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Pit e aeroporto, voto “tritatutto”: maggioranza ed opposizione Politica

Firenze –  Obiezioni diametralmente opposte e tuttavia il risultato non cambia. Su 41 votanti, 31 a favore e 6 contro, più 4 astenuti: sono questi i numeri che ieri hanno permesso al Pit di passare in consiglio regionale, e all’aeroporto di Firenze di avere una prima, dopo anni di discussione, “soluzione” per quanto riguarda la pista “parallela convergente”, fissata in 2mila metri di lunghezza. Già, duemila, contro i 2400 richiesti da Enac e da esponenti del centrodestra, come, ad esempio, i consiglieri di FdI e Fi, che si sono astenuti dopo che i loro emendamenti che chiedevano di fissare la lunghezza della nuova pista a 2400 metri o in alternativa di non fissarne la lunghezza in modo specifico sono stati bocciati dall’aula. Sì, ma non tutti i consiglieri di FdI e di Fi, dal momento che, invece, hanno votato a favore Nicola Nascosti, Fi, e Paolo Marcheschi, FdI. Un momento: e gli astenuti? Eccoli: Gabriele Chiurli del Gruppo Misto e tutti i consiglieri di Ncd.

Aeroporto “tritatutto” .
Parrebbe. Anche perché non solo l’opposizione si è divisa sul voto, ma anche la maggioranza ha avuto le sue gatte da pelare. Nel Pd, due: Fabrizio Mattei e Vanessa Boretti, ma anche Mauro Romanelli di Sel, la capogruppo di Cd Maria Luisa Chincarini e il consigliere sempre Cd Rudi Russo, oltre alla capogruppo di Rfc-Ci Monica Sgherri che tuttavia era precedentemente uscita dalla maggioranza. Del resto, non bisogna scordare che uno dei “sacrificati” al “nuovo corso” del governatore Enrico Rossi era stato proprio l’assessore targato Rfc Allocca.

Anche le valutazioni sono divise. Si passa dalla soddisfazione di Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, a valutazioni molto più tiepide come quelle, ad esempio, dell’Ordine degli Architetti.

Romanelli (Sel): vendita quote Sat “vera e propria espropriazione della capacità decisionale di questa assemblea”
Uno dei peccati “originali” del documento approvato con una maggioranza da “larghe intese” è rilevato dalla nota di Mauro Romanelli, Gruppo misto in quota Sel. Ed eccolo: “Non è un mistero che molti abbiano la sensazione che le decisioni in merito al destino dell’aeroporto di Firenze siano state prese fuori da questo Consiglio; la vendita delle quote di SAT senza passare da un voto del Consiglio stesso ha certificato la vera e propria espropriazione della capacità decisionale di questa Assemblea”. Deficit di democrazia nelle decisioni prese dagli apici regionali? … non solo: ecco le obiezioni sul merito: “Ad esempio, siamo passati da una holding pubblica a una holding a maggioranza privata. Siamo certi che chi segue le pure logiche di mercato garantisca così automaticamente uno sviluppo equilibrato tra i due scali, Firenze e Pisa? Siamo certi che una società privata non possa far leva, ad esempio in occasione della futura fusione societaria, sulla compressione dei costi del lavoro o addirittura la diminuzione delle unità lavorative, per perseguire il proprio legittimo e naturale interesse, ovvero il massimo profitto? Quali strumenti abbiamo per garantire il lavoro e l’occupazione se l’azienda non è più a maggioranza pubblica?”. Non solo, la debolezza strutturale del documento avrebe ricadute anche sulla tenuta di punti importanti, “come la monodirezionalità della pista, al fine di evitare i sorvoli su Firenze città, il suo mantenimento a 2000 metri di lunghezza, e la contrarietà ad un utilizzo di risorse pubbliche, tutti capisaldi ribaditi con veemenza dal Presidente, dalla Giunta e dalla maggioranza in sede di adozione del Pit”. Sì, ma messi “fortemente in discussione dalle prese di posizione di Enac, Adf stessa, esponenti del Governo, nonchè dal nuovo investitore privato, ora socio di maggioranza, che pur esprimendo rispetto per le indicazioni della Regione, ricorda e sottolinea che anche Enac dovrà dire la sua e non fa mistero di prediligere la soluzione a 2400 metri con pista bidirezionale”. Insomma, chi la spunterà sul piano concreto? E che armi ha, in realtà, la Regione per fare pressioni sul privato e mantenere saldi i punti annunciati?

Monica Sgherri (Rfc): “Salto nel buio”
Intervento duro anche da parte della capogruppo di Rifondazione, Monica Sgherri, che ha definito il documento un “salto nel buio” e uno “schiaffo alla programmazione pubblica”. Del resto, l’odg proposto per lo stralcio della questione pista ieri è stato respinto. “La scelta nel merito è sbagliata e anti storica da ogni punto di vista: si va a fare di fatto un nuovo aeroporto in una piana già fortemente antropizzata e malata dal punto di vista degli impatti ambientali, acustici e atmosferici, con un aeroporto internazionale a 70 km che, se si volesse guardare al futuro, si dovrebbe puntare ad un collegamento ferroviario veloce con Pisa. Tornando sull’incompletezza faccio notare come tutti gli studi su impatti acustici e ambientali, sulle rotte e sul piano economico finanziario richiesti in sede di adozione oggi non ci sono, anzi anche il succinto master plan di AdF non vale più – dato che il ceo di Corporacion America ci dice che fra un pò (ma ad oggi nulla) presenterà i piani”.

Ordine degli Architetti di Firenze: Pit debole, volontà antistorica di cristallizzare il paesaggio toscano
Con una nota ufficiale anche l’Ordine degli Architetti esterna perplessità: intanto, circa le integrazioni approvate, che “oggi rischiano di essere una debole mediazione, già messa in discussione da Enac, sulla lunghezza della pista aeroportuale”, ma anche, con uno sguardo generale sulle decisioni della Regione che “appaiono troppo deboli nelle scelte infrastrutturali di fondo e troppo forti nei divieti imposti ai cittadini privati”.

La colpa maggiore? Eccola: una sorta di volontà, accusano gli architetti, antistorica per di più, di “cristallizzare” il territorio toscano, “se non addirittura la volontà di tornare ad un paesaggio mezzadrile che da tempo non esiste più”.

“Era necessaria un’opera di razionalizzazione dei vincoli paesaggistici, che invece restano gli stessi di sempre, con il risultato paradossale che aree totalmente prive di valore paesaggistico, come alcune aree industriali, saranno vincolate – conclude la nota – come se non bastasse l’introduzione di questo Piano comporterà un ulteriore appesantimento degli iter burocratici di approvazione degli atti di pianificazione: questo appesantimento ricadrà non tanto e non solo sui professionisti, ma in ultima analisi sui progetti e le aspettative dei singoli cittadini”.

 

 

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