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Portieri Regione, trattative sotto scacco Cronaca

Nella generale debàcle che sta accusando il lavoro nelle prime settimane dell'anno, notizie sinistre giungono anche da una vicenda che sembrava definitivamente sistemata, quella del portierato della Regione Toscana. A darne notizia, il consigliere regionale di Sel Mauro Romanelli, che getta l'allarme: "Sembra che con la vicenda dell'appalto del portierato per la Regione Toscana si sia nuovamente punto e daccapo, almeno stando alle notizie che giungono dai rappresentanti dei lavoratori. Si confermerebbe una condizione di lavoro di 45 ore settimanali e 700 euro mensili di paga, con addirittura 9 licenziamenti, sui 63 lavoratori del precedente appalto".

Insomma, dice Romanelli, se le voci venissero confermate "saremmo punto e daccapo".
Infatti, il 12 settembre scorso, dopo il pronunciamento unanime del Consiglio Regionale, la Giunta Regionale si era prontamente attivata prolungando di quattro mesi l'appalto pre-esistente, e instaurando un tavolo di trattativa con la ditta subentrante.
"Sembrava che si fosse trovata la soluzione, attivando un percorso formativo retribuito che avrebbe consentito ai lavoratori di integrare il reddito, nel periodo di formazione, e poi, terminato questo, di poter acquisire titolo per essere passati al contratto "multiservizi", che avrebbe garantito loro una retribuzione più dignitosa" ricorda Mauro Romanelli.

E invece?  Qualcosa nelle ultime ore parrebbe non aver funzionato, cancellando ciò che era stato costruito. Il problema principale sarebbe dovuto alla mancanza di soldi per la formazione,  che mancherebbero anche, come si legge nella nota diffusa dall'esponente di Sel,  "per riassumere tutti i lavoratori" e dunque  "si tornerebbe alle condizioni paventate prima del pronunciamento dell'Assemblea Regionale". Inoltre, per scongiurare l'eventualità di tornare sulle posizioni primarie mancano pochissimi giorni, "poiché il passaggio di consegne alla ditta vincitrice con le nuove, penalizzanti condizioni, sarebbe fissato intorno al 17 Gennaio".

Conclude l'esponente di Sel: "Sono sconcertato da queste notizia. L'indirizzo unanime del Consiglio va attuato e non si può pensare di risparmiare sulla dignità delle persone. Non è accettabile che si licenzino nove persone e che se ne costringa altre 54 a lavorare in condizioni assolutamente inique. Non possiamo tollerare di andare in Aula e nelle Commissioni ogni giorno a riempirci la bocca di tanti ottimi principi e intenzioni quando accanto a noi lavorano persone in condizioni non decorose".

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