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Forconi, presidio “leggero” alla Fortezza Cronaca

Prosegue la protesta del popolo dei forconi, che anche stamattina hanno presidiato la zona della Fortezza. Niente a che vedere con il blocco di ieri, quando il traffico di Viale Spartaco Lavagnini è stato letteralmente bloccato da alcune centinaia di manifestanti. Quello di stamattina è stato piuttosto uno strascico di entusiasmo, che ha fatto scendere in strada poche decine di persone. Pochi i disagi alla viabilità, i motori sono stati spenti per alcuni minuti prima che tutto tornasse all'ordinario. Che quello di oggi, per Firenze, si tratti di uno strascico, non deve però lasciar pensare che la protesta si sia placata. La giornata di ieri ha registrato più di un'eccezione alla regola dell'ordinaria protesta, quella con un orario, con una gestione, con un bacino ben definito di aderenti.

Transgenerazionale e translaburista, il popolo dei forconi è eterogeneo e accomunato dalla misura colma. Autotrasportatori, agricoltori, commercianti, immigrati, disoccupati, cassintegrati, precari, studenti, perfino frange estreme di movimenti ultras (questi si, infiltrati) hanno iniziato ieri un presidio nazionale per il momento pacifico, malgrado l'etichetta del forcone rimandi inevitabilmente alla presa della Bastiglia. Pacifico, appunto, fino alla prova contraria. Ma per adesso non si parla di avvisaglie bellicistiche. È una protesta che nasce pacifica e che, se proseguirà (come è da immaginare) resterà nel ranghi della disobbedienza civile, quella stessa teorizzata da Thoreau: una critica volta non a rovesciare con la forza ma a concretizzare specifiche richieste di riforma. A fronte delle dichiarazioni di Susanna Camusso, che si dice "preoccupata" per la piega che la protesta può assumere e malgrado il tentativo d'incendio degli animi di alcuni gruppi, uno degli organizzatori della protesta, Mariano Ferro, ha infatti smentito velleità di marciare su Roma.

L'assalto al Palazzo della Regione Piemonte di ieri, infatti, sembra del resto rimandare più a un "People have the power" che un appello allo sfascio. Se è vero che "la gente ha il potere di redimere l'operato dei pazzi fino alla mitezza", allora non c'è che da augurarsi che il tutto vada avanti, perché se l'acquisto con soldi pubblici di mutandoni verdi (per dirne una) non è follia, è almeno motivo di una vergogna profonda che deve essere avvertita e vissuta. Niente di strano, quindi, se a tentare di redimere fino alla mitezza sia una massa rimasta in mutande. Al contrario, molto coerente. Scongiurato, per adesso, il rimando ai sanculotti e a ben altri forconi, suona invece limpido l'eco delle parole di Pasolini nel gesto di solidarizzare con i manifestanti degli agenti di polizia. Il PD e Forza Italia hanno chiesto espressamente ad Alfano di riferirne in Parlamento, ma mentre la Questura di Torino si è lasciata andare a dichiarazioni giustificatorie a dir poco risibili del gesto ("il turno era finito") il casco sottobraccio vicino al manganello resterà un'immagine importante e non sono escluse repliche. La protesta infatti continuerà. In Toscana c'è da aspettarsi il blocco dell'uscita autostradale di Barberino del Mugello, come paventato da Livio Ricci, referente di TrasportoUnito Fiap Siena e Arezzo. Stamattina, oltre al blocco del traffico antistante la Fortezza a Firenze, i tir di alcuni autotrasportatori e di organizzazione autonome hanno bloccato la darsena Stagno di Viareggio, mentre ad Arezzo la protesta si è spostata dal centro al casello di Battifolle. Blocchi e presidi sono previsti anche per i prossimi giorni.

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