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Poste, Toscana in rivolta, Rossi: “I tagli non passeranno” Società

Firenze – Dal Chianti a Capannori, da Camaiore a Pistoia, passando per Prato, Pisa, Massa Carrara, Lucca, e via così fino ad abbracciare tutto il territorio regionale, la guerra della Toscana per non far chiudere gli uffici delle Poste sale sempre più. In un crescendo di iniziative, presidi, lotte e incontri. Come quello che si è tenuto stamattina fra i sindaci di cento comuni e il presidente della Regione Enrico Rossi, che da parte sua ha parlato chiaro: “I tagli non passeranno”.

Mentre spunta l’idea di un comitato civico del Chianti contro la decisione delle Poste, le parole forse più significative provengono da Filippo Ninci, presidente della Filarmonica Giuseppe Verdi di San Donato in Poggio, comunità minacciata, come molti altri piccoli centri del Chianti, della chiusura: “La chiusura dell’ufficio postale corrisponde alla morte civile della nostra frazione; è l’abbandono delle piccole comunità da parte dello Stato, nella nostra frazione le attività si svolgono in gran parte grazie al volontariato e alla buona volontà dei cittadini, alle associazioni culturali, sociali che da sempre si distinguono per dinamicità; noi, a differenza dello Stato non abbiamo il compito di mantenere viva una frazione, possiamo contribuire certamente ma non è un nostro dovere. E se, come Poste, decidessimo di chiudere cinema, teatro e luoghi culturali e ricreativi? Cosa succederebbe in questo caso? Lanciamo l’idea di un comitato civico contro Poste esteso a tutto il Chianti. Più siamo e più faremo sentire la nostra contrarietà che non deve restare una voce nel deserto”.

Ricordiamo di cosa si tratta: il provvedimento che verrà messo in atto dal decreto ministeriale prevede per la Toscana la cessazione di 63 uffici postali, più la riduzione oraria di almeno altri 37 uffici.

L’incontro di stamani, che si è tenuto nella sala della Presidenza della Regione, dove Regione, Anci (Associazione dei Comuni) e Uncem (Unione di comuni e enti montani) avevano convocato la riunione, Rossi ha prima ascoltato gli interventi di decine di sindaci dei comuni interessati dai tagli, poi ha concluso: “Tagliare 63 uffici postali che costano pochi milioni è un atto che suona come insulto ai pensionati, agli anziani, a chi sta in montagna, a chi vive nelle parti meno accessibili ai flussi urbani. Ci batteremo insieme ai Comuni perché questo piano scellerato non passi e perché questa presenza dello Stato a garanzia di un servizio universale si mantenga. Per questo chiederemo a Poste il ritiro del Piano”.

Ed ecco il piano d’azione: sin da domani, nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni, Rossi coinvolgerà nella questione gli altri presidenti di Regione (in Toscana il consiglio regionale ha già approvato una mozione sulla questione). Inoltre solleciterà un incontro al Governo (Il Ministero dell’economia detiene il 65% di Poste s.p.a.) e all’amministratore di Poste S.p.a. Caio. A questi destinatari e ai parlamentari italiani sarà inviata una lettera sottoscritta, oltreché da Rossi, dai sindaci presenti alla riunione di oggi per richiedere lo stop al Piano. Infine si costituirà un esecutivo di questo movimento contro il taglio alle poste per un aggiornamento costante sulla situazione e la definizione di altre iniziative.

“La nostra – ha chiarito Rossi – non è una posizione irragionevole. In fatto di tagli la Toscana ha già dato, laddove è stato possibile tagliare lo si è già fatto nel 2012. Allora siamo anche intervenuti in via sostitutiva con i punti “Ecco fatto”. Ma questa volta no: non siamo in presenza di un’azienda che ha buchi di bilancio, bensì di un’azienda che nel 2013 ha avuto oltre un miliardo di utili netto. Credo che si debba ragionare in termini di solidarietà come prevede la Costituzione per mantenere presenze fondamentali sul territorio”.

Scelta sbagliata per la presidente dell’Anci regionale Sara Biagiotti, piano inaccettabile per Oreste Giurlani presidente di Uncem, sta di fatto che la mobilitazione che si è aperta ufficialmente stamani contro le decisioni delle Poste deve anche essere incisiva in tempi brevi: i tagli diventeranno operativi entro un mese.

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