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Povertà, malattia mortale. Anche in Toscana STAMP - Salute

Firenze – Secondo i dati ISTAT, in Toscana, nel 2015, l’11,3% delle persone ha rinunciato a curarsi. Le motivazioni riguardano per il 50,4% le difficoltà economiche e per il 32,4% difficoltà di accesso alle strutture (liste di attesa, orari, difficoltà di spostamento).

Senza soldi in tasca, il 2,5% della popolazione ha rinunciato, nello specifico delle cure, ai farmaci . Ticket troppo costoso da un lato, perché avrebbe dovuto pagare di tasca propria i medicinali dall’altro, non essendo prescrivibili. Conseguenza logica di questo stato di cose, nella nostra Regione la richiesta di farmaci alle associazioni che si occupano della loro distribuzione gratuita è aumentata di quasi il 20% rispetto allo scorso anno.

Ha snocciolato questi dati, in occasione dell’iniziativa sulla povertà sanitaria organizzata dal Gruppo Consiliare Regionale SI Toscana a Sinistra giovedì scorso, il consigliere Paolo Sarti, che ha anche sottolineato: “E’ dimostrato che chi si trova ai livelli più bassi della piramide sociale corre un rischio due volte superiore di ammalarsi gravemente o di morire prematuramente”.

Insomma, la buona salute sembra dividersi sempre di più fra ricchi e poveri, con un aumento delle possibilità di vivere più a lungo e in condizioni migliori da parte dei “ricchi”, mentre i poveri non solo vivono una vita di privazioni ma muoiono anche prima. E si ammalano di più.

Un tema già trattato su queste pagine (http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/crisi-non-fa-rima-con-salute-dal-2008-si-innalza-il-trend-delle-morti-evitabili-in-toscana),  che riprende tuttavia vigore con la presentazione dei dati scientifici raccolti nell’ultimo rapporto del Banco Farmaceutico, oltre ai contributi dell’Agenzia Regionale di Sanità e del Coordinamento nazionale Comunità di Accoglienza della Toscana.

Esaminando i dati contenuti nel documento, se complessivamente in Italia nel 2014 si trovano in condizioni di povertà assoluta 1 milione 574mila famiglie, che sempre più rinunciano alla spesa relativa alle cure sanitarie e ai farmaci, in Toscana le famiglie con difficoltà economiche passano da 12,48 euro mensili di spesa farmaceutica del 2014 agli 8,11 euro del 2015, con un decremento pari a  -35%.

Inoltre, secondo quanto emerso dal rapporto sulla povertà sanitaria realizzato dall’Osservatorio donazione farmaci (Odf) della Fondazione Banco farmaceutico onlus, in Toscana, lo stesso Banco nel 2015 ha sostenuto circa 17 mila persone attraverso 80 enti caritativi convenzionati. I farmaci raccolti sono stati 15.505, con un aumento del +8,9% rispetto all’anno precedente. Il 53,5% degli assistiti sono donne, il 55,9% sono stranieri, l’11,2% sono minorenni, e il 19,8% anziani. La Toscana inoltre si conferma nel gruppo di regioni che presentano un gap di spesa farmaceutica tra famiglie povere e non povere superiore alla media nazionale (34,9 euro in Toscana, contro i 31,25 euro in Italia), aumentato dell’11% rispetto al 2014.

Luigi Cammi, delegato territoriale del Banco farmaceutico a Firenze, conclude: “Tante persone, soprattutto famiglie e anziani, non hanno più soldi da spendere per curarsi e acquistare farmaci. C’è bisogno dell’impegno di tutti per riuscire a contrastare questo fenomeno che purtroppo non accenna a migliorare”. 

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