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Poste e crisi del recapito, i lavoratori: “Pochi postini e organizzazione carente” Breaking news, Cronaca

Firenze – Il malumore si taglia col coltello, fra i portalettere delle Poste. E il perché sta anche nei numeri: in 10 anni, l’azienda ha cambiato 7 volte le proprie modalità organizzative. Sette volte, il che significa che i postini, quasi una volta l’anno, hanno dovuto mettere in soffitta ciò che era stato praticato dopo le nuove comunicazioni e ricominciare da capo.

Poco male? Insomma. Anche perché. come spiegano i portalettere, il problema è che tutto si assomma a una cronica mancanza di organico, alla divisione del territorio in settori intercambiabili, alla modalità della consegna della posta a giorni alterni. Tutto ciò significa turni massacranti, posta consegnata in ritardo, necessità di “sbrigare” il lavoro, cumulato fatalmente, nei giorni festivi, come, ad esempio, l’8 dicembre scorso. Lavoro festivo, come dicono le Rsu Cobas, svolto su base volontaria, “anche se sembra molto difficile per un lavoratore a tempo determinato dire no a una telefonata dell’azienda che richiede la prestazione festiva”. Non solo. Fatalmente, visti gli organici ridotti, basta un’assenza per malattia, un giorno di permesso, per aggravare una situazione già compromessa, con ricadute evidenti sugli utenti, in termini di ritardi di recapito.

Un problema in più è anche la divisione in settori. Le zone di consegna infatti vengono scambiate, e ciò crea problemi evidenti, dal momento che il portalettere è un vero e proprio “conoscitore” del territorio, delle strade, delle famiglie.

D’altro canto, l’azienda si fa forte del fatto che la corrispondenza epistolare “su carta” è molto diminuita, passando sempre più sull’on line. Non solo. Una parte del disagio è imputata, in particolare nelle festività, al recapito dei pacchi. Ma, sostengono dal sindacato di base, questo è per Firenze un falso problema, dal momento che, per esempio Amazon, ha un suo proprio corriere che si occupa del recapito.

“Di fatto – concludono i lavoratori – è necessario che l’azienda riveda sia le modalità organizzative, sia le condizioni occupazionali dei propri dipendenti”.

Sul punto, erano intervenuti anche i consiglieri comunali Tommaso Grassi e Donella Verdi, di Firenze riparte a Sinistra, che avevano chiesto al Comune “dall’assessore al lavoro alla Commissione Lavoro del Consiglio comunale, di occuparsi del tema, convocando e aprendo un tavolo con l’azienda e i rappresentanti sindacali”.

 

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