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Positivi i risultati delle analisi di Arpat sulle acque del Giglio Cronaca

Nonostante il defueling si sia concluso, le operazioni sulla Costa Concordia continuano. Dopo che, lunedì 26 marzo, sono stati recuperati i cinque corpi individuati fra lo scafo ed il fondale della Gabbianara, vanno avanti le ricerche degli ultimi due dispersi del naufragio del 13 gennaio. In condizioni limite di sicurezza e con l’ausilio del robot Rov, i nuclei subacquei del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Gos della Marina Militare e della Guardia Costiera continuano ad ispezionare il relitto alla ricerca della trentunesima e della trentaduesima vittima. I test del Dna sugli ultimi cinque corpi recuperati, invece, verranno effettuati nei prossimi giorni. Il personale subacqueo della Capitaneria di Porto e della Polizia di Stato continua il monitoraggio dei marker posizionati a prua ed a poppa della nave semisommersa, così da permettere agli esperti del Dipartimento di Scienze della Terra di controllare i movimenti dello scafo, che al momento risultano ancora fermi. Quotidianamente vengono anche controllate le panne antinquinamento ed assorbenti per scongiurare ogni possibile fuoriuscita di materiale pericoloso per l’ambiente marino dal relitto della Concordia. Continuano, per fortuna, ad essere positivi gli esiti delle analisi effettuate da Arpat. I risultati degli esami condotti sui campionamenti  effettuati all’interno della nave semisommersa il 7 marzo scorso testimoniano che la situazione non è allarmante. L’acqua, all’interno della Concordia, avrebbe un odore come di uova marce, ossia un odore non simile a quello caratteristico dell’acqua contaminata da idrocarburi. Si tratterebbe, semmai, di un odore riconducibile alla decomposizione di materiale organico contenuto nella nave. La quantità di ossigeno disciolto nell’acqua marina è sensibilmente inferiore rispetto al normale (saturazione inferiore al 90%), segno, questo, che conferma la presenza di materiali organici in decomposizione. Le analisi hanno anche rilevato la presenza di anche azoto totale, azoto ammoniacale e fosforo totale,  nonché solventi clorurati e tensioattivi, anche se, questi ultimi, in misura più che contenuta. Gli esami microbiologici hanno mostrato anche la presenza di coliformi totali ed enterococchi intestinali, ma in un solo punto della nave la loro concentrazione è risultata superiore al limite consentito per le acque di balneazione. I dati di Arpat e l’avanzamento delle operazioni sul relitto, in ogni caso, saranno al centro dell’incontro che si terrà venerdì 30 marzo fra il ministro per gli Affari regionali, il Turismo e  lo Sport, Piero Gnudi, il commissario delegato, Franco Gabrielli, e la popolazione dell’isola del Giglio.

Foto: http://www.aciclico.com
 

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