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Ponte Vespucci e il pilone compromesso, Noferi (M5S): “Tutto già noto, lavori mai partiti” Breaking news, Cronaca

Firenze – Sicurezza Ponte Vespucci, la storia è lunga. Gli ultimi episodi, un’interrogazione urgente con risposta scritta entro 10 giorni depositata dalla capogruppo del M5S in consiglio comunale Silvia Noferi e una quasi contemporanea, lunga nota degli uffici tecnici dell’amministrazione comunale, che annuncia l’inizio dei lavori di consolidamento a settembre. Oggetto  dell’interrogazione pentastellata, appunto, “Stato dei lavori di manutenzione del ponte Amerigo Vespucci”. Ma non è la prima volta che la consigliera pentastellata richiama l’attenzione sulla sicurezza del ponte.  Infatti il ponte è in stato di sorveglianza speciale, con tanto di diagnosi proveniente dall’Università di studi di Firenze, fino almeno dal 2015, vale a dire da quando l’Ateneo compì una serie di studi approfonditi sullo stato dell’Arno e naturalmente sui suoi ponti. Il progetto si chiamava “Firenze 2016”  e i risultati furono pubblicati sulla rivista ProgettandoIng della Provincia di Firenze.  Ebbene, fin da quell’epoca emerse il fatto che  un pilone del ponte, a causa delle correnti dovute in buona sostanza alla presenza della pescaia di Santa Rosa, risultava danneggiato. Nell’ambito del progetto “Firenze 2016” fu infatti compiuto un rilievo del fondale dell’Arno “con ecoscandaglio multi-beam del CERAFRI-Centro di Ricerca e Alta formazione per la prevenzione del rischio idraulico, in convenzione con  l’Autorità Idrica Toscana, Publiacqua, e il consorzio di bonifica Medio Valdarno. Alle attività di rilievo contribuì il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Firenze. Furono inoltre effettuati rilievi geometrici delle pile dei ponti e delle sponde. Fra i risultati, emerse la situazione “particolarmente critica per quanto riguarda la sicurezza della pila sinistra del ponte Vespucci, in corrispondenza della quale il rilievo del fondo ha messo in luce un rilevante fenomeno di scavo per 8 metri (all’epoca) di profondità”. Il fenomeno è il seguente: la corrente, secondo la ricerca corredata anche da immagini, “ha eroso il fondo fino ai pali di fondazione della pila, i quali sono a loro volta soggetti al fenomeno erosivo del flusso idrico”, come si legge nella rivista della provincia ProgettandoIng.

La questione in questi giorni è tornato drammaticamente d’attualità, dopo la tragedia di Genova. Oltre all’allarme per la pila, fra i dati che accomunano i due ponti ci sono sia il periodo di costruzione, fra gli anni ’60 e ’70,  sia la  firma, vale a dire quella dell’ingegner Riccardo Morandi. Del resto, va da se’ che sia per previsione di carico che per tecniche costruttive, le infrastrutture dell’epoca possono ben dirsi se non obsolete tuttavia degne di adeguata manutenzione. Basti pensare che, come hanno rilevato alcuni tecnici al di fuori dello staff del progetto Firenze 2016,  le auto dell’epoca pesavano mediamente la metà di quanto pesano ora, per non parlare dei mezzi commerciali, camion, tir e quant’altro. Non solo: di fatto, con il posteggio che spesso viene attuato sul ponte Vespucci, la struttura è sottoposta a un peso statico non indifferente, dal momento che le auto parcheggiate possono essere calcolate su una media quotidiana di 60. Il che significa che il ponte è sottoposto  a un sollecito di carico statico per cui non fu progettato. Nonostante il pilone “compromesso”. Delle varie questioni è ben conscia l’amministrazione, che proprio in questi due ultimi giorni ha diramato una nota molto esplicativa che posiziona i lavori di ripristino della sicurezza del pilone intaccato a settembre prossimo. D’altro canto, i lavori in realtà sono stati previsti già dal 2016, come risulta da una ricostruzione sulle basi delle domande di attualità ed interrogazioni urgenti messe in atto, fra gli altri, dal gruppo 5Stelle, consigliera Silvia Noferi, che portò le preoccupazioni dei tecnici  in aula con una domanda di attualità sulla questione, la prima volta nel consiglio comunale del 7 novembre 2016.

