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Pistoia: scoperto il primo tablet dei preti, risalente al 1500 Cultura

“Non si conoscono in Italia oggetti simili databili tardo Medioevo e primo Rinascimento”. Così il prof. Stefano Zamponi, direttore dell’Archivio Capitolare del Duomo di Pistoia, commenta la scoperta della tavola degli anniversari, datata ai primissimi anni del XVI secolo, sulla quale i Canonici e i Chierici della Cattedrale pistoiese segnavano, su pergamena, i giorni nei quali celebrare gli anniversari perpetui per i defunti.  Una sorta di antico Tablet per sacerdoti risalente al 1500. Di recente la tavola rettangolare, in legno, con il foglio di pergamena applicato e la lunetta superiore raffigurante due scheletri e il Cristo che risorge, è stata restaurata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Firenze,Prato, Pistoia sotto la direzione di Maria Cristina Masdea, ed adesso è esposta nel museo della Cattedrale.

Consultando i volumi dell’archivio, Zamponi è riuscito a datare con certezza l’opera. “Fu esattamente nel 1505 che un prete, Giusto di Zaccaria, poi Camarlingo del vescovo Antonio Pucci, dette l’incarico di realizzare la 'Tavola delle feste e de li anovali' incaricando anche un pittore pistoiese, Tommaso di Talento, di dipingere la lunetta superiore. Questa particolare 'tavola degli anniversari' è unica in Italia, una sorta di antico ‘tablet’ che canonici e chierici dovevano consultare ogni giorno per ricordarsi gli anniversari dei morti nonché le modalità di celebrazione delle Messe, ad esempio piana o cantata. L’abbiamo rinvenuta In una stanza della sede antica dell’Archivio Capitolare di Pistoia, all’interno del complesso del Duomo, resa quasi illeggibile dallo sporco e da antiche gore di acqua”.

"Quando ho visto la tavola – prosegue Zamponi – ho subito compreso la sua antichità, la sua importanza e la sua rarità, in quanto queste tavole con anniversari sono oggetti di uso, che diventano obsoleti in poco tempo e vanno facilmente perduti. In un primo momento ho pensato che la scrittura fosse di mano di Girolamo Zenoni, canonico del Duomo, copista, miniatore, bibliofilo, morto nel 1501; anche se questa ipotesi è sbagliata, la conoscenza dei registri compilati da Girolamo Zenoni permette di individuare il pittore e il copista che hanno lavorato alla tavola e pertanto di datarla con sicurezza. La tavola era destinata alla sacrestia della Cattedrale. L’elenco degli anniversari, con tutti i nomi che ne risultano, con la generosità dei lasciti, con le compagnie e le istituzioni religiose coinvolte, risulta una fonte di prima importanza per la storia della pietà e delle pratiche religiose di laici ed ecclesiastici in Pistoia nel pieno del Rinascimento. Grazie ad un registro in cui il canonico Girolamo Zenoni ha annotato, intorno al 1487, tutti i beni e le dotazioni della cattedrale, mobili, arredi liturgici, argenti, libri, ma anche lasciti in denaro per alcune feste e per gli anniversari dei defunti, possiamo dedurre che nell’ultimo decennio del Quattrocento doveva esistere una tavola murale analoga alla nostra”.

Foto: ufficio stampa diocesi di Pistoia

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