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Polizia Municipale, dibattito aperto sul caso Firenze Breaking news, Cronaca

Firenze – Sono tesi i rapporti tra il Corpo della Polizia Municipale e Palazzo Vecchio, nelle scorse ore un incontro distensivo tra le parti ha avuto esito negativo generando come risposta da parte degli agenti lo sciopero del 28 agosto.
Il sindaco Dario Nardella ha rivendicato la promessa di raddoppiare l’indennità di disagio, una offerta che però non sarebbe stata accolta bene dagli agenti. Agenti che, in alcuni casi, fatti due conti non sarebbero soddisfatti dal mero raddoppio di una indennità (era comunque maggiore in precedenza?) e che invece portano l’attenzione su quegli straordinari chiesti anni fa e sui quali vi sarebbero ancora dei punti da chiarire.
Ma è solo un problema economico? Sembra di no, a giudicare dalle reazioni del web il malumore riguarderebbe una considerazione del Corpo da parte dell’autorità politica che lascia l’amaro in bocca.

Ci siamo abituati a vedere schierate le flotte di motorini, biciclette, automezzi bordati di fascia rossa in campo bianco ed apparecchiature telemetriche a distanza in dotazione. E’ sufficiente? Occorre di più per garantire la funzionalità degli agenti? Occorre rivedere in toto l’organizzazione del servizio?

Nel capoluogo toscano si sono accesi i riflettori su una sconosciuta categoria di dipendenti pubblici: i vigili. Dai fantozziani amministrativi seduti alle scrivanie si arriva così sulle strade trovandosi al cospetto di uomini e donne che hanno poco del Vigile alla Alberto Sordi.
Una riflessione di mezza estate che rischia di cadere nel silenzio e che invece meriterebbe più attenzione da parte dell’opinione pubblica in un momento in cui la collaborazione diretta tra chi rappresenta l’ordine e la cittadinanza dovrebbe presentarsi più salda che mai.

Nelle scorse ore Maurizio Calió, responsabile della Polizia Municipale del Comune di Firenze per la Uil Fpl ha respinto le richieste del primo cittadino sull’uso dell’orario notturno e sui limiti di età per gli agenti in servizio ritenendo “grave che i nostri interlocutori non abbiano fatto accenno alla sicurezza dei lavoratori, omettendo di parlare di formazione e dotazioni (spray), omettendo anche di parlare di riorganizzazione”.

“Il servizio dei vigili urbani sia un servizio che può funzionare bene; come un operaio, un insegnante, un dipendente della pubblica amministrazione di qualsiasi tipo a 50 anni fa il lavoro per cui è stato assunto, anche il vigile urbano deve fare la stessa cosa” questa dichiarazione del primo cittadino è stata rilanciata sui Social dall’ex assessore fiorentino, Graziano Cioni, detto “Lo Sceriffo” che da questo parte per scrivere un post su Facebook che risulterà particolarmente apprezzato dalla categoria: non si contano, infatti, i “Quanto ci manchi, Graziano”.
Commenta l’ex capo della Municipale: “Il lavoro dell’agente di Polizia Municipale, su strada in divisa, non si può paragonare “ad un dipendente della pubblica amministrazione di qualsiasi tipo… ” altrimenti non si conosce il lavoro del vigile né si conosce la città. Il vigile in strada è un poliziotto a 360 gradi che deve far fronte ad ogni emergenza, cosa che ha fatto fino ad oggi con competenza e professionalità”.

Il plauso virtuale che arriva da parte di molti addetti ai lavori permette di comprendere meglio la situazione. Si evidenzia un ruolo dell’agente che supera i confini dell’atto sanzionatorio, “Quelli che fanno le multe” sconfinando nel territorio delle forze dell’ordine.
Non serve però andare a sbirciare sull’interessante bacheca di Graziano Cioni per conoscere il ruolo degli agenti, basterebbe fare una veloce ricerca dei comunicati ufficiali di Palazzo Vecchio dove si possono trovare inseguimenti in strada con relativi spintonamenti, appostamenti sui furti di biciclette e motorini, interventi su scippi e borseggi, intercettazione dei più o meno riusciti nascondigli di merce contraffatta e sostanze stupefacenti. Insomma l’agente non ricoprirebbe il ruolo di ‘sentinella‘ pronta a dare l’allarme a Polizia e Carabinieri, ma avrebbe un ruolo di prima linea sulla strada.
Ed allora è “Contrasto della criminalità” il termine da usare oltre alla mancata disciplina rispetto al Codice della Strada.

A difesa degli agenti anche il consigliere regionale Jacopo Alberti, che cita i dati forniti dal Corriere Fiorentino sugli “820 agenti, 126 dei quali abilitati al servizio esterno, 57 over 50 con inidoneità permanete ma indennità”.
Dice Alberti “Nardella non se la prenda con gli agenti ma si chieda chi ha alimentato questo sistema. A scanso di equivoci: la polemica è solo sulla giunta Pd Nardella e non sugli operatori della Municipale che fanno “miracoli” lavorando con mille difficoltà e impedimenti”.

Il sistema dovrebbe aiutare a comprendere e sostenere l’attività degli agenti sulle strade, se portasse realmente tutta questa incertezza, allora un problema ci sarebbe e non di poco conto.

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