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Politiche europee e agricoltura, da Firenze suona l’allarme Economia

Agricoltura italiana e toscana, suona l’allarme, e Toscana Emilia Romagna e Marche lanciano da Firenze la proposta di un patto delle Regioni e del Sistema Paese. Non solo: di fronte all’asse franco-tedesco, la proposta è quella di allargare il “patto” a tutti i paesi mediteranei che fanno parte dell’Unione Europea e che rischiano di vedere colpite pesantemente le loro agricolture.
L’occasione, l’incontro avvenuto ieri nel contesto dell’Expo Rurale 2011 fra gli assessori all’agricoltura della Regione Toscana, Gianni Salvadori, dell’Emilia Romagna, Tiberio Rabboni, e delle Marche, Paolo Petrini. L’allarme è stato condiviso anche dal rappresentante della Regione Umbria, intervenuto al posto dell’assessore Fernanda Cecchini, impossibilitata a partecipare.
Le indiscrezioni che trapelano sui criteri guida della Pac (politica agricola comunitaria) del 2013 sono di quelle che fanno drizzare i capelli sulla testa. In particolare per i paesi mediterranei, e in particolare per la Toscana: i nuovi contributi, pare di capire da ciò che filtra da Bruxelles, saranno erogati in base prevalentemente alla superficie agraria utile.
Una minacciosa prospettiva per chi, come nelle nostre campagne, gode storicamente di eccellenze qualitative impiantate su superfici adibite ad aree di coltivazione medio-piccole.
A questo, si aggiunga il criterio del “greening”. La pratica, che prevede un rafforzamento dell’efficacia ambientale della Pac, è ancora in via di definizione da parte dell’autorità europea; ma ciò che trapela, spaventa gli agricoltori italiani.
Al momento, non esiste un elenco esaustivo delle pratiche agricole che verranno sostenute nell’ambito della componente “verde” dei pagamenti diretti.
Tuttavia, allo studio sembrano la copertura vegetale, la diversificazione produttiva (rotazione delle colture), pascoli e prati permanenti; set e aside ecologico, agricoltura biologica.
Misure che per la maggior parte non si confanno all’agricoltura italiana e in particolare a quella toscana, mentre sostanzialmente favoriscono l’agricoltura nord europea.
Specificità ambientali della nostra agricoltura altamente specializzate, come l’olivicoltura, la frutticoltura, la viticoltura, l’agrumicoltura, l’agricoltura socmmersa (riso), le pratiche antierosione e le colture intercalari, solo per fare qualche esempio, rimarrebbero fuori dal greening.
Inoltre, non sono ancora noti i dettagli dell’aiuto: importo (comunque limitato, fra 80 e 200 euro a ha) , se commisurato alle tiipologie di inverdimento o uguale per
tutte.
In definitiva, non sarebbero sufficientemente premiati i temi della qualità e della tipicità, emblemi della nostra agricoltura.

E un appello alla rapidità d’azione è stato rivolto al governo dall’assessore toscano Gianni Salvadori.
“Dopo il 12 ottobre – ha detto – dovremo immediatamente dare un segnale politico, come Paese, su questo tema, sul quale le Regioni hanno già una posizione unitaria. E’ questo il momento, se lo manchiamo saranno dolori forti per l’agricoltura del nostra Paese”.
Il 12 ottobre, infatti, è attesa la presentazione della proposta da parte del Commissario Ue Duncan Ciolos.

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