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Polo della Memoria, il Memoriale Italiano di Auschwitz a Firenze Società

Firenze – Nei prossimi mesi il memoriale italiano di Auschwitz, inaugurato nel 1980 nel Blocco 21, che celebra tutti gli italiani caduti nei campi di concentramento nazisti, sarà accolto a Gavinana nel Quartiere 3. Il presidente Commissione Cultura Maria Federica Giuliani: “Grazie al sindaco per l’impegno preso e la comunicazione al Consiglio comunale”.Il memoriale italiano, voluto da Aned,  è una spirale ad elica all’interno della quale il visitatore cammina come in un tunnel, rivestita all’interno con una tela composta da 23 strisce dipinte da Pupino Samonà, seguendo la traccia di un testo scritto da Primo Levi. Dalla passerella lignea che conduce il visitatore nel tunnel sale la musica di Luigi Nono, Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz.

“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario” queste parole di Primo Levi accompagnano le tante iniziative istituzionali per onorare la Giornata della Memoria (27 febbraio) che in Toscana proseguono fino al 6 febbraio.  “Grazie al sindaco – ha dichiarato Maria Federica Giuliani, presidente della Commissione Cultura e Sport del Comune di Firenze – che ieri in Consiglio durante il suo intervento ha presentato il progetto per il Polo della Memoria che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz, l’opera in arrivo dal Blocco 21 per ricordare la disumana violenza della Shoah e che troverà casa a Gavinana nel Quartiere 3.

Ieri sera alla biblioteca delle Oblate l’evento “Sono qui. Voci dai campi”.
“Un’operazione – ha proseguito la Giuliani – condotta congiuntamente dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, dopo l’appello di un anno fa dell’Associazione nazionale dei deportati nei campi nazisti (Aned) che è proprietaria dell’opera. C’è qualcosa che non è morta nei campi di sterminio nazisti, malgrado la furia omicida delle SS, le camere a gas, le persecuzioni, le atrocità che portarono allo sterminio di circa 6 milioni di ebrei innocenti. E’ la musica”.

L’opera del memoriale è stato realizzato grazie alla collaborazione di alcuni importanti nomi della cultura italiana del Novecento. Il progetto architettonico è dello studio BBPR e inserisce nel primo piano del Blocco 21 di Auschwitz. Nelo Risi contribuì alla realizzazione con la sua competenza di regista.

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