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Più di mille poesie al Premio Nazionale di Montepescali Cultura, Notizie dalla toscana

Montepescali – Stefano Peressini di Carrara ha vinto la XXV edizione del Premio Nazionale di poesia “Elisabetta Fiorilli” organizzato dal Circolo Culturale Montepescali, borgo medievale nel Comune di Grosseto.

La cerimonia della consegna del Premio che conquista sempre più attenzione da parte di poeti o aspiranti tali anche fuori dei confini italiani è avvenuta il 25 maggio scorso con la partecipazione di David Riondino e la conduzione di Fabiana Paladini, animatrice del Circolo culturale.

La giuria composta Giovanna Tagliaferri, Giovanna Leoni, Giulio Gasperini, Adriano Poletto e Gianluca Franci ha esaminato e giudicato 1.231 liriche di 423 autori, quasi 300 in più rispetto all’edizione del 2018 (952 liriche di 335 autori provenienti da tutta Italia).

Al vincitore, autore della poesia “Verrà un giorno” è stato consegnato un premio di 2mila euro. Al secondo posto si è classificata la poesia “Ritmo station città” di Elena Giulia Belotti, di San Giovanni Bianco in provincia di Bergamo (premio di 1000 euro), e al terzo il componimento “Decifrazioni epidermiche” di Raffaello Corti di Bergamo (700 euro).

Sostenuto dalla Fondazione Elisabetta e Clemente Fiorilli, il premio è suddiviso in tre sezioni: il concorso nazionale, quello riservato ai poeti della provincia di Grosseto e una riservata ai ragazzi delle scuole grossetane. Il Premio riservato agli autori della provincia di Grosseto è stato vinto da Carlo Rizzi di Orbetello con “Maremma”.

Ecco il testo di “Verrà un giorno” 

Verrà un giorno
che ci troveremo attorno a un fuoco,
ognuno di noi con i suoi bagagli sdruciti,
la parte restante di mondo
che si porta dietro.
Si parlerà del tempo
che avremo attraversato,
delle stagioni perse ed invissute,
dei traguardi conquistati
o delle porte mai varcate.

Ci diremo che sono
come pezzi di vetro
quei giorni sbagliati,
lasciati a levigarsi
nel fluire d’un fiume
che s’appressa alla foce;
che sono come foglie
questi pensieri che non hanno pace
dentro il vento d’autunno,
sparpagliati e scagliati lontano.

Per il tempo che ci resterà
compreremo parole
in offerta speciale, stelle senza nome
sulle pagine sgualcite d’un libro
di qualche matto poeta d’oltre confine.
Ci lasceremo trasportare
dentro un sonno scuro di metallo,
ignari dello scorrere del sogno,
per poi destarci in un sussulto
pieno di storie senza memoria.

E partire di nuovo
sarebbe come graffiare
quel cielo basso sopra il cuore,
una mossa del coraggio:
il bianco mangia il nero e poi s’arrocca.
Forse aspetteremo solamente
che arrivi qualcun altro,
ad offrirci del buon vino:
sarà il rumore dei calici sfiorati
a darci ancora la certezza d’esser vivi.
oltre l’ingannevole guado
a sfregiare il fiume.

Foto: David Riondino. Sotto: a sinistra Stefano Peressini con Gianluca Franci

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