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Pirelli di Figline, Simoncini: nessuna garanzia Notizie dalla toscana

E’ stato l’ufficio dell’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini la sede dell’incontro che si è tenuto ieri, giovedì 4 luglio, per affrontare un altro capitolo della vicenda Pirelli, il cui stabilimento figlinese rientra in un processo di riassetto societario che si teme provochi problematiche occupazionali e disperda le conoscenze e le competenze acquisite sul territorio.

“E’ stato un incontro interlocutorio e per niente positivo – ha spiegato il sindaco di Figline Valdarno, Riccardo Nocentini – dalla proprietà non sono arrivate le garanzie che oramai chiediamo da mesi, garanzie a tutela della produttività dello stabilimento e quindi dei lavoratori che vi operano con una professionalità riconosciuta in tutto il mondo”. La Pirelli di Figline produce cordicelle metalliche per pneumatici (settore steel-cord) ed occupa nello stabilimento di via Petrarca a Figline quasi 400 lavoratori. Questo settore vede proprio il suo centro direzionale a Figline e la produzione suddivisa in 5 stabilimenti fra Italia (Figline), Turchia, Germania, Brasile e Romania (lo stabilimento più recente). Il Gruppo Pirelli sta cercando un partner proprio per sostenere la produzione della cordicella metallica e per questo la multinazionale si è affidata a istituti bancari. “Come più volte ribadito – ha concluso Nocentini – le istituzioni seguiranno molto da vicino l’evolversi della situazione, perché lo stabilimento di Figline è parte della nostra storia, della nostra economia e del nostro tessuto sociale: per questo continueremo a vigilare e a chiedere le garanzie necessarie per chi vi lavora”. All’incontro di ieri, oltre all’assessore regionale Simoncini e al sindaco Nocentini, era presente anche il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ed il responsabile relazioni industriali del Gruppo Pirelli, Vittorio Biagioni.

“Comprendiamo le strategie d’impresa, ma vogliamo che queste tengano conto di un quadro di garanzie tali da salvaguardare il mantenimento dell’occupazione e una dimensione strategica per lo stabilimento di Figline”, ha dichiarato Simoncini. Ascoltate le posizioni dell’azienda, Simoncini si è dichiarato “insoddisfatto” per quanto ascoltato. “Ho chiesto garanzie ma, almeno per il momento, non le ho ottenute", ha proseguito l'assessore regionale. "Temiamo – ha concluso Simoncini – il rischio del depotenziamento e vogliamo capire bene che tipo di garanzie potranno esserci per l’azienda toscana e per chi vi lavora. Per adesso le risposte sono insoddisfacenti ed è per questo che proseguiamo a chiedere, nell’interesse della comunità, garanzie: i costi dei nuovi equilibri aziendali non possono scaricarsi sul territorio”.

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