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Polizia mortuaria, è di nuovo guerra in Consiglio Società

Ha tutte le caratteristiche per diventare una vera e propria polemica capace di sollevare passioni e contrasti forti, il regolamento di polizia mortuaria approvato dalla giunta comunale a marzo, bloccato per le plemiche innescate, ripresentato senza modifiche proprio nel punto più "caldo". Che è, come evidenziato dalle polemiche dei mesi passati, la previsione di un vero e proprio cimiterino, dentro l'area di Trespiano "dedicato" (riportando l'esatta dicitura del testo) "al ricevimento di feti che non siano stati dichiarati come nati morti, di prodotti abortivi e di prodotti del concepimento". Con tutto il corollario di coprifossa, monumentini, ecc. Che abitualmente presenziano alle sepolture in area cimiteriale.

Perchè questa norma fa tanto discutere? A dire il vero, infatti, la legge nazionale , la 285/ 1990, già consente la sepoltura dei feti. Ma la differenza, ciò che fa discutere, è la previsione di "apposita area" corredata con tutto ciò che la rende un vero e proprio cimiterino dei "bambini mai nati". Ornella De Zordo, consigliere comunale di Unaltracittà, spiega con acutezza nel suo intervento la dimensione reale che sta sotto alla decisione della giunta dichiaratamente di centrosinistra che regge la città: "Perché si vuole istituire un'area apposita dentro il cimitero comunale di Firenze? – chiede De Zordo – Che senso ha un vero e proprio cimiterino con monumenti e altri ricordi se non sancire il principio che un feto è una persona, con tutte le conseguenze giuridiche oltre che culturali che esso comporta?
Non è un caso che la norma contenuta nel Regolamento approvato dalla Giunta di Firenze piaccia molto agli antiabortisti, dato che ha una forte valenza ideologica pro-life, e surrettiziamente tende a disincentivare il ricorso all'aborto assistito. Ricordiamo alla Giunta che l’interruzione assistita della gravidanza è stata una conquista difficile che ha strappato i corpi della donne dalle mani di mammane e medici che praticavano aborti nell'illegalità e che su quei corpi lucravano".

Insomma, il "cimiterino" dedicato dalla giunta fiorentina va ben al di là di un'innocente applicazione di una legge che già esiste. Il bagaglio ideologico di cui è prodotto porta direttamente alla famosa domanda: il feto è una persona? Chi compie un'interruzione di gravidanza è un assassino? E' questo il senso dell'obiezione di Ornella De Zordo, quando spiega: "E' evidente che questa norma del Regolamento fiorentino contrasta nettamente con la legge 194 e contraddice il principio stesso su cui questa si basa, qualificandosi come un vero e proprio attacco a una norma che difende un principio ancora troppo debole in Italia, cioè l'autodeterminazione delle donne. Inoltre, finisce inevitabilmente per colpevolizzare chi già affronta una scelta dolorosissima e abortendo compie una scelta legittima ma molto sofferta".

E' inevitabile che la questione "cimiterino" diventi dunque, fatalmente, ideale e politica. Quanti nel Pd avvallano la scelta della giunta? Quanti sono perplessi? Quanti effettivamente contrari? A marzo le polemiche, anche interne, furono tali da bloccare la norma e dunque il regolamento. A settembre, visto il testo pressochè identico, viene il dubbio che le perplessità interne non siano state ascoltate.  Il problema posto da De Zordo, dunque, è molto ampio e articolato. "Siamo sicuri che la posizione della Giunta Renzi corrisponda alla sensibilità del consiglieri e delle consigliere della maggioranza? – continua il consigliere di Altracittà – il tema, così delicato, è stato affrontato all'interno del gruppo consiliare del PD? E chi in quel partito si era espresso contro questa norma ha avuto ascolto? Non sembra, a giudicare dal testo rimasto identico. Ci aspettiamo ora che siano coerenti e disponibili a votare un emendamento soppressivo".

Altracittà annuncia battaglia in Consiglio, con la presentazione di un emendamento soppressivo del comma 7 dell'art.26 del regolamento. Una battaglia che potrebbe travalicare dalle mura del Palazzo e raggiungere la città. O diventare l'ennesimo esempio di quella "maggioranza liquida" che ormai da mesi assicura la "pax" renziana.

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