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Poliziotti manifestano in piazza della Repubblica contro i tagli del Governo Cronaca

I tagli indiscriminati operati dal Governo rischiano la paralisi della polizia di stato e per questo in tutta Italia le forze dell’ordine sono scese in piazza per protestare contro delle condizioni di lavoro ai limiti dell’inverosimile. Caserme nelle quali si trema dal freddo, uffici immigrazione senza bagni perché mancano i soldi per farne effettuare la pulizia, servizi di mensa sospesi per violazione delle norme sull’igiene a Grosseto, a Livorno ed alla Gorgona. Sembrerebbero storie inventate, ed invece sono solo alcuni dei casi più eclatanti delle difficoltà alle quali gli agenti di polizia vanno incontro in Toscana a causa degli ultimi 60 milioni di euro tagliati dal Governo. Ma non finisce qui. Le prigioni non possono essere messe a norma per mancanza di fondi. Nel carcere fiorentino di Sollicciano mancano circa 150 unità di personale, mentre in tutta la Toscana l’organico della polizia è carente di circa 800 unità. A Livorno la polizia penitenziaria dispone di due vecchi furgoni con oltre 300.000 kilometri nel motore, ma i due mezzi, un Ducato ed un Indigo, non possono essere usati negli stessi orari perché per muoversi utilizzano gli stessi pneumatici. A Firenze, invece, il parco macchine della polizia è ben attrezzato, ma manca la benzina per far viaggiare i veicoli. Tanto che nei giorni scorsi sono saltate una decina di udienze perché le auto della polizia non sono riuscite a raggiungere il tribunale. Per protestare contro tutto questo ieri, 18 ottobre, i poliziotti sono scesi in piazza i tutta Italia. A Firenze alcune decine di agenti si sono dati appuntamento in piazza della Repubblica ed hanno allestito un presidio di protesta contro i tagli al comparto sicurezza. «Aiutate i desperados della polizia di stato», era scritto sui volantini che distribuivano ai passanti. Assieme a loro avevano delle taniche di benzina vuote che simboleggiavano la mancanza di carburante per rifornire le volanti. Ai passanti sono anche stati distribuiti dei finti bollettini per fare una donazione alla polizia. Una donazione che ponga rimedio a quanto lo Stato non è più in grado di garantire. Ossia il diritto alla sicurezza.

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