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Pisa con il Tricolore per la visita di Napolitano Cronaca

A causa del violento nubifragio abbattutosi su Roma vi sono state difficoltà per il traffico aereo e Giorgio Napolitano, atteso per le 10:00, è giunto a Pisa intorno alle 11:30. Per la visita del Presidente della Repubblica il centro della città era stato sottoposto, durante le prime luci della mattina, ad ispezioni e verifiche da parte delle forze dell’ordine. Massiccio anche il servizio d’ordine predisposto su ordine della Questura pisana. Una vera e propria città blindata, insomma, per evitare incidenti. Alcune delle frange più intransigenti degli studenti pisani, infatti, avevano annunciato contestazioni che, puntualmente, si sono verificate. Per fortuna, però, si è trattato di una protesta dura ma non violenta. «Noi la crisi non la paghiamo», hanno urlato i militanti dell’antagonismo universitario al Capo dello Stato. Alcuni dei circa 50 manifestanti hanno addirittura gridato «Vergogna» all’indirizzo di Napolitano, accusandolo di troppa accondiscendenza nei confronti dei drastici tagli all’istruzione del Governo e della riforma universitaria sancita dalla legge Gelmini. Ma, a parte la contestazione, la visita del Presidente della Repubblica è stata un vero e proprio bagno di folla. Oltre 3.000 persone e circa 1.200 ragazzi delle scuole elementari e medie di Pisa hanno salutato il suo arrivo sventolando il Tricolore ed intonando a squarcia gola l’Inno di Mameli. Napolitano, che si è fermato più di una volta a stringere le mani degli studenti che lo applaudivano da dietro le transenne disposte per delimitare il suo cammino, si è fermato in piazza Garibaldi. In occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, è stato restaurato il monumento dell’eroe dei due mondi posto al centro della piazza ed il Capo dello Stato ha deposto una corona di alloro ai piedi della statua. Il Risorgimento dà «il significato di un’Italia unita attraverso un percorso molto faticoso ma che ha saputo dare grandi prove nel corso della sua storia»,  ha dichiarato il Presidente della Repubblica. Mentre era in piazza Garibaldi, alcuni operai dei cantieri navali di Pisa hanno avvicinato il Capo dello Stato. Secondo quanto riferito dal segretario provinciale della Cgil pisana, Gianfranco Francese, Napolitano ha detto ai lavoratori di resistere, di non mollare e di farsi sentire da chi non vuole ascoltare. Poi ha accettato di buon grado il dono, da parte degli operai, di una maglietta rossa sulla quale campeggia la scritta «I cantieri sono di chi ci lavora». Accompagnato dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, dal presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi e dal presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni, Napolitano si è quindi recato, quindi, all’Università di Pisa per presenziare al convegno “Mazzini e la democrazia”. Oltre al Capo dello Stato ed a Giuliano Amato, presidente del comitato dei garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, erano presenti in sala il rettore dell’Università di Pisa, Massimo Augello, e Salvo Mastellone, docente emerito dell’Università di Firenze considerato fra i massimi studiosi del pensiero politico mazziniano. Con il convegno dedicato alla figura di Giuseppe Mazzini l’Ateneo pisano ha inaugurato il suo 668° anno accademico. Nel pomeriggio, infine, il Presidente della Repubblica ha concluso il suo viaggio nei “Luoghi della memoria” pisani presenziando alla firma del Memoriale Mazzini, documento con il quale si è inaugurato, grazie al contributo di Scuola Superiore Sant’Anna , Scuola Normale Superiore e Comune di Pisa, il Centro Internazionale di Studi sulla Democrazia nella Domus Mazziniana, la casa dove, il 10 marzo 1872, morì l’eroe del Risorgimento.

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