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Porto di Livorno, svolta decisiva: la Darsena Europa pronta nel 2022 Economia

Firenze – La Darsena Europa del porto di Livorno si farà, i lavori cominceranno nel 2018 e saranno conclusi nel 2022 anziché nel 2026. Oggi è andato in scena il secondo atto forte del  governatore della Toscana che ha deciso di porre fine a estenuanti procedure di gara che si arenano nei tribunali amministrativi e ha dato una svolta al progetto per la costruzione della piattaforma che dovrà rendere Livorno competitiva sul piano internazionale:  dagli attuali circa 900mila a 1,6 milioni di container, terzo grande polo portuale in una classifica nella quale l’ordine di importanza sarà deciso da come evolverà la piattaforma. A differenza del trasporto  pubblico locale, per il quale ha deciso di tagliare la testa al toro affidando per due anni ai vecchi gestori il servizio impigliato in una gara infinita di ricorsi e contestazioni, qui si parla di un’infrastruttura in grado di dare un colpo decisivo allo sviluppo dell’economia regionale.

Il progetto della Darsena Europa, presentato oggi dal presidente Enrico Rossi e da quello dell’Autorità portuale Stefano Corsini  sostituisce quello obsoleto e destinato al fallimento di due anni fa e lo migliora nettamente sia dal punto di vista dei tempi che delle strutture previste, anche per cambiamenti normativi che consentono di scaricare in mare a più di tre miglia dalla costa i sedimenti di scavo.

Non basta. Importanti completamenti e ampliamenti ferroviari integreranno i lavori alla piattaforma per permettere il rapido invio dei container verso i grandi mercati del nord.  Intanto i minori spazi consentiti dalla nuova normativa permetteranno di utilizzare  anche senza alcun prolungamento, l’attuale linee ferroviaria elettrificata entrata in funzione nel 2016, “inoltre da parte delle Ferrovie c’è  l’impegno a verificare il prolungamento dei binari dell’interporto verso Collesalvetti-Vada, il che significa che il porto di Livorno potrebbe diventare l’infrastruttura più attrezzata a portare le merci sulla linea ferroviaria nazionale”, ha detto Rossi.

Da agosto 2018 in tre anni , ed è quello che Rossi considera l’intervento decisivo per rendere competitivo il porto di Livorno, Ferrovie interverrà poi per allargare le gallerie della vecchia linea appenninica in modo che vi possano passare anche treni carichi di auto e container.  Con l’Emilia Romagna è già stato firmato un accordo per un trasporto suppletivo su gomma nei tre anni di lavori. Per l’allargamento delle gallerie Fs spenderà 700 milioni. Sono invece 400 i milioni che la Regione destina i lavori nel porto, “la Toscana è l’unica regione  che investe nei porti”, ha sottolineato Rossi, ricordando anche i 200 milioni destinati a Piombino.

Rispetto al vecchio progetto la Darsena Europa manterrà  i 60 metri quadri di estensione previsti nel vecchio bando, con un terminal container ruotato e con un escavo da 20 metri (quattro in più rispetto al precedente progetto grazie alla possibilità di versare in mare i sedimenti) e avrà una banchina di 1.400 metri.

Una parte dei fanghi degli scavi sarà utilizzata, come nel vecchio progetto, per comporre una banchina riservata al trasporto delle auto, il cosiddetto traffico Ro-Ro. Sarà utilizzabile già dal 2020, a disposizione di privati che vi vorranno investire: prima dunque che con il vecchio bando. ” Oggi a Livorno – sottolinea – movimentiamo 900 mila container ogni dodici mesi, con un incremento del 3 per cento l’anno. Il traffico Ro-Ro cresce però del 28 per cento l’anno e il terminale delle autostrade del mare può diventare dunque un punto di forza”.

I risparmi sono calcolati intorno ai  200 milioni (da 667 a 467) che saranno reinvestiti in interventi sul porto e il territorio. Si guadagnerà tempo anche perché il pubblico farà le opere per conto propri0 e metterà a gara le opere che spettano ai privati.

Alcuni lavori sono già in corso.  Sono in via di ultimazione anche quelli per la realizzazione delle nuove porte vinciane. E’ previsto l’adeguamento del canale scolmatore. Inoltre si interverrà sull’altra darsena, quella toscana, per rimuovere la strozzatura che adesso c’è nel canale di accesso vicino alla torre del Marzocco che sarà anche valorizzata. Saranno infatti rimosse alcune condotte, trasferite all’interno di un microtunnel sotterraneo: questo consentirà di affondare il canale fino tredici metri ed allargarlo dagli attuali 67 metri a ben 120.

Entro il 2020 sarà così già sufficiente per accogliere le navi di media portata” conclude Rossi. La revisione progettuale spianerà la strada agli investitori privati, che invece con l’attuale bando (e le incertezze legate soprattutto allo smaltimento dei sedimenti) avevano già chiesto per cinque volte l’allungamento dei termini di scadenza per la presentazione dei progetti”. Il tempo previsto dall’ingegner Corsini che si è dato pochi mesi per bandire la prima gara d’appalto per i privati è 42 mesi: “Purché non ci siano ricorsi, ma faremo il possibile per non crearne i presupposti”. 

Per monitorare la progettazione e l’andamento dei lavori Rossi presiederà una task force, un nucleo operativo, previsto dall’accordo di programma col governo per Livorno, che vedrà al tavolo i tecnici della Regione, dell’Autorità portuale e dell’unità di missione del Ministero delle Infrastrutture. 

 

Foto: da sinistra l’assessore Vincenzo Ceccarelli, Enrico Rossi, Stefano Corsini

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