Infatti, proprio fra il 6 e il 7 novembre del 2016 fu segnalata dalla protezione civile un’allerta meteo che prevedeva un’ondata di piena per il 6 novembre. In seguito alla segnalazione, il ponte fu chiuso temporaneamente. L’amministrazione d’altro canto, come ricorda Noferi, ben sapeva a quell’epoca dei problemi strutturali del ponte Vespucci, emersi proprio in seguito allo studio dell’Università di Firenze, che avevano evidenziato come uno dei due piloni rivestiti in pietraforte, avesse subito uno scalzamento a causa di una fossa di erosione scavata dalle correnti  dell’Arno per effetto, con ogni probabilità, della vicinanza della Pescaia. Nella domanda di attualità si chiedeva fra le altre cose anche, dal momento che le prove di carico sul ponte risalivano a febbraio 2016, per quando fossero previsti i lavori di rinforzo del ponte, quale Direzione se ne occupasse e a chi fossero affidati. così, nel novembre del 2016, l’assessore Bettini rispondeva che i lavori a carico di Nuove Infrastrutture mobilità, erano al momento in fase di redazione del progetto definitivo. I lavori sarebbero partiti presumibilmente nel periodo estivo 2017, considerata la necessità di effettuare operazioni di rispristino della sicurezza anche  nell’alveo dell’Arno.

Nonostante le rassicurazioni dell’assessore, molta acqua passò sotto i ponti, o meglio il ponte. Infatti, esattamente un anno dopo, il 6 novembre 2017, in occasione di alcune crepe che si erano aperte in ponte San Niccolò e su cui la cittadinanza aveva espresso forti preoccupazioni, la consigliera pentastellata presentò una nuova domanda d’attualità. Non essendo presente in aula l’assessore, Stefano Giorgetti, Noferi trasformò la domanda di attualità in un’interrogazione urgente con risposta scritta entro 10 giorni.  Fra le questioni poste dalla sicurezza di ponte San Niccolò, Noferi tornava a chiedere quando sarebbero iniziati i lavori per la messa in sicurezza del pilone di ponte Vespucci. Dopo una precisa spiegazione dei motivi per cui ponte San Niccolò non doveva ritenersi pericoloso, l’assessore concluse sulla questione di ponte Vespucci: “Per quanto riguarda Ponte Vespucci, è necessario procedere al consolidamento strutturale della fondazione della pila ubicata in sinistra idraulica: l’intervento, dopo l’approvazione del progetto definitivo avvenuta in giunta,  “si prevede che sia realizzato mediante appalto integrato”.

Insomma ancora una risposta evasiva, o almeno non precisa. Ma i pentastellati non demordono, ed ecco che, nel corso della discussione del consiglio comunale del 5 giugno 2017, al momento di esaminare la mozione di Noferi che riguarda la creazione del Museo permanente dell’Arno (bocciata dalla maggioranza e nata in seguito a una indagine messa in atto dal gruppo pentastellato circa la sicurezza idraulica dell’Arno dopo l’alluvione del ’66)) viene ancora una volta ricordata la questione del ponte Vespucci o meglio del suo pilone. Ma niente ancora si muove. Di nuovo, nel corso del consiglio comunale del 27 luglio 2017, ecco che, mentre si perora la causa del modello fisico dell’Arno, che sarebbe stato accolto positivamente dagli studiosi di idraulica dell’ateneo fiorentino, non ci si dimentica di richiamare il fatto che, grazie agli studi dell’Università stessa, il pilone del ponte Vespucci risulta compromesso. Ma niente, ancora una volta, si muove.

Ora, dopo la tragedia di Genova, sembra che la questione del pilone del ponte Vespucci abbia messo, finalmente, il turbo. La nota dell’amministrazione in merito, che a sua volta ricostruisce la vicenda non lascia dubbi, e i fiorentini sono ormai sicuri che, con settembre, come assicurato dall’amministrazione coram populi, i lavori di messa in sicurezza e ripristino del pilone del ponte Vespucci “voleranno”. Foto di copertina tratta dalla rivista della Provincia ProgettandoIng. In pagina, la consigliera Silvia Noferi con l’attuale ministro della giustizia Alfonso Bonafede.  noferi e buonafede

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