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Polemica a distanza fra Renzi e Nencini sull’aumento dell’Irpef regionale Politica

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, aveva dichiarato che la Regione Toscana, grazie all’aumento dell’Irpef regionale, ha aumentato troppo le tasse. La risposta di Riccardo Nencini, assessore regionale al Bilancio, non è tardata ad arrivare, ed è stata durissima. Conti alla mano, aveva dichiarato Renzi, dall’incremento dell’Irpef la Regione otterrà fra i 23 ed i 25 milioni di euro. Questi soldi, aveva spiegato il primo cittadino fiorentino, verranno tolti al Comune e la Regione incasserà, grazie alla manovra del Governo Monti, tanti soldi quanti non ne ha mai avuti. «Le dichiarazioni del sindaco Renzi – ha risposto senza troppi fronzoli Nencini – rischiano, per la loro inesattezza, di provocare confusione nei cittadini toscani. Non se ne dolga se mi permetto di fargli avere un Bignami sui provvedimenti economici dei quali parla». Innanzitutto, ha spiegato l’assessore regionale al Bilancio, «il governo Monti non ha conferito alle Regioni nessun potere di nuova tassazione». L’articolo 28 del decreto SalvaItalia, ha continuato Nencini, spiega chiaramente che il maggior gettito discale (150 milioni di euro) derivante dall’aumento dell’addizionale Irpef a partire dal 2011 dovrà essere destinato interamente al servizio sanitario. Infine, ha continuato l’assessore al Bilancio della Regione, l’aumento dell’addizionale Irpef riguarderà, in Toscana, solo i redditi superiori ai 75.000 euro e permetterà un incasso di 11 milioni di euro che verranno destinati al sociale ed al trasporto pubblico locale. «Si tratta di una manovra da “peso piuma” – ha concluso Nencini – rispetto ai tagli-Tyson che il Governo ci ha imposto per 550 milioni, una manovra che lascia l’Irpef dei toscani ai livelli più bassi d’Italia. Le restanti risorse le recupereremo tagliando i costi della politica, eliminando il superfluo, riordinando e riorganizzando il sistema degli enti, razionalizzando la spesa, e con un’efficace azione di contrasto all’evasione fiscale. Quanto a Firenze non subirà nessuna penalizzazione». La reazione dell’amministrazione comunale fiorentina, però, non si è fatta attendere. «Per studiare le manovre del Governo sappiamo leggere gli atti ufficiali», ha dichiarato l’assessore comunale al Bilancio, Claudio Fantoni.«Se proprio non sappiamo come fare siamo abituati a scaricarli da internet e non importa, dunque, che l’assessore Nencini (già in dura polemica con il Comune di Firenze nel suo ruolo di segretario nazionale di un partito per il cambio di un assessore) ci regali un Bignami. Non ci servono i suoi regali. Ci interessa che i soldi che i fiorentini daranno alla Toscana siano spesi bene», ha continuato con riferimento alle parole spese dall’assessore regionale a proposito dell’esclusione di Elisabetta Cianfanelli dalla Giunta Renzi. Conti alla mano, ha spiegato Fantoni, con l’incremento dell’Irpef nazionale (0,33%) e dell’Irpef regionale (0,5% sui redditi da oltre 75.000 euro l’anno) i cittadini di Firenze pagheranno fra i 25 ed i 30 milioni di euro. «Nonostante tutte le precisazioni dell’assessore Nencini – ha concluso – l’aumento dello 0,5% Irpef è una libera scelta della Toscana».

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