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Polo museale fiorentino senza “testa” Cronaca

Firenze – A quasi una settimana dalla decadenza degli interim ai vertici del polo museale fiorentino (ricordiamo che dopo le dimissioni della soprintendente Cristina Acidini era subentrata Alessandra Marino, mentre alla Direzione regionale al posto di Isabella Lapi andata in pensione, era subentrata Vera Valitutto) gli apici dei Beni culturali toscani sono ancora vuoti. Non c’è nessuno.

Infatti, con l’entrata in vigore della riforma Franceschini, alla mezzanotte dello scorso sabato, gli interim ex lege sono decaduti. Il meccanismo prevedeva che al loro posto sarebbero dovuti subentrare immediatamente le nuove figure previste dalla legge, dal momento che il nuovo polo regionale dei musei, figura cardine delle nuove norme, sarebbe dovuto entrare in funzione senza soluzione di continuità. Infatti, sia per l’inedita figura del Soprintendente regionale, sia per l’altrettanto nuovo segretario regionale avrebbero dovuto essere prontamente nominati due nuovi responsabili. Nomine della massima importanza, anche perché uno di loro avrebbe dovuto assumere anche l’interim del Polo Museale Fiorentino per traghettare, nei prossimi mesi, Uffizi, Galleria dell’Accademia e Bargello verso il regime dell’autonomia, in attesa del concorso internazionale con cui si sceglieranno i loro direttori.

Il meccanismo però non ha funzionato, con la conseguenza che il sistema dei beni culturali toscani si trova al momento ad essere ‘acefalo’. “Viviamo in un clima di incertezza – spiega Magnolia Scudieri, direttrice del museo di San Marco a Firenze, del laboratorio di restauro del polo e dirigente ‘anziana’ del sistema dei beni culturali fiorentini – di certo, per adesso, c’è soltanto che in questo vuoto di poteri non è possibile assumere impegni di spesa che vadano oltre l’ordinaria manutenzione. Speriamo che i vertici del nuovo assetto siano nominati al più presto”.

In concreto, dalle parole della direttrice Scudieri si evince che, in questa impasse, i lavori per i nuovi Uffizi saranno rallentati, mentre difficoltà si avranno anche nella gestione del parco storico mediceo di Boboli. Non solo: ne soffriranno anche l’organizzazione di mostre e la realizzazione di interventi straordinari su strutture e opere.

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