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Post-Covid, Dalila Mazzi (UnionCamere): “Abbattere la burocrazia” Economia

Prato – L’attuale presidente della Camera di Commercio di Pistoia-Prato, Dalila Mazzi imprenditrice nel campo del tessile, è da pochi giorni la nuova vice presidente di Unioncamere Toscana, l’organismo che coordina le Camere di commercio della regione.

A dicembre 2020 era diventata presidente del Comitato per il controllo analogo di ISNART, l’Istituto nazionale ricerche turistiche. E in precedenza aveva ricoperto l’incarico di vice presidente della Camera di commercio di Prato.

Parliamo con lei delle nuove sfide che che l’UnionCamere dovrà affrontare alla luce dei cambiamenti dovuti anche alla pandemia. Ma soprattutto di come la sua vicepresidenza confermi un importante riconoscimento della Camera di commercio di Pistoia-Prato nel territorio toscano.

Cosa si sente di dire in proposito? 

Da questo punto di vista lo considero un segnale di attenzione importante per il territorio che conta quasi 57mila aziende attive costituite da specialità produttive eterogenee ma che possono svilupparsi in modo armonico e potenziare la capacità di interlocuzione sia a livello regionale che nazionale.

Cosa potrebbe chiedere, secondo lei, l’UnionCamere della Toscana al nuovo Governo Draghi affinché, con il determinante apporto delle Associazioni regionali di categoria rappresentato da migliaia di imprenditrici ed imprenditori toscani che  stanno ancora affrontando grosse  difficoltà economiche per l’emergenza Covid, si trovino le misure necessarie per un rilancio delle loro imprese?  

A livello nazionale  l’UnionCamere della Toscana con Mario Draghi ci ha già dialogato ed ha condiviso innanzitutto la scelta europea di destinare gran parte delle risorse alle sfide della sostenibilità  e della digitalizzazione.Abbiamo chiesto poi un  sostegno alla  competitività delle imprese anche perché le misure in essere fino ad oggi hanno impedito effetti devastanti.  Mi riferisco al blocco dei licenziamenti, ai finanziamenti garantiti dallo Stato, dalla cessazione delle imprese dell’indebitamento e dell’occupazione. Quando queste verranno meno ci troveremmo ad affrontare un rischio sistemico grave e quindi potrebbe essere utile un sostegno straordinario alle aggregazioni di cui tanto si parla anche nel nostro territorio. Ovvero un’aggregazione di imprese mediante degli strumenti come ad esempio  una rete d’imprese.

Quali saranno nei prossimi mesi le azioni che l’Unione metterà in campo immediatamente operativi? 

Un tema importante su cui lavorare sarà quello di supportare la ripartenza  delle imprese giovanili e femminili per colmare il gap di genere. Il dato che  preoccupa è quello della riduzione di quelle giovanili che a fine anno 2020 segnava  un calo rispetto al 2019. Ci stiamo muovendo sulla formazione, sull’orientamento, sui collegamenti col mondo del lavoro e della scuola, ma c’è ancora tanto da fare. Un deciso passo avanti  sarebbe la riforma della pubblica amministrazione. Perché fondamentale per le imprese è l’abbattimento della burocrazia, la semplificazione che riguarda l’apertura delle aziende ma anche la prosecuzione e i sistemi autorizzativi.

A livello regionale invece quali i prossimi obiettivi?

Tutte le Camere di Commercio e di Unioncamere della Toscana hanno già realizzato i Pid  (Punti Impresa Digitale) per accompagnare le imprese verso la loro digitalizzazione nel contesto dell’economia 4.0, tramite i servizi di informazione, formazione ed orientamento. Ma sono necessari altri investimenti come ad esempio quelli sulla transazione verde. Infatti le imprese che investono sul green risultano essere più formanti e innovative. Inoltre la Camera di Commercio di Pistoia Prato ha già deliberato circa diversi bandi sull’orientamento al lavoro e professioni, al credito,alla digitalizzazione e internazionalizzazione.

Lei rappresenta  la seconda generazione industriale. Nella sua azienda “La Nuove Fibre”,lei ha  sviluppato la passione nata in famiglia e l’entusiasmo unitamente al coraggio di nuovi investimenti tecnologici,ambientali e delle nuove lavorazioni tessili, verso richieste più dinamiche e del fashion. Quali le differenze più marcate che ha riscontrato in questo settore tra  ieri ed oggi? 

Ci troviamo in un contesto completamente diverso: 55 anni in cui sono cambiate molte cose ma è soprattutto in quest’ultimo periodo, dovuto alla pandemia,  che il cambiamento è apparso più evidente. Volumi ridotti e frammentazione richiederebbero attualmente una maggiore attenzione all’organizzazione delle risorse. Importante, a mio avviso, offrire sostenibilità  alle imprese per aiutarle ad essere competitive. Inoltre questo distretto deve continuare ad investire sulla propria identità. Prato infatti mantiene ancor oggi delle caratteristiche di innovazione che raramente si trovano altrove. Ad esempio l’economia circolare ce l’ha nel suo Dna. Una vera vocazione pratese anche se su questo tema  c’è ancora tanto da dire. A differenza del passato,poi, il mercato è notevolmente più veloce e ad esso si affiancano servizio e qualità che sono come allora prioritari  soprattutto nel mio comparto che è quello della nobilitazione tessile.

Nel 2021 per una donna è più semplice conciliare carriera e famiglia ? 

Ho sempre cercato di conciliare la mia vita privata con il lavoro ed in questo la famiglia mi ha sempre supportato. Ho avuto la fortuna di riuscire a trovare un equilibrio e il mio ringraziamento va non solo ai miei cari ma anche alle persone che lavorano con me.  Per 22 anni sono stata alla guida di un’azienda sanitaria,attualmente di quella tessile, ma ho sempre trovato persone che hanno sostenuto me e l’azienda  ma soprattutto remato insieme a me nella direzione giusta. Nel mio mondo c’è la famiglia,il lavoro e la Camera di Commercio dove ho trovato una struttura che funziona bene e che è di grande supporto, perché da soli non si va da nessuna parte.

In foto Dalila Mazzi

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