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Possibile su Vicofaro: “Chiediamo chiarezza” Breaking news, Dibattito politico

Riceviamo e pubblichiamo da Possibile di Pippo Civati:

“Dal 15 ottobre scorso, su  ordinanza del sindaco Tomasi, la chiesa di Vicofaro con l’intera la canonica è off-limits, piantonata da un dispiegamento di forze dell’ordine e tutelata da un presidio medico allestito sulla piazza antistante per eventuali criticità sanitarie.

Si tratta di un dispositivo di sicurezza (della durata di 10 giorni, come stabilisce l’ordinanza del Dpcm), attivato dalla prefettura per monitorare l’isolamento di 120 migranti accolti da don Massimo Biancalani.

Queste sono le notizie di cui al momento disponiamo, riportate dai media, di fronte alle quali Possibile non può rimanere indifferente. Temiamo, infatti, che l’accertamento dei tre casi positivi al Covid (richiesto dallo stesso parroco) sia stata intenzionalmente enfatizzata grazie al dispiegamento di poliziotti e carabinieri attorno alla parrocchia e all’allestimento, in poche ore, di una tenda sanitaria, come se la comunità di Vicofaro fosse un cluster di Covid 19, mentre, al momento, non risulta esservi casi sintomatici.

Intanto, in provincia di Pistoia, negli ultimi due giorni, sono stati registrati 206 nuovi contagiati. Ci risulta, oltretutto, che i 120 ragazzi in stato di assembramento forzato non siano stati sottoposti a tampone molecolare, come si sarebbe dovuto fare per accertare la presenza di un focolaio a Vicofaro.

Ciò alimenta in noi il dubbio che chi ha emesso l’ordinanza (con l’avallo delle altre istituzioni locali) lo abbia fatto intenzionalmente, per dirottare su Vicofaro la paura collettiva  del contagio e per attribuire a don Biancalani e ai suoi giovani migranti il ruolo di untori, colpevoli di voler diffondere la pandemia a Pistoia.

Ci domandiamo se il sindaco abbia approfittato di questa occasione per presentarsi al proprio corpo elettorale come il salvatore della città dalla “pestilenza”, l’uomo forte che riporta ordine, pulizia e disciplina in una comunità di accoglienza emergenziale, nata con motivazioni umanitarie e religiose: una realtà indubbiamente anomala rispetto a schemi e modelli codificati e per questo poco accettata dalla maggior parte della società pistoiese.

È vero che con la sua ordinanza “contingibile e urgente” il sindaco è stato consequenziale con ciò che l’Asl aveva già prescritto, ma nell’ordinanza sindacale ci sono alcune affermazioni che necessitano di chiarimento.

– L’isolamento all’interno della parrocchia e delle pertinenze vale fino a revoca e può quindi proseguire oltre il periodo di quarantena stabilito dal Dpcm, a discrezione del sindaco? Se così fosse, si starebbe allontanando nel tempo l’attuazione dell’ordinanza n. 88 della presidenza della Regione Toscana, emanata lo scorso 7 ottobre per decongestionare Vicofaro, con cui si ordina all’Azienda Usl Toscana Centro “di procedere ad un adeguato decongestionamento della Comunità di Vicofaro con il ricollocamento dei soggetti presso strutture di cui abbia la disponibilità […] al fine di ridurre il sovraffollamento ed assicurare così idonee misure di prevenzione e contenimento della diffusione di SARS-Cov-19 all’interno del Centro”.

-Desta sconcerto il fatto che finora l’Asl di Toscana Centro non abbia provveduto né ad effettuare tamponi, né a smistare i 120 ospiti e che si sia limitata a inviare a Vicofaro personale  sanitario per qualche ora al giorno, per provvedere ad eventuali criticità sanitarie.

– Vorremmo conoscere gli estremi dell’atto amministrativo su cui poggia lo schieramento di forze dell’ordine che stazionano nella piazza della chiesa, dal momento che i tre migranti positivi al Covid sono stati ricoverati in un albergo sanitario di Montecatini e che nessun altro rifugiato è stato testato, né presenta i sintomi del contagio.

-Ci chiediamo, infine, se questo cordone militare-sanitario, che richiede dispendio di denaro pubblico e pubbliche risorse umane, sia la conseguenza di un’ordinanza sindacale mirata, o se debba essere applicata tal quale nel caso di qualsiasi comunità in cui si riscontri un numero, anche esiguo, di soggetti positivi asintomatici.

In ogni caso, siamo intenzionati a opporci a qualsiasi grave e immotivata limitazione della libertà personale garantita dalla Costituzione”.

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