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Piazza SS.Annunziata, in mille per Tsipras Cronaca

La serata in Piazza Santissima Annunziata per la lista Tsipras comincia quando il sole non è ancora calato. Il palco si trova dalla parte opposta di quello di Beppe Grillo di un paio di giorni prima: di spalle alla chiesa, rivolto verso Via dei Servi e il Duomo che emerge tra due file di case. In fondo, davanti a una serie di lunghi tavoli e panche, si offre da bere e da mangiare a prezzi “popolari” sotto i gazebo. Sono presenti circa mille persone, un numero che varia nel corso dell’evento a seconda delle attività, dell’ora e degli interventi: infatti circa a metà dell’iniziativa un gruppo musicale indie, “L’officina della camomilla”, ha attirato decine di giovani di fronte al palco, mentre i più anziani vicini alle casse acustiche si allontanavano.

I temi affrontati dai candidati e da alcuni tra i più noti sostenitori hanno toccato l’ambito fiorentino e internazionale, per chiudere allo stesso tempo la campagna per le amministrative e le europee.

Tra richiami nostalgici a Pasolini e alle idee originarie di Europa come “continente delle promesse, delle libertà”; tra critiche al Jobs Act e alla gestione politica interna, si è sollevato un “Lasciatelo stare, Berlinguer”, rivolto alle affermazioni echeggiate due giorni prima nella stessa piazza. Dal palco arrivano appelli ai cittadini che dovrebbero mantenere un occhio vigile per tutelare i loro diritti e non abituarsi a darli per scontati. Si critica il sistema delle mafie, la società governata da logiche del profitto privato, si esaltano le minoranze come il sale della vita pubblica in una democrazia sempre più elitaria e sempre meno legittimata.

“La liberazione dalla schiavitù è stata resa possibile perché nel 1777 diciassette persone si sono incontrate in una tipografia londinese”: questo per onorare i piccoli gruppi politici che non devono smettere di sostenere la loro causa.

La lista Tsipras ha unito diverse compagini sotto il suo nome: “le differenze devono essere valori aggiunti e non motivi per dividerci”. Si sollevano applausi. Una bambina tenta di agitare una bandiera ruotando su se stessa fino al mal di testa.

I candidati chiedono un’Europa sociale, del lavoro, solidale che accoglie gli immigrai in fuga dalla guerra, antimilitarista, fuori dalla NATO, sponda politica per i sindacati a livello europeo.

Viene citata la frase di un sostenitore non presente parafrasando un celebre slogan elettorale: “Nel silenzio dell’urna Renzi non ti vede, Berlinguer sì.”

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