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Pistoia dossier 2012 della Caritas su povertà e risorse Notizie dalla toscana

Questa mattina a Pistoia, nell’Aula Magna del Seminario,Marcello Suppressa, direttore della Caritas diocesana, davanti al Vescovo, Mons. Mansueto Bianchi, ha presentato il dossier 2011. Il dossier è suddiviso in quattro capitoli, curato da Stefano Simoni e Giovanni Cerri e realizzato in stretta collaborazione con l’equipe di Caritas diocesana: Sara Lupi, Francesca Meoni, Rita Ragno oltre che il direttore Suppressa e il vicedirettore don Paolo Tofani. Un dossier quest’anno intitolato “rEsistiamo”, con un significativo gioco di maiuscole che rende bene la duplice natura di questo lavoro: non solo un grido di “resistenza” contro le ingiustizie che determinano le povertà, ma anche un appello alla “esistenza” e alla voglia di non arrendersi per lottare in favore della dignità di ogni essere umano partendo proprio dai più fragili.

Per la precisione sono state 1.734 le persone ascoltate nel 2011 nei 7 Centri di ascolto della rete Mirod, Messa In Rete Osservatori Diocesani, presenti in diocesi di Pistoia: due a Pistoia, Agliana, Quarrata, Poggio a Caiano, Carmignano, Oste. Un dato stabile rispetto ai due anni precedenti, ma con un incremento del 38,2% rispetto a 2008. Fino a tre anni fa gli italiani erano poco meno di un quarto del totale delle persone accolte: adesso sfiorano il 44%. L’età media delle persone accolte è in costante, sensibile, aumento: per gli italiani si situa a 49 anni (erano 41 nel 2004) e per gli stranieri a 39 anni (33 nel 2004). Le persone accolte hanno dichiarato, complessivamente, di avere a carico 2.415 figli. Sommando dunque le persone ascoltate con l’eventuale coniuge/convivente e i figli coabitanti si raggiunge un totale di 4.839 persone. Non poco considerando che il territorio di riferimento è abitato da circa 160 mila persone.

I dati si soffermano poi su tre aspetti: mancanza o inadeguatezza dell’alloggio; disoccupazione (questa colpisce il 63,9% della persone); provenienze degli stranieri (al primo posto il Marocco, con il 29,8%, un dato in crescita sugli anni precedenti). Al primo posto, fra le problematiche poste dalle persone agli sportelli Caritas, la povertà di risorse materiali (43,8%); seguono, il lavoro (22% sommando disoccupazione, sottoccupazione e sfruttamento), la famiglia (11,8%), la casa (6%), la salute (4,9%), le dipendenze da sostanze e gioco (2%).Più del 55% delle richieste esplicitamente fatte  alla Caritas riguarda beni e servizi materiali: un dato, questo, in crescita sensibile (l’anno scorso si era sul 47%).

In netto calo le domande di lavoro anche in conseguenza del fatto – scrive il rapporto – che i Centri Caritas riescono raramente, in questi anni di crisi, a poter garantire un supporto adeguato nella ricerca di occupazione. Cresce la rilevanza percentuale delle richieste di sussidi economici (dal 10,2% del 2009 al 18,9% del 2011).

Una sezione nel capitolo sui dati riguarda anche i primi semestri: se nei primi sei mesi del 2008 furono ascoltate 760 persone (salite a 1.055 e a 1.256 nei primi semestri dei due anni successivi per stabilizzarsi, un anno dopo, a quota 1.254), da gennaio a giugno dell’anno in corso il grafico ha ripreso a salire raggiungendo una quota (1.434) decisamente rilevante, un aumento del 14,4%. Ben 1.072 sono le persone ascoltate nei centri di Pistoia città (le restanti 177 e 185 si sono presentate, rispettivamente, nei Centri del Montalbano e in quelli di Agliana/Oste).

Da notare – e il Dossier lo sottolinea – che i dati effettivi sulla povertà a disposizione della Chiesa pistoiese salirebbero “a cifre ben maggiori” di quelle presentate nel dossier se si tenesse conto del fatto che aree importanti, in diocesi, come Montale, Serravalle, Casalguidi e l’intera Montagna non fanno ancora parte delle rete diocesana: oltretutto, nella stessa città, solo alcune parrocchie partecipano alla rilevazione dei dati.

Il dossier prosegue contando non solo il numero delle persone accolte ma anche quello delle visite che quelle persone hanno, in realtà, effettuato: il dato che qui balza evidente è il sostanziale raddoppio delle visite registrate nei primi sei mesi degli ultimi due anni: erano 5.814 nel primo semestre 2011, sono balzate a 11.378 l’anno successivo. Questo significa che ciascuno fra le persone accolte dai Centri Caritas, se nel 2008 si limitava a 2,4 visite che erano già salite a 4,1 l’anno successivo, nel primo semestre di quest’anno ha toccato quota 7,9 (erano 4,6 lo stesso periodo dell’anno precedente): in pratica quasi 8 visite, in media, in un solo semestre, oltre una al mese. “Cifre notevoli, commentano in Caritas. Così come notevole il dato sull’incremento degli italiani: dal 27% del primo semestre 2008 si è saliti al 44,8 del primo semestre 2012 (“L’impoverimento della persona, in particolare italiana e in modo speciale della famiglia nel suo complesso, risulta in costante crescita”).

Un dato, ancora informale e diffuso da Caritas fuori dossier: allo scorso 10 dicembre le persone ascoltate nei 7 Centri monitorati erano già quasi 1.970. E’ dato per  sicuro che alla fine di questo 2012 si arriverà a superare “quota” 2.000 con una stima, compresi i familiari, che passerà le 6 mila persone. Mai, in passato, sono state raggiunte cifre simili.

Il dossier 2012 è completato con riflessioni su marginalità e carcere, disagio mentale e immigrazione. In tutte le Caritas parrocchiali – si scrive – si riscontra non solo “aumenti di presenze ma soprattutto l’arrivo di persone che non si sarebbero mai immaginate di trovarsi in situazione di emergenza … I bisogni basilare (cibo e vestiario, sono spesso i più riscontrati e questo porta i volontari a lavorare nella continua emergenza, a scapito dell’animazione e della sensibilizzazione in parrocchia, rischiando quindi di cadere ancora nell’assistenzialismo”.

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