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Giovane sgozzato in Piazza del Cestello Rubriche

Piazza di Cestello sul Lungarno Soderini, sullo sfondo la chiesa con la bella cupola, offre di notte molte vie di fuga: per la stretta via di Cestello verso l'intrico di San Frediano, proseguendo si può attraversare il ponte Vespucci, oppure fuggire verso il Lungarno di Santa Rosa. Così deve essere stata la considerazione della di Martino nell'ambientarci quest'aggressione sanguinosa che risulterà fatale al giovane Marco Minerva, protagonista qualche mese prima di un incidente d'auto, rivelatosi col senno di poi rivelatore…
«Quella sera il taxi l'aveva lasciato in piazza del Cestello e il giovane era stato visto imboccare il lungarno del palazzo avito: all'improvviso un uomo l'aveva raggiunto e assalito alle spalle; col braccio sinistro aveva bloccato la vittima e con la destra gli aveva tagliato la gola da un orecchio all'altro. Nessuna esitazione o colluttazione: il Minerva non fece nemmeno in tempo a sentire il caldo del sangue che dalle giugulari lo inondò fino ai piedi. Il nero fu arrestato due giorni dopo sul Ponte Vecchio, mentre comprava la droga: aveva ancora in tasca il portafogli e l'anello della vittima.»

Linda di Martino, “L'incidente di via Metastasio”, Il Giallo Mondadori N. 2497, 8/12/1996.

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