infatti che vengono abbattuti tutti in quanto intralciano il sesto di impianto disegnato dai tecnici del comune per l’assetto del nuovo disegno della Piazza. Secondo tali tecnici infatti la distanza fra i nuovi impianti dovrà essere di otto metri invece che di  6 come è adesso, ne consegue che in questa nuova geometria i pini attuali risultano di intralcio e che, cosa anch’essa inaccettabile, con distanze di otto metri, non potranno essere piantati più di 68 pini, mentre in origine erano 124. Vorrei osservare che non ci sono regole ferree in arboricoltura che stabiliscano che negli impianti dei pini , la distanza debba essere di 8 metri. Tanto più che alla Fortezza, dalla parte del parcheggio sotterraneo, sono stati recentemente piantati tre piccoli pini alla distanza di 6 metri dagli alberi adulti presenti e non di 8 come qualcuno ha deciso per la Piazza.

I pini di Piazza della Vittoria, salvati già dal 1997 in occasione della rinuncia da parte del comune al parcheggio sotterraneo, sono diventati sempre di più il simbolo della difesa da parte dei cittadini di tutti gli alberi di Firenze.

Per concludere ricordo su quali pilastri si appoggi la storicità della Piazza e di conseguenza l’obbligo della sua conservazione originaria.

Trattasi di una Piazza inserita in contesto urbano tutelato ai sensi del D.M. n.132. 5/05/1955, con la seguente motivazione: 

“Riconosciuto che i Viali predetti insieme con le costruzioni e i giardini formano, per lo stretto rapporto ivi esistente fra la vegetazione e gli edifici, un complesso caratteristico e singolare di valore estetico e tradizionale, ( segue l’identificazione e la perimetrazione dell’intera zona), Decreta che la zona suddetta ha notevole interesse pubblico ai sensi della L. 1497/39 ed è quindi sottoposta a tutte le disposizione in essa contenute.” Recepito nel Piano Strutturale del Comune ( e PIT) per la disciplina paesaggistica. 

La motivazione sopra riportata attribuisce alla zona in cui la Piazza è inserita “singolari valori estetici per il rapporto fra la vegetazione e gli edifici”, ben diversamente da come si può leggere in Decreti analoghi per luoghi adiacenti cui si attribuiscono “valori fondamentali e caratteristici del paesaggio locale”.

 Come dimostrano le carte degli Uffici Comunali del 1910 ( Fondo disegni A.S. C.F. 103/050 ) il rapporto fra la Piazza ed il tessuto urbano viene sviluppato in coerenza con i modelli proposti dal Poggi per le zone di espansione, ben diversi dalle Piazze “nodali” poste sui Viali, aventi funzione di raccordo fra percorsi preesistenti e di nuova progettazione. Giuseppe Poggi nel Piano così si esprimeva: “ Corredare i nuovi quartieri di piazze o parterri, affinché riuscissero più aereati, ed avessero modo di offrire ai loro abitatori dei centri graditi per trattenimento e diporto”. Si confronti con Piazza Savonarola. 

La conservazione e la restituzione del contesto vegetale di Piazza della Vittoria allo stato storicizzato ed identitario assume perciò una grande importanza perché in esso sussistono i molteplici valori e significati sopra esposti , legati fortemente alla Storia del ‘900 e alla storia dell’Urbanistica fiorentina. La lenta realizzazione della Piazza e del Quartiere fu dovuta sostanzialmente alla Grande Guerra ed alla generale espansione che comportava un elaborato processo di espropri, di edificazioni e e la realizzazione di tutte le arterie ed opere occorrenti, come si evince dalla datazione 1915-1924 del Piano Bellincioni. 

Tuttavia in una Delibera della Giunta Comunale ( A.S.F. Indice delle deliberazioni. Anno 1924. Dalla lettera C alla lettera K. 18 luglio 1924 . Giardini e passeggi), si dispongono “nuove piantagioni in Piazza della Vittoria”( v. foto del 1929 dove appaiono le piantumazioni di Pini). Le “nuove Piantagioni” del 1924 fanno supporre che ve ne fossero di precedenti, risalenti al 1923, anno in cui furono realizzati a Firenze i primi Parchi e Viali italiani della Rimembranza. 

I 124 pini furono dedicati ai ferrovieri caduti nella prima guerra mondiale”.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »