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Piazza della Vittoria, studenti e cittadini, “Non ci arrendiamo” Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Dai rappresentanti delle opposizioni, consiglieri regionali, del Comune e di quartiere, ai cittadini dell’Associazione Piazza della Vittoria, agli studenti del liceo Alberti-Dante, tutti in piazza della Vittoria, oggi, sabato di fuoco, prima dell’inizio dei cantieri, lunedì prossimo. Perché, fra le altre cose, stamane l’assessore Cecilia Del Re accompagnata da alcuni tecnici si è ritrovata con un gruppo di rappresentanti degli studenti, fra cui la rappresentante d’istituto Elena Porciatti. Agli studenti, dice Elena, è stato illustrato il nuovo progetto e alle osservazioni dei ragazzi, che opponevano al fatto che rimangano in piedi solo 13 pini, che si potrebbero trovare modalità tali da salvare l’intero boschetto, sarebbe stato risposto avanzando ragioni economiche. Del resto, dice la rappresentate di istituto, “anche le persone hanno bisogno di cure”, per stare in salute. D’altro canto, la delusione dei ragazzi è palese: “Non hanno proprio l’idea di confrontarsi – dicono – l’impressione è stata che ritengono la loro idea la migliore che si possa attuare, che l’unico scopo sia quello di risparmiare soldi, dal momento che fare manutenzione è troppo dispendioso. Non si può andare avanti così – continua la rappresentante degli studenti del liceo Alberti-Dante – hanno detto che bisogna fare delle scelte. E’ ovvio che bisogna fare delle scelte”, ma sembra di capire, le scelte possono essere anche diverse. Anche se i soldi sono pochi. “Comunque sia, stanno mantenendo gli alberi, i 13 che non saranno abbattuti, perché ci sono state le persone che si sono opposte all’abbattimento completo”. Il gruppo di studenti era costituito da due rappresentanti per classe, più la rappresentante di istituto. Perlopiù, allievi del liceo musicale.

“Non vogliamo ricreare una situazione di guerra civile – dice Deanna Sardi, vicepresidente dell’Associazione Piazza della Vittoria – non vogliamo usare altro che strumenti pacifici, legali e democratici. Se poi non servono, c’è sempre la Procura. A mali estremi, estremi rimedi, dal momento che qui si tratta di un’ingiustizia in corso. Del resto, vorrei fare il punto sulla partecipazione. Secondo noi, il Comune ha un concetto molto strano di partecipazione, che riguarda anche i consiglieri, a partire da quelli del quartiere”. Insmma, ciò che lamentano i cittadini è in buona sostanza il fatto che non sono stati ascoltati e soprattutto non sono state prese in considerazione le proposte avanzate. Inoltre, nell’audizione della Commissione consiliare 6 congiunta con la Commissione Ambiente Q5 in merito al Progetto di Piazza della Vittoria, tenutasi il 6 febbraio, il progetto è stato presentato con tutte le articolazioni, ma soprattutto, com ricordano i cittadini, i pini “non sarebbero stati valutati pericolosi, in quanto sani”. Addirittura, in miglioramento rispetto all’infestazione di processionaria di qualche anno fa.

 Il progetto, come già illustrato in precedenza, prevede un intervento complessivo riguardante l’impianto arboreo, gli arredi, la sistemazione della pavimentazione e l’incremento delle dotazioni di servizi e impianti. Per quanto riguarda gli alberi, si prevede la ricostituzione di una griglia di pini domestici, come da schema originario della piazza. Degli alberi esistenti, 24 saranno sostituiti in questa prima fase, con avvio dei lavori il 10 febbraio (lunedì prossimo); mentre il gruppo di 13 alberi presenti nella zona della piazza corrispondente all’ingresso con via Puccinotti sarà oggetto di ulteriori approfondimenti diagnostici per valutarne la possibilità di conservazione. Tale analisi è stata affidata al dottor Luigi Sani, specialista in materia, che sottoporrà le piante a prova di trazione nel corso dei lavori. La piazza nel suo assetto definitivo avrà 34 alberi in più rispetto agli attuali. I nuovi alberi piantati avranno una circonferenza minima di 18-20 cm, secondo una griglia d’impianto di 8 x 8 metri, in grado di garantire lo sviluppo pieno e armonico delle chiome dei pini. L’assetto definitivo dell’impianto arboreo della piazza sarà raggiunto in un periodo di cinque anni, in base ai risultati delle verifiche che saranno condotte in parallelo sugli esemplari esistenti.

Sulla questione degli abbattimenti, interviene anche l’agronomo Lorenzo Orioli, presente alla conferenza stampa, che si è svolta nella piazza stamattina: “Belli o brutti che siano, questi pini non hanno problemi di patologie, perciò il motivo del loro abbattimento non è questo. Quindi, si tratta solo di una decisione di tipo progettuale. Si decide da parte del Comune di abbatterli tutti e di ripiantarli”. E quanto ai tredici che verranno salvati: “Guardiamo. E’ molto facile infatti che, nel momento in cui verranno fatti lavori di scavo (se gli scavi verranno eseguit, è da verificare) per i manufatti e la riqualificazione della piazza, danneggiando le radici, l’estrema ratio sarà quella degli abbattimenti. Ho visto il progetto presentato a suo tempo con la partecipazione del professor Bencivenni, che era un progetto di restauro storico della piazza e anche tutta la planimetria del 1994, che riprendeva il sesto originario dell’impianto, che non è stato rispettato. Il risultato è che i pini saranno più radi”. Insomma, meno pini.

