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Pmi, l’estate della stangata fiscale è vicina Economia

Mentre l'inverno sembra non voler lasciare la presa, l'estate che si preannuncia per la Pmi sembra particolarmente amara. Motivo? Nei prossimi mesi di giugno e luglio lavoratori autonomi e piccoli imprenditori dovranno prepararsi a "vuotare" un bel po' del contenuto delle loro tasche nel cesto dello Stato: vale a dire, si troveranno di fronte a un vero e proprio "stress/test" (la definizione è della Cgia di Mestre che ha approntato uno studio in proposito) contributivo.

L'oggetto? Le scadenze contributive che si affollano numerosissime nei primi mesi estivi: i versamenti Inps, la tassa annuale di iscrizione alla Camera di Commercio, prima rata Imu e Tares, autoliquidazione Irpef (che prevede, secondo quanto annota la Cgia, il saldo 2012 e l'acconto 2013); in definitiva, calcolando la sommatoria impositiva, si giunge a circa 27.500 euro da "dare" per il contribuente.

Ed ecco i risultati dell'analisi condotta attraverso le simulazioni dell'Ufficio Studi Cgia Mestre, che configurano 4 diverse tipologie aziendali: un commerciante, che pagherà tra i 4.452 e i 4.676 euro, un artigiano, tra i 6.948 e i 7.206 euro; una società di persone con 2 soci e 4 dipendenti, fra i 17.733 e i 18.409 euro; una società con 2 soci e 10 dipendenti, fra i 25. 401 e i 25.737 euro.

Lo scarto fra il primo valore e il secondo è dovuto alla base di calcolo, che nel caso del primo valore è stabilito su aliquote medie dell'Imu e delle addizionali Irpef, nonchè a una maggiorazione Tares pari a 0,3 euro al metro quadro; nel secondo valore pesa invece uno scenario in cui si immagina che Regioni e Enti locali elevino fino al valore massimo consentito le aliquote dei tributi estivi, oltre alla maggiorazione Tares fino a 0,4 euro al metro quadro.

Qual'è il rischio di questo prelievo? Lo spiega Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia Mestre che ricorda che le piccole e micro imprese affronteranno i mesi estivi a corto di liquidità e già molto toccate dai prelievi fiscali, tanto da correre il rischio che il prossimo appuntamento fiscale "ne spinga moltissime fuori mercato".

La ricetta di Bortolussi? "Invitiamo i leader politici a trovare un accordo, affinchè si costituisca in tempi brevi un Governo che affronti le emergenze economiche che sono sul tappeto – dice il segretario della Cgia – mi riferisco alla necessità di alleggerire l’impatto economico che avrà la nuova tassa sull’asporto rifiuti (Tares) e di scongiurare l’aumento dell’Imu sui capannoni, altrimenti molti piccoli imprenditori saranno costretti, loro malgrado, a chiudere definitivamente i cancelli o le saracinesche delle proprie attività. Inoltre, bisogna assolutamente evitare che dal 1° luglio si verifichi l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22%. Se ciò non avverrà, i consumi subiranno un’ ulteriore contrazione, penalizzando proprio le piccolissime imprese che vivono quasi esclusivamente della domanda interna. Infine, bisogna immettere liquidità al sistema economico, agevolando l’accesso al credito e sbloccando da subito i 70 miliardi di pagamenti che la Pubblica amministrazione deve alle imprese”.

Per quanto riguarda poi le imposizioni contributive, riprendendo i dati diffusi dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, è interessante ripercorrere le modifiche che si sono susseguite a livello normativo a partire dal 2011, che danno il quadro della situazione: per quanto riguarda l'Irpef, la "stretta" dovuta alla deducibilità a fini fiscali delle auto blu, passa dal 40% al 20%. Una disposizione che farà sentire i primi effetti a partire da giugno-luglio. In concomitanza contribuiscono a ridurre gli esborsi dovuti alle imposte dirette la deducibilità dell'Irap relativa al costo del lavoro, che, come precisa la nota della Cgia Mestre, "è introdotta dal dl Salva Italia".
Inps, aumento dello 0,45% annuo per artigiani e commercianti, una crescita che si protrarrà fino al 2018, anno in cui si raggiungerà la soglia di prelievo del 24% per i primi e del 24,09% dei secondi.
Tares, che  a partire dal 2013 rimpiazzarà la vecchia Tarsu: una nuova imposta più onerosa motivata dal fatto che coprirà l'intero costo dello smaltimento dei rifiuti. Oltre a ciò è prevista una maggiorazione di 0,3 euro che a discrezione dei Comuni potrà essere portata fino a 0,4 euro al metro quadro. La prima "nuova" rata verrà pagata a partire da luglio.
Imu, aumenta il coefficiente per la determinazione della base imponibile, che passa da 60 a 65, aumentando l'iposta sui capannoni.
Irap, si riduce il peso fiscale per le imprese che hanno alle loro dipendenze donne o giovani di età inferiore ai 35 anni. La deduzione infatti passa da 4.600 euro a 10.600, con un ulteriore vantaggio per Sud e Isole, da 9. 200 euro a 15.200.

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