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Pistoia, un giardino progettato con i detenuti Società

Pistoia – Uno spazio buono per stare insieme con le famiglie. Un obiettivo semplice se non si fosse in carcere. Hanno chiesto essenzialmente questo i detenuti dopo un anno di lavoro comune, con esperti esterni, sull’uso da dare a una corte nel carcere di Santa Caterina a Pistoia. Avranno così uno spazio più accogliente per i colloqui con i familiari che spesso portano con sé bambini che si trovano in una situazione non agevole.

Per arrivare a questo risultato tre architetti, Roberto Agnoletti, Giuseppe Bagnoli, Nicoletta Boccardi, con il sostegno di  istituzioni e associazioni del  volontariato, hanno progettato con i detenuti la riqualificazione della corte interna. Invece di arrivare con  soluzioni pronte, i professionisti hanno cercato di capire i bisogni concreti di coloro che di quello spazio sarebbero stati i più diretti utenti. “Non si può ridurre tutto a un dilemma tra <mi piace> e <non mi piace> su qualcosa che non si sa che cosa sia”, dice  Roberto Agnoletti.

Per un anno, con i ritmi del carcere, si sono incontrati con un gruppo di venti detenuti per parlare di caratteristiche, bisogni di manutenzione e possibili soluzioni per un’area a verde delimitata da quattro mura e con gli standard di sicurezza richiesti da un carcere. Si è guardato ad altre esperienze come quelle del “giardino degli incontri” a Sollicciano a del “semenzaio” a Massa. Si sono fatte anche simulazioni di incontri con i visitatori. E non è mancato l’apporto di competenze da parte dei detenuti. Nel gruppo anche un  muratore esperto.

Alla fine gli architetti hanno presentato tre idee progettuali e dalla discussione di queste i partecipanti sono arrivati a delineare quella che è in via  di realizzazione. Un’area con sedute di larice, giochi, rampicanti ed essenze perenni che richiedono solo una potatura l’anno. Il cantiere aprirà alla fine di agosto. “Il caso riconferma – dice Roberto Agnoletti – la validità della progettazione collettiva anche in una situazione non semplice”.

Tutto è nato da un’idea di Lagambiente di  Pistoia. L’associazione ha trovato  poi il sostegno della direzione della casa circondariale, della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, delle fondazioni Giorgio Tesi Group e “Un raggio di luce”, dell’associazione “Orto per orto” e della  Fondazione Michelucci. Costo complessivo di “Oltre la corte” – è questo il  nome  che è stato dato al giardino – ventiseimila euro.

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