Il verde “unisce” anche le opposizioni. “Siamo qua perché crediamo che gli alberi siano un bene comune e la piazza sia un bene comune – esordisce  Tommaso Fattori, capogruppo di Toscana a Sinistra in Regione – e quindi sui beni comuni devono decidere le persone attraverso meccanismi di partecipazione. Il fatto è che i pini che vogliono tagliare sono pini sani, come dice anche il tencico designato dal Comune, che dice che i pini non hanno un grado di pericolosità tale da giustificarne l’abbattimento. E quindi la domanda è semplice: esiste un progetto di riqualificazione di questa piazza che preveda la sopravvivenza di questi alberi? La risposta è sì, il progetto esiste. allora scatta una seconda domanda: l’amministrazione comunale è politicamente favorevole ad aprire un processo partecipativo, che coinvolga le persone che vivono questa piazza e la abitano, per decidere insieme quale progetto scegliere? La risposta a questa domanda non possiamo darla noi, che siamo le opposizioni di sinistra e ecologiste, la deve dare l’amministrazione, in primo luogo il sindaco Nardella”.

“Abbiamo sentito l’assessora, che ha detto che è disponibile a confrontarsi con la cittadinanza – dice Dmitrij Palagi, capogruppo comunale di Spc – ma in realtà la sensazione è che tutto sia stato già deciso. Hanno parlato di disponibilità a rivedere il materiale della ripavimentazione ma il tema vero verte sugli alberi sani che la cittadinanza non vuole vedere tagliati. A questo non si risponde. Poi c’è una contraddizione. Si dice che i pini non vanno bene, ma ripiantano pini. Evidentemente, la questione è come al solito legata a un profilo economico. La sensazione è che si faccia finta di ascoltare. L’assessora stamattina è venuta a raccontare in modo unidireionale la sua versione della storia, mentre noi siamo fuori dall’sitituto. Evidentemente, c’è anche un problema di partecipazione e legittimazione di idee diverse”.

La protezione degli alberi dall’effetto isola di calore è l’aspetto su cui si sofferma Andres Lasso, verde, presente come privato cittadino, dopo la partecipazione alle ultime amministrative. “La prossima estate si preannuncia come una delle più torride del secolo secondo alcuni climatologi, e quindi avere questa piazza al sole per altri dieci anni forse non è la scelta migliore. C’è da ricordare che storicamente in questa piazza anche solo vent’anni fa c’erano decine e decine di pini in più. Se un singolo cittadino abbatte un albero nella sua proprietà, il regolamento gli impone di ripiantare. Questo per decenni non è avvenuto, in questa piazza, e quindi rimangono solo 37 alberi di quello che era un boschetto urbano di circa un centinaio, soltanto 25 anni fa. Adesso si decide di accellerare l’iter anziché rallentare”.

Sulla questione interviene anche Alessandro Draghi, FdI, vicepresidente della commissione ambiente del Comune. “Rispetto a quanto è stato detto, aggiungo che secondo me è assolutamente superfluo un altro “cabinotto” come quello che già esiste per il wi-fi. Nel 2020 quando l’abbonamento a giga illimitati costa 10 euro al mese, è inutile costruire un altro manufatto che ingombra. I wc autopulenti come in piazza Puccini, si è visto che dopo un po’ si rompono e rappresentano un altro ingombro, mentre se viene fatto lo scavo seminterrato potrebbero essere fatti in quell’occasione, oppure possono essere utilizat le attività attorno alla piazza. Terza cosa, il pozzo. il pozzo per irrigare qualche pianta: è stato detto di no al parcheggio, lo scavo del pozzo rischia di rovinare la falda acquifera e le radici dei pini. Non aggiungo altro sulla mancata partecipazione dei cittadini e sul fatto che questi alberi sono stati condannati a morte dall’inizio. Ultima cosa,  18mila euro di incarico a Luigi Sani per arrivare a opera già fatta mi sembra francamente eccessivo e fuori luogo”.

“Si coinvolge la popolazione quando non c’è più niente da fare – dicono i consiglieri di quartiere 5 Luca Rossi Romanelli e Jacopo Spennati – in piazza Vittoria è successo due volte: qualche anno fa con il primo progetto, bocciato, un anno e mezzo fa col secondo progetto, quello del 2018, anche quello non condiviso dalla popolazione se non per annunciare la partenza. La reazione della popolazione per fortuna ha innescato un riensamento nel Comune che sia pur con piccoli segnali ha mostrato qualche piccola apertura. Non è ancora sufficiente perché il Comune non si rende assolutamente conto che aprire un cantiere qui, che parte con il taglio della maggior parte degli alberi, significa andare avanti per trent’anni, in quanto un cantiere è aperto finché non è ripristinata la situazione originaria. Se si tagliani tutti gli alberi, la situazione sarà ripristinata fra 25-30 nni, quando chissà cosa sarà successo di Firenze. Noi sosteniamo la popolazione, i processi partecipativi, un approccio diverso al progetto, che pur preveda la rivalorizzazione della piazza”.

Dal capogruppo PD Nicola Armentano e dal presidente della commissione Ambiente Leonardo Calistri giunge la replica alle critiche rivlte dalle opposizioni: “I pini rimasti in piazza della Vittoria hanno 100 anni e questa piazza, oggi spoglia e mal messa, merita di essere attenzionata con un nuovo progetto che lascerà alla città 68 nuovi pini. Si tratta di un progetto fortemente voluto anche dal precedente consiglio che chiese di occuparsene con una mozione votata all’unanimità. Per lasciare un po’ di ombra e sostituirli gradualmente, saranno mantenuti i 13 pini che si trovano vicino all’edicola e al fioraio, anche se, come ci ha detto il dottor Sani, agronomo massimo esperto di pini, anche per questi alberi l’aspettativa di vita rimasta è breve”.

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