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Ospedale Ponte a Niccheri, ascensori fermi e coda di barelle Breaking news, Cronaca

Firenze – L’odissea degli ascensori dell’ospedale Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri sembra non avere fine. E’ infatti di ieri la foto inviataci da un utente che segnala che, sui 23 ascensori in dotazione al nosocomio alle porte di Firenze, erano la maggioranza assoluta quelli fermi, tanto che davanti a uno dei pochi in funzione si era formata una fila d’attesa di barelle. “Ho ipotizzato che si trattasse di un controllo generale a seguito dell’incidente di cui hanno parlato i giornali – spiega l’utente – ma ciò non toglie che vedere la fila di barelle in attesa di fronte a un unico ascensore faccia un certo effetto”. Da ricordare anche che il malfunzionamento degli ascensori, come assicurano sindacati e utenti, non è certo sconosciuto all’interno dell’ospedale di Ponte a Niccheri, dove il problema è stato sollevato più di una volta. Naturalmente, niente finora di paragonabile al “crollo dell’ascensore” avvenuto mercoledì scorso.

Intanto, dopo la denuncia di Cub Sanità e la nota del gruppo consigliare comunale di Spc con i consiglieri Dmitrij Palagi e Antonella Bundu, è arrivata ieri la risposta dell’Azienda Sanitaria che riguarda il crollo dell’ascensore, che per un caso fortuito non ha provocato danni peggiori di un grosso spavento degli operatori che lo avevano in uso. Il fatto, come è stato ampiamente riportato dalla stampa locale, riguarda l’ascensore 8 dell’ospedale di Santissima Annunziata a Ponte a Niccheri, dedicato al trasporto barelle. Alle 19 circa di mercoledì 18 agosto, “gli operatori addetti al trasporto pazienti – come spiega la nota del sindacato – dopo aver portato un paziente in barella nell’apposito ascensore , hanno ripreso l’ascensore con la barella vuota per tornare al pian terreno dal 5 piano. Premuto il tasto hanno sentito un forte rumore e sentito crollare l’ascensore nel vuoto, mentre la porta interna si spostava e il soffitto si staccava dalla cabina. L’ascensore è poi rimasto bloccato e incastrato al piano sotto, gli operatori sono rimasti chiusi nell’ascensore per più di 1 ora ed è occorso l’intervento dei vigili del fuoco, per poterli fare uscire con delle corde”. Insomma un incidente oggettivamente grave, per fortuna risolto senza altri danni che un grande spavento e che solo per una contingenza fortuita non ha visto il coinvolgimento di pazienti in barella.

Da parte del sindacato Cub, dito puntato sulla “cattiva manutenzione delle strutture sanitarie e ospedaliere”, senza dimenticare che gli operatori sanitari esposti al rischio in questo caso che diventa senz’altro simbolo, lavorano “per una Cooperativa in appalto alla ASL” e che “come tutti gli operatori sanitari hanno vissuto e stanno vivendo sulla propria pelle la situazione di rischio e stress lavorativo che da quasi 2 anni coinvolge chi lavora in sanità. Come se non bastasse si trovano anche esposti a rischi di infortunio possibile per la cattiva manutenzione delle strutture sanitarie e ospedaliere”.

Inoltre, dice Paola Sabatini della Cub, la ditta in appalto sembrerebbe aver classificato l’evento come “guasto ordinario”: “Un ‘ulteriore beffa per i lavoratori che vi si sono trovati coinvolti, qualora tale fatto fosse confermato”. A fronte di tutto ciò, la speranza, dicono dal sindacato di base della Sanità, è che, come scritto nel Recovery Plan, gli investimenti per  “realizzare ospedali sicuri , tecnologici, digitali e sostenibili, con azioni miranti all’ammodernamento tecnologico delle strutture ospedaliere” vengano fatti mettendo in primo piano “davvero la messa in sicurezza delle nostre strutture sanitarie e non interventi di “abbellimento” e di immagine come quelli che hanno riguardato diverse delle strutture sanitarie del nostro territorio”.

Intanto, la risposta dell’Azienda Sanitaria riferisce che “Sono in corso gli accertamenti tecnici per stabilire l’effettiva dinamica dell’accaduto. Da un primo esame dello stato dei luoghi e dalle informazioni trasmesse da parte della ditta di manutenzione, sembrerebbe essersi trattato di un danneggiamento occorso al dispositivo “operatore porte” che potrebbe aver determinato, alla ripartenza, un possibile sobbalzo della cabina, certamente non riferibile a rottura, malfunzionamenti o altri inconvenienti degli organi strutturali di sospensione della cabina, nè di quelli di esercizio nè di sicurezza (funi e dispositivi anticaduta). Per quanto riguarda la recente attività di manutenzione sull’impianto si può affermare che questo era regolarmente affidato alla ditta “KONE”. Gli interventi di manutenzione sono stati effettuati regolarmente , oltre all’ultima verifica da parte dell’ente di controllo effettuata il 14/04/2021, con esito favorevole”. Nello sviluppo degli accertamenti, sembrerebbe che l’Azienda Sanitaria attraverso il Pisll (Prevenzione igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro) adombri l’ipotesi di classificare il fatto come “infortunio mancato”. 

 

 

 

 

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