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Pitti Immagine in presenza, si è aperto uno spiraglio Breaking news, Cronaca

Firenze – La speranza è quella di poter avere Pitti Immagine in presenza e forse, oggi, uno spiraglio si è aperto. Dopo l’incontro in teleconferenza, insieme al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il primo cittadino di Firenze Dario Nardella ha incontrato il ministro del turismo Massimo Garavaglia, incassando  aperture su temi molto importanti per Firenze e per le città d’arte.

“Parlare di ripresa dell’economia e del turismo senza affrontare la questione vaccini e tamponi è assolutamente inutile – spiega Nardella -. D’accordo con il ministro abbiamo pensato ad esempio all’importanza di anticipare il prima possibile il meccanismo dei certificati vaccinali sperando che aumenti la distribuzione di vaccini e che le regioni facciano presto. Ma oltre a questo anche l’utilizzazione dei certificati dei tamponi, perché se si può andare in aeroporto per prendere un volo con un certificato di 48 ore di un tampone negativo non si vede perché non lo si possa fare per recarsi in un albergo o  al ristorante”.

Così facendo, secondo Nardella, si potrebbe stabilire una data certa per le riaperture (il ventilato 2 giugno) importantissime non solo per Firenze ma anche per la città lagunare e per tutte le città d’arte che in questo modo avrebbero la possibilità di avviare di nuovo le attività economiche. Da qui al ritorno in presenza per le grandi Fiere internazionali il passo è breve, anzi brevissimo. Con la speranza che Pitti Immagine possa essere la prima fiera internazionale in presenza in Italia.

“Stiamo combattendo con tutte le forze – continua Nardella – perché non si annulli Pitti. Sarebbe un danno di milioni di euro per il nostro territorio e per tante aziende. Garavaglia si è detto disponibile a riaprire la stagione internazionale delle fiere già da luglio. Se questa proposta, come per altro anticipato dal ministro di Maio sarà accolta, vuol dire che potremo salvare Pitti. Aspettiamo una comunicazione ufficiale”. Quanto al Recovery Plan, in un incontro successivo con il ministro Renato Brunetta, Nardella ha sottolineato che senza la semplificazione e senza il coinvolgimento delle città e dei comuni il “piano” rischia di fallire. Semplificazione che non riguarda  soltanto le regole ma anche le modalità di assunzione del personale che servirà a seguirlo. “Ci auguriamo – ha detto ancora – che il Governo coinvolga oltre alle regioni anche i comuni, a partire da quelli grandi e dalle città metropolitane perché noi sindaci abbiamo dimostrato che le opere pubbliche si possono progettare, appaltare, monitorare soprattutto a livello territoriale. Siamo quindi la migliore garanzia per il successo del recovery plan”.

Per quanto riguarda il Covid: “I dati stanno migliorando: questi giorni di zona rossa non sono stati affatto inutili, al contrario. Se la situazione dovesse continuare a migliorare, seppure lentamente e gradualmente, credo che anche Firenze potrà andare in zona arancione. Ma si tratta di una decisione che dovrà prendere la Regione”.

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