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Piccoli imprenditori in crisi? Arrivano i coach STAMP - Azienda

Distretti industriali che si smembrano, perdita di coordinate per la propria azienda, sgomento per le scelte economiche future: qui potrebbe intervenire il coaching. Non una ricetta salvifica ma una tecnica potente nata alla fine degli anni ’70 negli Stati Uniti, importata in Europa dieci o quindici anni fa, poco conosciuta in Italia, del tutto assente in Toscana. E’ un lavoro tutto incentrato sul soggetto, per far emergere le sue potenzialità in termini di leadership, capacità decisionale e gestione del cambiamento. Niente di meglio, isomma, per una microimprenditorialità “spaesata” in un periodo di crisi come questa.
Ne è convinta Anna Mariani, quality & process manager di Goodyear Dunlop Italia, che ha applicato questa tecnica ad alcuni manager del noto leader mondiale di pneumatici: “Il coaching è un lavoro sul potenziale di relazione fra il “coach” e il soggetto in questione, per aiutarlo nello sviluppo del proprio potenziale”. Sei – sette incontri incentrati su azione, efficacia, obiettivi e progetti, e ne esce un homo oeconomicus trasformato. Ha capacità relazionali più sviluppate, più propensione alla delega, è più propositivo e pratico.
“I vantaggi sul piccolo imprenditore sono potenzialmente gli stessi – continua Mariani -: si lavora sulla capacità di gestione dei processi innovativi, sull’internazionalizzazione, il passaggio generazionale. In una parola su tutti i processi di cambiamento”. Ma l’adesione dei “piccoli” finora non è stata certo travolgente. In Italia si sono rivolti al coaching soprattutto i grandi colossi: gruppi bancari come Unicredit, imprese come Finmeccanica, Poste italiane, tanto per fare alcuni esempi. E poi Goodyear Italia, appunto: 300 mln di euro di fatturato e 200 dipendenti nel Belpaese, 75mila occupati nel mondo. “Per conto della mia azienda ho gestito un percorso di coaching sul middle management, inserito in un progetto europeo in cui erano coinvolte circa 1900 persone”. La motivazione della multinazionale era offrire supporto ad un progetto di cambiamento basato sulla standardizzazione dei processi, che poteva portare frustrazione, scoraggiamento. Risultato? Le trasformazioni sono state portate interamente a termine e l’Italia in questo momento è il paese a più alte performance rispetto al resto d’Europa. In tempi di crisi un esito sicuramente non disprezzabile.

Immagine: http://www.coachlavoro.com/page/2/

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