energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Foreste, proposte per una nuova politica Ambiente

La gestione dei boschi e delle foreste rimane un tema d’interesse strategico trasversale a diverse politiche: economica, ambientale, sociale, culturale, ancor più nello scenario dell'Europa 2020. Quale la giusta politica per fare del patrimonio forestale dell'Italia un volano di sviluppo economico, sociale e territoriale delle aree interne, rurali e montane del'paese?
Parte da Firenze un appello per un nuovo percorso politico che ponga più attenzione al patrimonio forestale nazionale e alla sua gestione attiva, garantendo un efficace coordinamento istituzionale per la materia forestale. Risposte e proposte sono emerse infatti nell'ambito di un ampio confronto tra operatori del settore forestale e amministrazioni competenti in materia forestale svoltosi a Firenze lo scorso 15 e 16 gennaio con l'obiettivo di fare il punto sulla politica forestale nazionale, anche alle luce dei nuovi e improcrastinabili impegni comunitari e internazionali che l’Italia deve rispettare. Si tratta del convegno “Politiche forestali e sviluppo rurale per la programmazione 2014-2020”, organizzato dalla Rete rurale nazionale e dal Gruppo di lavoro sul Paesaggio del Mipaaf, in collaborazione con l'Osservatorio Foreste dell'Istituto nazionale di Economia Agraria e il Dipartimento di Gestione dei sistemi agrari, alimentari e forestali dell'Università degli studi di Firenze.

Cinque sono i punti che gli organizzatori del convegno vedono importanti per una politica forestale vincente:  1) la creazione di una direzione generale per le Foreste presso il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali; b) la semplificazione, aggiornamento delle normative e dei regolamenti forestali e degli iter autorizzativi; c) il coordinamento delle competenze amministrative in materia forestale sia a livello regionale che locale, affinchè cittadini e operatori abbianoun unico referente pubblico per l’applicazione delle norme e delle procedure che riguardano la gestione e valorizzazione del patrimonio forestale pubblico e privato; d) l'elaborazione di linee di indirizzo nazionali, nel rispetto delle competenze e ruoli istituzionali;  e) un sistema informativo pubblico coordinato, armonizzato, con periodico aggiornamento delle informazioni, anche statistiche sulle caratteristiche delle risorse forestali, le dinamiche evolutive e i settori produttivi collegati, a supporto della programmazione e pianificazione forestale, nazionale, regionale e locale.

Non è certo una novità che il potenziale economico dei boschi italiani rimane inespresso, che pure è stata ribadita al convegno, ma ora il mercato del legno mostra tendenze preoccupanti alle quali è necessario reagire rapidamente – avvertono gli esperti riunitisi a Firenze – , sfruttando al meglio tutte le potenzialità economiche e produttive dei boschi migliorando la struttura e le capacità organizzative nonché l’efficienza produttiva delle filiere forestali nazionali.

Al centro del dibattito anche le debolezze dell'attuale politica forestale, che bloccano lo sviluppo del settore forestale, e la funzione ambientale delle foreste. Tra le prime la crescente sovrapposizione di competenze e ruoli a livello nazionale, regionale e locale con incertezze, contenziosi e appesantimento negli iter amministrativi a svantaggio degli operatori del settore e della efficacia delle politiche. Mentre è urgente, hanno sottolineato i relatori, promuovere e dare continuità alla gestione attiva del patrimonio forestale, quale strumento indispensabile per lo sviluppo delle filiere produttive legate ai prodotti legnosi e non legnosi, la tutela del territorio e la salvaguardia ambientale e paesaggistica, la conservazione delle componenti bio-culturali del territorio italiano, la protezione e prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi.  "Superando la contrapposizione creatasi negli anni passati fra le esigenze di conservazione e le necessità di produzione – spiega la nota di Inea – , aspetto che trova adeguata soluzione nella gestione multifunzionale delle risorse forestali".

La creazione di una direzione generale per le Foreste presso il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Una struttura – spiega Inea –  che, nel rispetto delle competenze e dei ruoli che la Costituzione definisce circa i rapporti fra Stato e Regioni, rappresenti il punto di riferimento e di indirizzo per le politiche forestali nazionali, di coordinamento istituzionale per il Mipaaf, interistituzionale per i ministeri competenti in materia forestale e per le Regioni, nonché intersettoriale per i principali attori delle filiere forestali. Anche nell’intento  – prosegue la nota Inea – di dare piena attuazione alla strategia forestale nazionale definita dal Programma Quadro per il Settore Forestale, valorizzando e rinforzando il ruolo e le competenze del Tavolo di coordinamento forestale istituito presso il Mipaaf con il PQSF.

Le linee di indirizzo minime di livello nazionale. Le linee di indirizzo nazionali – dettaglia la nota Inea – dovrebbero puntare a promuovere azioni e interventi in vari segmenti e livelli del settore forestale: la pianificazione e gestione delle proprietà forestali (pubblica e privata); azioni di prevenzione dei rischi naturali e antropici, salvaguardando l'integrità e forma associata o su aree di vasta dimensione; la salute degli ecosistemi forestali, con particolare riferimento ai processi di adattamento al cambiamento climatico, al dissesto idrogeologico, al valore paesaggistico e ai valori naturalistici; la diffusione di modelli imprenditoriali innovativi che leghino gli aspetti di premialità a chi investe, vive e gestisce i territori forestali; il miglioramento qualitativo e quantitativo delle produzioni forestali (legnose e non legnose) possibile solo con impegni di lungo periodo, individuando nella componente economica i presupposti per una gestione attiva del territorio forestale; un'adeguata formazione degli operatori forestali, indispensabile per lo sviluppo del settore e delle filiere forestali, per il miglioramento della competitività territoriale, settoriale e di filiera, per la tutela ambientale e paesaggistica, per una costante fornitura di beni pubblici e servizi ecosistemici; lo sviluppo e il coordinamento di elenchi o albi di imprese, singole e associate, accreditate all'esecuzione di lavori, opere e servizi in ambito forestale e di difesa del territorio.
 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »