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PIsa, la Provincia ricorda lo tsunami del 2004 Notizie dalla toscana

Il bilancio delle vittime è impressionante: sono oltre 230.000 quelle accertate in quattordici Paesi del Sud-Est asiatico;  ed è stata la sesta calamità naturale della storia. Chi paga il prezzo maggiore è l’Indonesia: soltanto lì si contano 180 mila morti. Poi ci sono i 40mila dello Sri Lanka, i 18mila dell’India, i 5.400 (più 3.000 dispersi) della Thailandia; ma come come per tutte le grandi catastrofi, il bilancio definitivo non sarà mai completato.
“Nel settimo anniversario della sciagura – ricorda il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni – il pensiero corre a Mary    Yuranda, la ragazzina indonesiana che dopo sette anni ha ritrovato la sua famiglia e i suoi affetti. Mary è forse il simbolo di una    tragedia che in pochi istanti ha travolto e cancellato migliaia di famiglie, che oggi tornano di nuovo a vivere insieme. La    cooperazione e la solidarietà internazionale in questi sette anni, e fin dai primi giorni, non hanno mancato di aiutare quei Paesi,    attraverso un lavoro prezioso che continua ancora oggi, lontano dai    riflettori della cronaca e dei mezzi di comunicazione. La Provincia    di Pisa, tramite l'Istituzione Centro Nord-Sud è stata protagonista di questa grande operazione voluta dalla Regione Toscana”.
All'interno del progetto che la stessa Regione Toscana ha messo in campo per le popolazioni colpite dalla Tsunami, aggiunge l'assessore    provinciale alla cooperazione Silvia Pagnin, "siamo intervenuti in    Sri Lanka e abbiamo operato nel distretto di Hambantota. Nello    specifico abbiamo ricostruito gli edifici del centro di formazione    professionale della cittadina di Ranna. Oggi i lavori sono terminati    ma prosegue la nostra attività e per il 2012 siamo impegnati    nell'attuazione del progetto, promosso dal Tavolo Asia della Regione Toscana, 'Non abbandoniamo la terra: rafforziamo la coesione sociale    e sviluppo comunitario in Sri Lanka ed India'. L'iniziativa, attraverso un approccio differenziato a seconda dei contesti, si    pone l'obiettivo di consolidare appunto la coesione sociale e la  stabilità economica delle popolazioni che hanno dovuto, in seguito    allo tsunami, riallocarsi in luoghi diversi e creare nuove condizioni di vita. Nello specifico lavoreremo per potenziare    servizi sociali, economici e organizzativi delle comunità danneggiate dal maremoto". (Com)

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