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“Pineider non deve morire” domani presidio e raccolta firme in piazza Rucellai Società

Firenze – Un marchio prestigioso, che forse rappresenta in modo perfetto un’intera città e la sua ansia di cultura, è a rischio. Lo fanno sapere i suoi lavoratori-artigiani, con una fredda nota che tuttavia gronda di amarezza e rabbia: il grande “nome” in questione è Pineider, e i suoi lavoratori scrivono che oggi, lunedì 27 e domani martedì 28 sono e saranno in sciopero. Domani il presidio dei dipendenti si terrà dalle 9 alle 12 davanti al negozio di piazza Rucellai.

Pineider è a Firenze dal 1774. Rappresenta, come si legge nella nota sindacale, l’eccellenza dell’artigianato, dell’incisoria e della stampa a rilievo, simbolo di storia e di prestigio della fiorentinità nel mondo. La crisi non si ferma di fronte a niente e neppure di fronte a questa storica realtà artigianale. Ma le accuse che rivolgono i suoi lavoraotri, non si fermano alla crisi, bensì tirano in ballo la gestione messa in atto dalla proprietà. “Pineider è un piccolo gioiello fatto di alte professionalità, professionalità che non si trovano nel panorama nazionale, professionalità con un’arte unica nelle mani – così la nota – niente di concreto è stato mai fatto dalla proprietà per risollevare le sorti dell’azienda”. 

“Ci chiediamo come sia possibile non riuscire a rilanciare un marchio che è richiesto da tutto il mondo, da nobili che lo cercano per la sua unicità a semplici cittadini, affezionati a quel marchio che sono abituati da sempre a vedere – continua la nota – nonostante l’intervento della Provincia di Firenze e del Sindaco di Bagno a Ripoli, l’azienda è stata totalmente invisibile, fino ad oggi”. Oggi, conclude la nota, vale dire il giorno in cui l’azienda  “ha mandato un’apertura di Cassa Integrazione a 0 ore per tutti e 13 lavoratrici e lavoratori presenti in azienda. Viene spontaneo chiedersi quali siano le vere intenzioni di questa azienda”.

E domani, al presidio in piazza Rucellai, dalle 9 alle 12 verrà attuata anche una raccolta firme tra i cittadini, “per richiedere la solidarietà con le lavoratrici e i lavoratori e per non disperdere un patrimonio così importante per la nostra città”.

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