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Poesia a teatro: gli attori leggono il testo poetico Spettacoli

Firenze –  La compagnia de I Nuovi  porta in scena al Teatro Niccolini di Firenze i versi di alcuni fra i maggiori  poeti italiani tra l’800 e il ’900. Si è partiti da “Io nel  pensier mi fingo”, primo di cinque quadri lirici su testi di Giovanni Pascoli. I prossimi appuntamenti sono: Guido Gozzano (15 marzo), Aldo Palazzeschi (5 aprile), Carlo Betocchi (3 maggio), Dino Campana (10 maggio). Il progetto è a cura di Sauro Albisani.

“Quello che cercheremo di fare in scena – afferma Albisani – è una lettura non tradizionale del testo poetico e lontana dal canone consolidato della tradizione letteraria, perché tenteremo di offrire allo spettatore un ingresso, quasi un’­irruzione, nella caverna segreta del cuore del poeta, per riuscire a individuare il punto in cui è scattato, in un dato momento, il concepimento della poesia”.

In questo spettacolo prodotta dalla  Fondazione Teatro della Toscana, ad  accompagnare le liriche, la musica di Andrea Portera eseguita dal vivo da elementi dell’Orchestra da Camera del Maggio Musicale Fiorentino / Ensemble BIOS (solo per la data del 22 febbraio), Datura Brass Ensemble, Menura Vocal Ensemble..

In  questa serie di spettacoli  prodotti dal Teatro della Toscana, le poesie dei vari autori sono inserite all’interno di una cornice, una sorta di canovaccio che cerca di suggerire agli spettatori le vicissitudini interiori che sperimenta un artista quando si sente in prossimità della creazione artistica. Dentro di lui sta per nascere, nel vero senso del termine, una poesia ed è questo particolare e prezioso processo che Io nel pensier mi fingo vuole indagare.

“Il nostro esperimento – conclude Albisani – è una catabasi, una discesa verso l’ora remota e occulta del concepimento del testo poetico, fino all’epifania della sua prima sillabazione. Per ogni appuntamento il canovaccio che fa da cornice alle poesie tenta di disegnare la mappa di una geografia interiore, che è poi la topografia, la carta psichica, delle ossessioni del poeta”. 

Questo il calendario dei prossimi atti unici, (che hanno inizio  sempre  alle ore 19)

15 marzo

ED IO NON VOGLIO PIÙ ESSERE IO – KAMMERMUSIKGOZZANO

lettura di poesie scelte di Guido Gozzano

con Maddalena Amorini, Mattia Braghero, Fabio Facchini, Claudia Ludovica Marino, Nadia Saragoni, Filippo Stefani

Nel salotto di Nonna Speranza tra le buone cose di pessimo gusto, muovendoti in un teatrino domestico che dipingi spietatamente senza fingere di ignorare la quotidiana miseria dei suoi orizzonti e amando tuttavia sinceramente l’inermità delle creature che a quegli orizzonti si affacciano con tutta la loro ingenuità, con quell’inconsapevolezza che può rendere belle anche due iridi sincere, “azzurre d’un azzurro di stoviglia”.

5 aprile

L’INCENDIARIO – CABARETPALAZZESCHI

lettura di poesie scelte di Aldo Palazzeschi

con Federica Cavallaro, Claudia Ludovica Marino, Nadia Saragoni, Athos Leonardi, Vittorio Pissacroia, Lorenzo Volpe

Un poeta è anche un attore: mette in scena impudicamente se stesso. Ma cosa succede quando un attore è anche un poeta? Ne nasce una poesia incendiaria, capace di smascherare l’ipocrisia degli atteggiamenti, di dissacrare ogni forma di gretto perbenismo, di scandalizzare la società borghese, mettendone a nudo gli alibi, svelando con la forza dirompente e iconoclasta del riso che essa non è fatta, come sembra, di rose e di viole. E, apposta per chi non ci crede, a Palazzeschi basta dare la parola ai fiori: ascoltare per credere.

Al termine dell’evento ci catapulteremo in un’autentica serata futurista dei primi del ’900 di cui il pubblico, grazie a un gioco di ruolo, sarà il protagonista.

I Nuovi guideranno lo svolgimento della serata fino al raggiungimento dell’obiettivo finale: l’arresto dei futuristi e dei facinorosi da parte dei poliziotti in borghese. 

3 maggio

IL MANOVALE DELLA CARITÀ – CANTATABETOCCHI

lettura di poesie scelte di Carlo Betocchi tratte da “L’anno di Caporetto”

con Davide Arena, Maria Lucia Bianchi, Federica Cavallaro, Ghennadi Gidari, Filippo Stefani, Erica Trinchera

Cos’è la realtà che vince il sogno? La realtà che vince il sogno è la carità, che dribbla la fine dell’exitus, lavora anche il sabato perché il deus absconditus non si riposa mai: continua a creare il suo universus oriens per un eccesso incontenibile di generosità, di longanimità.

La carità non spiega, ma mostra il mistero: se vedi la carità, vedi la Trinità.

10 maggio

CHIMERA – OPERACAMPANA

lettura di poesie scelte di Dino Campana

con Davide Arena, Maria Lucia Bianchi, Alessandra Brattoli, Anastasia Ciullini, Vittorio Pissacroia, Sebastiano Spada

Dove poggiare il capo se il baricentro della tua vita è l’inquietudine? Di mestiere puoi fare solo l’apolide, il girovago: poeta nomade che vende le sue poesie alle Giubbe Rosse strappando dal suo unico libro quelle che non si confanno alla faccia dell’avventore.

Un uomo che sente di perdere, giorno dopo giorno, la capacità di pensare e si aggrappa come un naufrago alle immagini della realtà, gravide del loro mistero sibillino, per procrastinare con titanico agonismo il naufragio nel mare della follia, dove il destino della parola poetica è il silenzio.

Musiche di Andrea Portera  eseguite dalla Orchestra da Camera del Maggio Musicale Fiorentino / per la data del 22 febbraio Ensemble BIOS: Gabriele Bellu e Damiano Tognetti violino, Giuseppe Ambrosini viola, Lucio Labella violoncello, Datura Brass ensemble, Menura Vocal Ensemble direttore Andrea Vitello  con la partecipazione di Andrea Pennati chitarra, Tommaso della Croce flauto, Marcello Nesi percussioni, tromba

Foto: I Nuovi (di Filippo Manzini)

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