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Pignone dal 1953: Memorie della crisi industriale Notizie dalla toscana

La mostra sarà inaugurata domani, mercoledì 24 aprile alle 9.30 nel Cortile di Palazzo Medici (via Cavour, 1). In Palazzo Medici, a partire dalle 10.30 (Sala Giordano) si terrà il convegno “Pignone 1953: i lavoratori, l’intera città e il suo sindaco in difesa dell’occupazione” che vedrà la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Provincia Andrea Barducci, di Piero Roggi della Fondazione La Pira, di Pierre Carniti, già segretario generale Cisl e di Ettore Bernabei, già direttore generale della Rai. La mostra ripercorre le vicende del 1953 attraverso pannelli fotografici accompagnati da testi: dall'apertura della vertenza proprietà Snia Viscosa-lavoratori, all'occupazione dello stabilimento da parte dei lavoratori, agli interventi del sindaco Giorgio La Pira presso il governo centrale, il ministero e addiritura il papa Pio XII, fino alla richiesta rivolta al presidente dell´ENI Enrico Mattei dal quale scaturì la soluzione: l'acqusizione ENI del Pignone nel  1954.
La mostra visitabile fino al 14 giugno tutti i giorni tranne il mercoledì con orario 9-18, è curata da Maurizio Brotini, Gianluca Lacoppola, Francesca Lari, Edmondo Montali, Fabio Nencini e Piero Roggi, è organizzata da Eventi Polistampa e promossa da Fondazione La Pira e Fondazione Giuseppe Di Vittorio, con il sostegno di Eni e GE Oli & Gas, il contributo di CGIL – Camera del lavoro metropolitana di Firenze, FIOM-CGIL Firenze, CGIL Toscana e il patrocinio della Provincia di Firenze.

Le tappe della crisi del Pignone. Nel gennaio 1953 il colosso tessile Snia Viscosa, dal 1946 proprietario dell´azienda metalmeccanica Pignone, comunica l´intenzione di sospendere 300 lavoratori e licenziarne 120 motivando la decisione con la mancanza di ordini e i costi di produzione troppo alti. È l´inizio di una lunga vertenza che vede coinvolti la proprietà e i lavoratori, ma anche i sindacati e le autorità cittadine, e che tocca il suo punto più drammatico durante l´autunno, quando la Snia annuncia la volontà di chiudere definitivamente la fonderia licenziando di fatto 1.700 dipendenti.
La decisione ha come conseguenza il 17 novembre l´occupazione dello stabilimento da parte degli operai e, due giorni dopo, uno sciopero generale che coinvolge tutta Firenze. Il sindaco Giorgio La Pira, da tempo preoccupato per le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie, intensifica la sua attività nel tentativo di salvare la Pignone. Interviene direttamente presso il governo e presso il Ministero degli Interni, retto all´epoca da Fanfani, scrive al presidente del consiglio Giuseppe Pella, ma anche a Moro, Gronchi, ai parlamentari democristiani e quindi ai Vescovi italiani e perfino a papa Pio XII. Nel frattempo, fallito ogni tentativo di far tornare la proprietà sui suoi passi, preme sul presidente dell´ENI Enrico Mattei affinché l´ente acquisti l´azienda. I suoi sforzi hanno finalmente successo e nel gennaio 1954 la neonata ENI rileva la società, che riprende l´attività cambiando la denominazione in Nuovo Pignone – Industrie Meccaniche e Fonderia Spa.

Ecco le date più calde di quegli anni:
– 5 gennaio 1953: la SNIA Viscosa annuncia 300 sospensioni e 120 licenziamenti
– 20 gennaio 1953: invio delle prime lettere di licenziamento
– 6 febbraio 1953: nasce il Comitato promotore per la formazione di un Comitato cittadino per la salvezza della fonderia del Pignone
– 2 marzo 1953: sciopero di 24 ore al Pignone
– 20 marzo 1953: sciopero di 24 ore delle fabbriche metalmeccaniche di Rifredi
– 25 marzo 1953: Franco Fantini, leader degli operai del Pignone, viene licenziato per un suo comizio in un'assemblea del PCI. Seguono dure proteste
– 20 ottobre 1953: messa in liquidazione della società
– 17 novembre 1953: occupazione della fabbrica
– 19 novembre 1953: sciopero generale fiorentino
– 13 gennaio 1954: l'ENI comunica l'acquisto del Pignone

Foto www.archiviofoto.unita.it

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